Laura Pausini è la grande protagonista della 24esima edizione dei Latin Grammy Awards, i riconoscimenti più importanti della musica in lingua spagnola e portoghese. Nella settimana d’oro della musica latina (che si svolge eccezionalmente a Siviglia invece che a Las Vegas) la cantautrice di Solarolo sarà premiata come Latin Recording Academy Person of the Year 2023. Un riconoscimento incredibile che dimostra tutto l’affetto del pubblico latino nei suoi confronti. Un affetto che - come ha avuto modo di raccontare lei stessa durante una conferenza stampa oggi, martedì 14 novembre, a Siviglia - è molto di più di un semplice supporto. È una vera e propria adozione.
«Penso di sentirmi l’italiana più orgogliosa di essere latina. In questi trent’anni di carriera ho sempre detto che una delle cose di cui vado più fiera è il fatto che in tutte le parti del mondo in cui vado mi presentano come “l’italiana più spagnola, più argentina, più messicana, ecc”. Per me, questo, è un orgoglio immenso», ha spiegato a poche ore dalla cerimonia che la vedrà come protagonista.
Infatti, come di consueto, all’artista che viene nominato dall’Academy come Persona dell’anno viene dedicata un’intera cerimonia, un gran gala, durante la quale molti colleghi omaggiano la sua carriera, cantando alcune delle sue più importanti canzoni. Domani, 15 novembre, infatti, Laura Pausini verrà celebrata con un concerto tributo da artisti e amici di rilievo internazionale. Artisti che, come da tradizione, sono top secret. Anche per la stessa Pausini. «Non vedo l’ora di sapere chi canterà le mie canzoni domani sera. Negli anni passati, anche io mi sono esibita per alcune Persone dell’anno, riadattando alcune loro canzoni al mio stile. Sono curiosa di sapere chi ci sarà. Ieri sera ho letto su internet che Anitta ha detto che ci sarà. Lei mi sta davvero simpatica. Con lei ho condotto la cerimonia dell’anno scorso dei Latin Grammy (con loro anche Luis Fonsi e Thalia, ndr). Spero ci siano tanti amici, da Luis Fonsi ad Alejandro Sanz e Ricky Martin».
La notizia di questo riconoscimento le è arrivata dallo stesso CEO della Latin Recording Academy, Manuel Abud. «Ha detto che voleva parlarmi. Io speravo mi chiamasse per chiedermi di presentare nuovamente la cerimonia. Invece mi ha dato la bella notizia: “A nome dell’Academy ti nomino Persona dell’Anno 2023”. Io ero sotto shock e ho detto: “Ma è possibile anche se non ho il sangue latino?”. E lui mi ha spiazzata: “Tutti hanno fatto il tuo nome”». Laura Pausini, infatti, è l’unica artista non di lingua madre spagnola a ricevere questo riconoscimento.
La cantante de La Solitudine sarà la terza donna premiata come Persona dell’anno dai Latin Grammy. Prima di lei solo Gloria Estefan nel 2008 e Shakira nel 2011. «Siamo poche ma iniziamo a essere sempre di più. È interessante come negli ultimi anni molte donne specialmente latine abbiano iniziato a farsi riconoscere a livello mondiale. Penso a Rosalia o a Karol G. Questo mi dà molta speranza».
Se domani si terrà la serata di gala dedicata a Laura Pausini, invece giovedì 16 novembre sarà il momento della cerimonia dei premi al Conference and Exhibition Centre (FIBES), durante la quale l'autrice di Anime Parallele (ultimo disco di inediti uscito lo scorso 27 ottobre per Warner Music) riceverà il premio e si esibirà in una performance ancora top secret. Un momento speciale, quindi, per la cantante. Che, però, non nasconde debolezze e fragilità. «Io mi vedo sempre uguale. Solo con qualche ruga in più (ride, ndr). Io non mi vedo così leggendaria. Questo è sempre stato un mio problema di autostima. Anche se mi succedono tantissime cose meravigliose sento sempre più responsabilità e mi chiedo se sono ancora capace. Quando ricevi tanti premi, hai bisogno di sapere che li meriti ancora».
Il momento in cui tutto quanto è più chiaro è quello dei concerti (l’artista partirà a dicembre per un tour mondiale). «Io in tour mi ricarico. Non mi sento piccola. Mi sento fatta di tante persone, mi sento di tutti. Questa è una cosa bellissima che ho capito in questi anni: io non sono più solo mia. Io sono degli altri. E questo mi piace».
Il “grazie” più sincero, quindi, Laura Pausini lo dedica al suo pubblico. «Io mi vedo come un tramite. Come se qualcuno mi avesse scelto per essere “la voce di”. Penso che solo Raffaella Carrà abbia vissuto quello che sto vivendo io nel rapporto con il popolo latino. È difficile spiegare bene cosa significhi questa adozione. Non è solo viaggiare per il mondo e amare il proprio pubblico. È qualcosa di più famigliare. Mi sono sempre sentita adottata da tutti voi».
Il CEO della Latin Recording Academy, Manuel Abud, ha spiegato così la scelta di nominare Laura Pausini come Persona dell’Anno 2023. “Nel corso di oltre tre decenni di carriera, la sua voce straordinaria abbatte continuamente qualsiasi barriera linguistica e di genere, creando un legame speciale con il pubblico di tutto il mondo”.
Per Pausini questo impegno è naturale. E deriva da un suo sincero modo di concepire il mondo e i rapporti. «Io ho parlato di diversità in tempi non sospetti. Alla fine degli anni Novanta ho fatto un videoclip in cui si vedevano due ragazzi che si baciavano. Al tempo aveva creato un grosso dibattito». E ha aggiunto: «Quando ero piccola, nel mio paese, nessuno parlava di omosessualità. Io invece ero affascinata all’idea di incontrare persone differenti da me. E, quando ho iniziato a conoscere molte persone diverse da me per convinzioni, credo, genere e orientamento, ho capito che erano tutti uguali a me. In molte canzoni sto molto attenta a non dare un sesso alla canzone. Se ci sono storie d’amore da raccontare, voglio che siano di tutti. Non c’è solo la mia».
L'adozione di Laura Pausini come artista latina diventerà “ufficiale”. Nella più importante cerimonia della musica latina globale, la nostra cantante sarà ufficialmente riconosciuta come parte importante della propria storia. Per questo motivo saranno presenti anche i genitori della cantautrice. «Sarà una notte speciale. Saranno presenti sia la mia famiglia di origine che la mia famiglia latina, che mi ha adottata».










