Quando Rhove pubblica un post social è sempre indizio che sta arrivando nuova musica. E in un mercato discografico che sembra volere una presenza online quasi 24/24h centellinare i contenuti non è cosa scontata. Dopo “Femmina”, uscito lo scorso mese di aprile, il rapper torna in questo inizio estate rovente con il brano “Parapluie”, spoilerato via social con un primo indizio accompagnato semplicemente dalla frase Sono partito dal quartiere, grazie al quartiere ho raggiunto il mondo. Un verso che già mette al centro uno dei temi focali del brano.
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Disponibile dal 26 giugno, “Parapluie” prosegue il viaggio intrapreso dall’artista in questa sua nuova fase musicale ma anche personale. Un momento fatto di chilometri percorsi, nuove prospettive e una ricerca personale che negli ultimi mesi sembra essere diventata parte integrante della musica Rhove. L’immaginario visivo è, non a caso, potente e suggestivo: il videoclip infatti è stato infatti girato a Bangkok, in Thailandia, tra scenari urbani e natura selvaggia con tanto di incontri con gli elefanti.
La scelta è pienamente coerente proprio con l’ultimo singolo, il cui video era stato realizzato in Marocco, confermando una direzione artistica sempre più legata al viaggio e all’esplorazione più autentica. E, attenzione, non si tratta di scenari che fanno semplicemente da sfondo o di location ad effetto, perché la sensazione è che il percorso che Rhove propone sia molto più profondo.
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L’itinerario da “Femmina” a “Parapluie”
Lo racconta lui stesso: «Il mio viaggio non si ferma mai, è una continua ricerca di me stesso, più posti giro, più culture conosco, più posso capire delle parti di me che non conoscevo. E qui in Asia ho imparato il sentimento della gratitudine». Parole che restituiscono l’immagine di un artista lontano dagli stereotipi più comuni della scena urban.
Se molti colleghi raccontano il successo come un punto di arrivo, Rhove continua invece a viverlo come un punto di partenza. E girare per il mondo va oltre l’ostentazione di una possibilità che a non tutti è concessa, diventando reale strumento di crescita personale, un modo per osservare il mondo e, allo stesso tempo, guardarsi dentro. Senza necessariamente postare ogni cosa o ogni oggetto.
Anche musicalmente “Parapluie” si inserisce lungo questa traiettoria. Scritto dallo stesso Rhove e prodotto da MADFINGERZ, Made, Mirror B e Usa Beats, il brano unisce l’energia immediata che ha reso riconoscibile il suo stile a una scrittura più riflessiva e personale. Urban e melodia continuano a convivere, ma con una maggiore attenzione al racconto e alle esperienze che hanno accompagnato l’artista negli ultimi mesi.
Cambiare prospettiva
Anche nell’ascolto occorre, dunque, cambiare prospettiva e se hit di stagione sarà lo diventerà per merito, non perché costruita per esserlo. La musica di Rhove continua a muoversi tra voglia di evasione e necessità di raccontare il proprio percorso, mantenendo quella spontaneità evidente fin dall’esordio con la fortunatissima “Shakerando” (sette volte Disco di Platino).
Poi sono arrivati “Cancelo”, “Alé”, “Pelé”, “Ancora” e “Petit Fou Fou” con ANNA che hanno consolidato la sua presenza ai vertici delle classifiche e delle piattaforme digitali. Fino al primo album, Popolari. Da allora il percorso di Rhove non si è mai fermato, seguendo una continua evoluzione personale che sembra riflettersi sempre di più nelle sue canzoni.
E “Parapluie” è il racconto di una fase ancora diversa, più consapevole, più aperta al mondo e forse anche più intima. Il biglietto è per Bangkok ma si vola dentro noi stessi.












