Tra i tanti personaggi dell'epica greca citati ne L'Odissea di Christopher Nolan, solo una divinità appare davvero sullo schermo: Atena, interpretata da Zendaya. E, nonostante il tempo limitato in scena, il suo ruolo è centrale. È lei a guidare Ulisse nel suo lungo viaggio di ritorno verso Itaca, a sostenerlo nei momenti più difficili e a ricordargli continuamente chi è e quale strada deve seguire. Ma il film lascia volutamente aperta una domanda: Atena è davvero presente o è soltanto una proiezione della mente di Ulisse?
Perché Atena protegge proprio Ulisse
La risposta arriva direttamente dal poema di Omero. Atena è la dea della saggezza, dell'intelligenza e della strategia militare, qualità che incarnano perfettamente Ulisse. È grazie al suo ingegno, infatti, che i Greci riescono a espugnare Troia con il celebre cavallo di legno, ed è proprio questa straordinaria capacità strategica a far nascere il profondo rispetto della dea nei suoi confronti.
Nel film questo legame si traduce in una presenza costante: Atena compare nei momenti più delicati del viaggio, lo consola, lo sprona e diventa quasi una guida spirituale. È anche il simbolo del legame con Penelope, perché la dea è raffigurata sulla spilla che la moglie gli ha donato prima della guerra, un oggetto che accompagna Ulisse durante il viaggio e rappresenta la speranza di poter tornare finalmente a casa.
La teoria: e se Atena fosse solo un'illusione?
C'è però un dettaglio che ha fatto nascere una delle teorie più interessanti sul film. Nessun altro personaggio sembra vedere Atena. In una scena persino Calipso guarda Ulisse confusa e gli chiede con chi stia parlando, come se davanti a lui non ci fosse assolutamente nessuno.
A rafforzare questo dubbio arriva un altro momento del film: durante l'assedio di Troia viene uccisa una giovane donna (probabilmente una sacerdotessa) che ha esattamente il volto di Zendaya. Da qui nasce l'ipotesi che Atena possa rappresentare il senso di colpa di Ulisse per gli orrori della guerra, una figura creata dalla sua mente per accompagnarlo nel difficile percorso di elaborazione del trauma e della responsabilità.
Nolan lascia la risposta allo spettatore
Christopher Nolan non conferma mai quale interpretazione sia quella corretta, ed è qui che si cela il fascino del mistero. Se Atena fosse davvero una dea realmente intervenuta nelle vicende di Ulisse, allora il film resterebbe fedele alla dimensione mitologica dell'Odissea. Se invece fosse soltanto una manifestazione della sua coscienza, l'intera storia assumerebbe una lettura molto più psicologica, in cui il vero viaggio non è soltanto quello verso Itaca, ma soprattutto quello interiore.
In entrambi i casi, però, una cosa è certa: Atena è il motore della trasformazione di Ulisse. Reale o immaginaria, è lei a guidarlo verso la consapevolezza, a ricordargli chi era prima della guerra e ad accompagnarlo fino al ritorno a casa. Questa ambiguità rendere uno dei personaggi "più piccoli" del film anche uno dei suoi più importanti.













