Arriva su Prime il 13 febbraio, a una manciata di ore da San Valentino, e promette di essere uno dei titoli più "consumati" delle prossimo weekend. Parliamo naturalmente di Love Me Love Me, teen drama in cui seguiamo la storia di June, una ragazza brillante e fuori dagli schemi, e di James, erede di una famiglia potente e apparentemente inaccessibile. Il loro incontro dà vita a una relazione intensa, fatta di attrazione, scontri e segreti, che si sviluppa all’interno di un contesto scolastico elitario e di dinamiche sociali rigide. Tra desiderio di libertà, ferite del passato e scelte difficili, LMLM racconta un amore che nasce dove non dovrebbe e che prova a ritagliarsi uno spazio possibile in un mondo che sembra non volerlo accettare. Ma il film sarà riuscito a trasporre a dovere il cuore del romanzo da cui è tratto?


Perché il film di Love Me Love Me doveva cambiare il libro?

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Courtesy Prime Video//Amazon Prime

La pellicola, Love Me Love Me diretta da Roger Kumble, adatta e reinterpreta il romanzo LMLM di Stefania S. scegliendo una chiave più ironica e, soprattutto, più credibile rispetto al libro. Molti eventi che sulla pagina funzionano benissimo perché esasperati, intensi e quasi fuori scala, nel mondo reale risulterebbero difficili da accettare senza conseguenze. Il romanzo ha oltre 800 pagine per costruire personaggi complessi, stratificati e pieni di contraddizioni; un film di circa due ore, per forza di cose, non può permettersi lo stesso livello di approfondimento. È qui che nasce la prima, grande differenza tra libro e film: una questione di tempo, ritmo e mezzo narrativo.

Proprio per questo motivo la storia subisce cambiamenti nella timeline degli eventi, nella quantità di personaggi presenti e nel modo in cui alcuni di loro vengono caratterizzati. Alcune ambientazioni vengono modificate, dalla California si passa a Milano, anche per ragioni produttive e di budget, ma senza snaturare il cuore del racconto. Sono scelte inevitabili quando si passa dalla carta allo schermo, soprattutto con una storia così densa.

Da Wattpad al cinema: un cambio di linguaggio inevitabile

Non bisogna poi dimenticare che LMLM nasce su Wattpad. Stefania S. ha scritto il romanzo in modo progressivo, capitolo dopo capitolo, quasi come se fossero episodi di una serie che i lettori aspettavano con ansia. Questa struttura episodica ha portato, nel tempo, a situazioni e spazi narrativi che si ripetono e si amplificano. Nel libro questo funziona, perché il lettore è immerso nella storia e ha tutto il tempo di viverla. In un film, invece, molte di quelle scene diventerebbero ridondanti. Tagliarle non significa tradire il materiale originale, ma adattarlo a un linguaggio diverso.

Trasporre LMLM in modo pedissequo sarebbe stato impossibile, a meno di non trasformarlo in una lunghissima serie televisiva, sullo stile delle serie CW che ormai però hanno perso il loro smalto. Prime Video, se non avesse prodotto il film, avrebbe creato una serie da otto episodi che sarebbe risultata inevitabilmente simile ad altri teen drama già esistenti, in particolare a Maxton Hall, perdendo la sua identità. La scelta del film, quindi, non è solo sensata: è probabilmente l’unica che permetteva a LMLM di distinguersi davvero nel panorama attuale.

Personaggi, tagli e scelte narrative: cosa funziona davvero sullo schermo di Prime Video in LMLM

i protagonisti di love me love mepinterest
Amazon Prime

Molti elementi del romanzo non sono stati eliminati, ma semplicemente messi da parte. Questo lascia spazio a un futuro arricchimento della storia: flashback, nuovi personaggi, approfondimenti emotivi che qui, all'interno del primo film, non c’era il tempo di inserire. James Hunter, il protagonista interpretato da Pepe Barroso, nel film è più dolce e pacato rispetto alla versione letteraria, con meno intrecci sentimentali. È una scelta che funziona, perché rende il personaggio immediatamente più empatico: nel libro non tutti lo hanno amato da subito, mentre sullo schermo è difficile non apprezzarlo.

Il film decide inoltre di rendere centrale lo sport clandestino di James, l'MMA, che nel romanzo esiste ma resta sullo sfondo. Visivamente è molto potente e si intreccia in modo efficace con la passione di June per le moto, legata a un passato familiare rielaborato rispetto al libro. Anche qui, il cambiamento non stona: rafforza il legame tra i protagonisti e dà coerenza emotiva alla loro relazione.

Alcune storyline secondarie, come quella del preside o la relazione tra Amelia e il professore, vengono eliminate. È una scelta comprensibile, perché avrebbero appesantito la narrazione e avvicinato troppo il film a dinamiche già viste altrove. Al contrario, l’ironia inserita in diverse scene è uno dei colpi meglio riusciti dell’adattamento: aggiunge leggerezza e rende il film più accessibile, senza togliere intensità ai momenti emotivi.

Le scene spicy funzionano, il ritmo regge e, anche se si sarebbe potuto osare di più con lo slow burn tra June e James o con qualche dettaglio in più sui personaggi secondari, l’equilibrio complessivo resta solido.

L’adattamento perfetto non esiste, soprattutto per una storia così complessa. Ma questo film rappresenta probabilmente l’unico modo possibile per vedere June, James e Will prendere vita sullo schermo senza snaturare ciò che LMLM è sempre stato. E poi diciamo... questo cast (Pepe Barroso, Mia Jenkis e Luca Melucci) è troppo tenero per non essere amato. Se adorate i teen drama non perdetevi Love Me Love Me, da vedere solo su Prime Video.