Avevano detto che sarebbe stata epica, e infatti questa terza stagione parte senza deludere le aspettative. Disponibile su Sky, Now e HBO Max, House of the Dragon, il prequel di Game of Thrones, ambientato circa due secoli prima, ci catapulta di nuovo nelle terre di Westeros per la terza stagione, con la promessa mantenuta di una guerra brutale ormai inevitabile.



      Dove eravamo rimasti: il finale della seconda stagione

      Ci eravamo lasciati con un finale che prometteva una terza stagione ancora più violenta, carica di tensioni e che non lasciava dubbi: la guerra sarebbe stata devastante.

      Ricordiamo Daemon (Matt Smith) che, nella sua visione sulle sorti di Westeros, ha visto Rhaenyra (Emma D’Arcy) sul trono di Spade, ne ha compreso il fondamentale ruolo, e ha riconosciuto che dovrà lottare accanto a lei, non contro di lei.
      Il re Aegon, nel frattempo, sfregiato dalle fiamme del drago di Aemond, si è messo in fuga con Larys, ostacolando l’accordo tra Alicent (Olivia Cook) e Rhaenyra: la prima, in cambio della salvezza per lei, sua figlia e la nipote, avrebbe sacrificato il figlio Aegon in favore della conquista del trono da parte di Rhaenyra, indicandole anche il momento opportuno per colpire Approdo del Re, quando Aemond sarebbe stato assente.

      Rhaenyra è pronta a scendere in campo, mentre tra i Velaryon e la Triarchia, alleata di Tyland Lannister, le acque si prospettano sempre più agitate. Le alleanze si sono consolidate, gli eserciti dei Neri e dei Verdi sono in movimento e i draghi hanno già occupato il loro posto in cielo. Il Trono di Spade è ancora conteso e sarà la Danza dei Draghi a decidere chi è destinato a sedervisi.

      La recensione della terza stagione di House of the Dragon

      Non solo Ryan Condal, showrunner di House of The Dragon, aveva già definito questa stagione “la più grande e ambiziosa della serie”, ma anche il teaser del terzo capitolo aveva settato l’asticella delle aspettative molto, molto in alto.
      E infatti la stagione, di cui la prima puntata è già disponibile, non chiede affatto il permesso per iniziare a schiaffo. Entriamo subito nel vivo dello scontro: per mare, con la Battaglia del Gullet, per terra, con Daemon sul campo contro i Lannister, nel cielo, dominato dai draghi, e capiamo che non è rimasto più tempo per trattare, ormai gli schieramenti sono entrati in conflitto e il trono deve essere conquistato.
      Questa nuova stagione si presenta a completo servizio del pubblico, che ha aspettato tanto per vedere finalmente questo spaccato della storia. Gli autori (forse anche consapevoli del malcontento diffuso rispetto all'ultima stagione di GOT?) hanno scelto di scaldare i motori per ripartire in quarta e sorprendere i fan, garantendo l’azione, ma senza tralasciare la profondità narrativa rispetto allo sviluppo dei personaggi.

      Personaggi più autentici e una guerra che ormai domina la trama

      Un inizio senza diplomazia, fatto di sale e mare, fuoco e sangue, come recita il titolo, è quello che ci ha regalato questa prima puntata, e la trama seguirà lo stesso crudele leitmotiv: sapevamo che questo momento sarebbe arrivato, specie perché l’aria di preparazione al cruento conflitto aveva pervaso tutta la seconda stagione. Adesso non è tutto pronto, è tutto già iniziato, e la pesantezza di questa guerra colpisce fin da subito, non c’è tempo di abituarsi.
      Allo stesso tempo però, la guerra è anche dentro i protagonisti, e questa stagione potrà essere l’occasione che permetterà ai personaggi di evolvere, oppure il pericolo che rischierà di condurli alla perdizione, proprio attraverso i cambiamenti che colpiranno personalmente le loro vite, in una maniera profonda e che verrà messa al centro della storia, esattamente come la tanto attesa Guerra Civile.

      Infatti, La corona è un fardello, e lo sappiamo molto bene, ma in questa stagione sembra proprio che ogni personaggio torni al suo pubblico al massimo della propria determinazione, oltre che della propria vulnerabilità.
      La guerra fuori è certamente protagonista, ma anche i tumulti interiori e l’indole incontenibile di ogni componente della storia determineranno le sorti del regno.
      Tra i personaggi, abbiamo un Daemon fin dall’inizio completamente immerso nel suo habitat, il campo di battaglia, coraggioso e pronto a vincere. Rhaenyra ritorna a noi determinata ad affrontare e porre fine alla guerra, spezzando definitivamente anche lo stereotipo che ha sopportato per troppo tempo e che l’ha da sempre etichettata troppo debole, in quanto donna, per poter governare.

      Alicent ha rimesso in prospettiva le sue priorità, ma si mostra ancora fragile, segnata dalle perdite passate e perfino da quelle di cui potrebbe essere responsabile in futuro.
      Aegon è livido di risentimento, ma deve fare i conti con un’infermità fisica che non agevola né la fuga, né il suo ipotetico ritorno: in questo momento sa solo che sta pagando il prezzo di una tracotanza che lo ha portato ad agire d’impulso e lo ha quasi ucciso. Infine Aemond, il reggente che, forse, è fin troppo comodo sul trono, non nasconde più la sua meschinità. Sono tutti antieroi, ancora di più delle passate stagioni, e sono destinati a soffrire ulteriori gravi perdite, in nome di una fazione.

      Dove e quando vedere House of the Dragon 3 in streaming

      Tutte le stagioni sono disponibili su Sky, Now ed HBOmax. Quest’ultima stagione è composta da 8 episodi, di circa un’ora ciascuno e ne verrà rilasciato uno a settimana, ogni lunedì, facendoci vivere dentro Westeros fino al 10 agosto, con l’episodio finale.