Perché ci piace quando nei videoclip troviamo volti di celebrità? È una sensazione strana, che quasi ci avvicina all'artista e all'ospite, come se, scoprendo che si conoscono, anche noi conoscessimo entrambi un po' di più. Ipotizziamo amicizie, siamo curiosi di capire perché e come sia nato quell'accordo creativo. Ci piace la contaminazione dei reciproci mondi che questi mettono in atto e il modo in cui musica, cinema, moda e televisione finiscono per incontrarsi nello stesso racconto.

L'ultimo esempio arriva da "Camera", il nuovo videoclip di Charli XCX, in cui compare Vincent Cassel. Ma non è certo la prima volta che un volto celebre trasforma un video musicale in qualcosa di più di un semplice accompagnamento a una canzone. Perché un cameo non sorprende soltanto: ci spinge a immaginare il rapporto tra due artisti, a chiederci chi abbia chiamato chi, come sia nata quella collaborazione e cosa aggiunga al racconto.

Di collaborazioni significative, negli anni, ce ne sono state tante. Alcune hanno segnato le carriere dei protagonisti, altre sono entrate nell'immaginario della cultura pop. Ecco quelle che, ancora oggi, continuiamo a ricordare.



Tutto nasce da Vincent Cassel e Charli XCX

Abbiamo ascoltato e visto da poco l’ultima fatica di Charli XCX, Camera, singolo tratto dal nuovo album Music, Fashion, Film, uscito il 24 luglio.

Nel videoclip in bianco e nero della canzone troviamo come protagonista Vincent Cassel, nei panni di un attore sul set, impegnato a rigirare ripetutamente una scena d'azione dopo continui imprevisti (Charli interpreta la regista).

Perché ci piace? Perché non è soltanto un attore famoso. Cassel porta nel videoclip tutto l'immaginario del cinema d'autore europeo, creando un contrasto perfetto con il pop sperimentale di Charli XCX. È proprio questo incontro tra mondi apparentemente lontani a rendere il cameo memorabile.

La storia, inoltre, racconta di noi: di come nella vita spesso cerchiamo di recitare una parte, e nel mentre speriamo che l’imprevisto non ci scalfisca. Poi irrimediabilmente succede ma in qualche modo, come fa Vincent Cassel, attendiamo anche noi il prossimo ciak.

Taylor Swift, Sadie Sink e Dylan O'Brien: quando un videoclip diventa un film

Quattordici minuti di videoclip per raccontare una storia d’amore dall’inizio alla fine (spesso interpretata come ispirata alla relazione con Jake Gyllenhaal) passando per i punti più alti e per quelli più bassi e fare un regalo a tutti gli Swifties.

Per "All too well" (2021) Swift sceglie Sadie Sink (Stranger Things) e Dylan O’ Brien (Teen Wolf). Il videoclip ha un peso importante e i due attori diventano fondamentali in una delle profonde dinamiche di relazione tra Taylor e i suoi fan. Questo brano era nato nel 2012 come semplice traccia dell’album Red, non si pensava potesse diventare una hit. Poi, quasi dieci anni dopo, la popstar pubblicò la versione lunga accompagnata da questo cortometraggio. I due attori furono i prescelti per rendere reale ciò che Taylor aveva fino a quel momento cantato. «Se Sadie avesse detto di no, probabilmente non avrei realizzato il corto», ha dichiarato Swift in un’intervista, e sarebbe stato un grande peccato, visto il profondo legame di Taylor e dei fan con quel brano.

Ed Sheeran e Rupert Grint: il cameo che gioca con la memoria della cultura pop

È il 2011 e Ed Sheeran inizia a raccogliere i primi grandi successi con il suo terzo album +, The A Team lo consacra alla fama e comincia a essere conosciuto anche in Italia, Rupert Grint, invece, è già molto conosciuto, circa da una decina d’anni, a causa di un ruolo, quello di Ron Weasley, e quell’estate è uscito nelle sale Harry Potter e i doni della morte parte 2: il viaggio nel mondo dei maghi si è concluso e noi abbiamo da poco salutato i personaggi che ci hanno accompagnato dal 2001 in tutte le avventure di Hogwarts. Nel video, l'attore interpreta un fan ossessionato da Ed Sheeran e che il gioco sul loro aspetto fisico rende credibile tutto il racconto.

E infatti il video fu talmente apprezzato che nel 2025 uscì A little more, che è proprio il sequel di Lego House, con Rupert Grint che, uscito dalla riabilitazione per stalker, cerca di rifarsi una vita, e di tenere Ed lontano da essa.

Beyoncé e Zendaya: quasi un passaggio di testimone



Nell’album manifesto di Beyoncé, Lemonade, dedicato alla catarsi vissuta dopo il tradimento da parte del marito Jay Z e anche alla resilienza femminile, la cantante sceglie di invitare, tra tante ospiti, anche una giovanissima Zendaya.

Zendaya, che fino ad allora era stata una Disney Kid, si stava affacciando al mondo del cinema (avrebbe presenziato lo stesso anno nel cast di Spider-Man Homecoming e di The Greatest Showman, usciti nel 2017 nelle sale): dichiarò che non pensava potesse essere vero, che sul set rimase folgorata da come Queen Bey dirigesse e curasse ogni dettaglio e rimase onorata di questa esperienza, che le fece percepire di essere “entrata nella storia della musica”. E in effetti così è stato.

Dua Lipa e Margot Robbie: quando musica e cinema raccontano la stessa storia



Qui abbiamo la dinamica inversa, con un cameo che non serve a sorprendere, ma a costruire un ponte tra il videoclip e il film, trasformandoli in un unico racconto. Direttamente dalla colonna sonora di Barbie, Dance the night, il videoclip è una specifica scena del film, in cui troviamo Dua Lipa nei panni di Barbie Sirena.
Il videoclip però, ha avuto un impatto mediatico importante perché è uscito quasi due mesi prima del film, e in questo modo avevamo potuto avere già un assaggio di quello che poi avremmo trovato in pellicola, compresa una Margot Robbie scatenata sulla pista da ballo.

Harry Styles e Phoebe Waller-Bridge: il cameo che diventa manifesto di stile e libertà

Una collaborazione nata spontaneamente, dopo che Harry Styles, a Londra, era andato a vedere Phoebe Waller Bridge a teatro con Fleabag (sì, prima di essere una delle serie tv più amate degli ultimi tempi, è uno spettacolo teatrale). Parlando con i due registi del videoclip Gabe e Ben Turner, e ispirati da alcuni video di ballerini degli anni ‘40, di Fred Astaire e di Ginger Rogers, spuntò fuori l’ipotesi che Styles e Waller Bridge avrebbero potuto essere la coppia del videoclip di "Treat people with kindness" (2021), ma presentandosi sulla scena vestiti uguali e padroni di una coreografia in cui sono simbiotici e si guidano nel ballo in modo alternato, pari. Così, dopo lo show, Styles propose all’attrice di questa idea, e lei disse sì.

Questo videoclip è importante perché Phoebe Waller Bridge non partecipa solo al videoclip, ma si inserisce nella visione estetica e identitaria che Harry Styles stava portando avanti da qualche tempo, al fine di celebrare l’essere se stessi e l’identificarsi in ciò che ci è affine, senza seguire binari imposti. E infatti, sul finale, è Phoebe a far fare il casqué a Harry, per poi guardare in camera, so Fleabag.

Perché continuiamo ad amare i cameo nei videoclip

Per qualche minuto, musica, cinema, moda e televisione sembrano appartenere allo stesso universo e ci regalano l'illusione di sbirciare dietro le quinte della cultura pop. Ogni apparizione diventa una storia nella storia: ci fa immaginare amicizie, collaborazioni e incontri che vanno oltre la canzone. Ed è proprio quel piccolo cortocircuito tra realtà e immaginazione a rendere questi videoclip così memorabili, anche molti anni dopo la loro uscita.