Con l’uscita di Odissea al cinema il 16 luglio 2026, il pluripremiato regista Christopher Nolan porta sul grande schermo l’epopea eroica di Omero, firmando la sua esperienza cinematografica più immersiva e maestosa di sempre. Girato interamente con cineprese IMAX in sei diversi paesi, il film reinterpreta la fine dell'Età del Bronzo fondendo il realismo archeologico con il mito fantastico.

Questo universo visivo monumentale, tuttavia, non ha preso vita solo grazie alla professionalità e competenza del reparto tecnico, ma anche del team artistico che ha affiancato Nolan. La scenografia, la fotografia, ma anche la cura nei costumi e nel look dei protagonisti conquista per una cura dei dettagli e uno sguardo alla tradizione e alla storia di una civiltà antica che ha incantato intere generazioni.

Per definire lo stile di Ulisse, Penelope e tutti i personaggi che popolano l'avventura ispirata all'opera di Omero, Nolan è tornato a collaborare con la leggendaria costumista Ellen Mirojnick, già candidata all’Oscar® per Oppenheimer. Il risultato è un’opera in cui la moda e il costume design non si limitano a decorare, ma si fanno narrazione pura, influenzando la percezione stessa dei personaggi e della storia.

Il costume design tra mito e storia

Per Odissea, il reparto costumi coordinato da Ellen Mirojnick ha compiuto un lavoro titanico: 5.300 costumi prodotti da un team di 175 artisti a Los Angeles e una troupe di oltre 500 persone dislocate tra Marocco, Italia, Grecia, Islanda, Spagna e Nuova Zelanda. L'obiettivo non era la semplice accuratezza storica, ma la creazione di un codice stilistico del tutto nuovo.

Come dichiarato dalla stessa Mirojnick: “Il costume design è world-building. Con Odissea non stai progettando un'epoca, stai scrivendo una mitologia. Si colloca all'intersezione tra mito, storia, psicologia e pura grandiosità cinematografica. Ulisse non è un eroe limpido. È il sopravvissuto al crollo di una civiltà, e questo influenza ogni cosa dal punto di vista visivo.”

L’estetica del film riflette il peso psicologico del dopoguerra di Troia: un mondo esausto, incrostato di sale e spiritualmente fratturato. Ogni silhouette e tessuto è stato studiato per trasmettere la sensazione di una civiltà che cerca di ricomporsi dopo una catastrofe epocale.

anne hathaway e tom holland nel film odisseapinterest
Melinda Sue Gordon/Universal Pictures//Universal
Una scena del film Odissea

La ricerca sul Tardo Bronzo e il simbolismo materico

La fase di progettazione e ricerca guidata da Mirojnick è partita dalle fondamenta storiche della Grecia micenea e delle culture del Mediterraneo del Tardo Bronzo. Il team ha analizzato affreschi superstiti, corredi funerari e frammenti tessili per comprendere la vestibilità dell’epoca prima dell'avvento della Grecia classica.

I costumi chiave si basano pertanto su:

  • Armature in lino stratificato e protezioni in scaglie di bronzo.
  • Sistemi di allacciatura asimmetrici e rinforzi in cuoio lavorato.
  • Indumenti avvolti direttamente intorno al corpo, preferiti ai panneggi rigidi e scolpiti.

La vera sfida stilistica è stata l'uso del bronzo, materiale simbolo dell'era di Ulisse. Mirojnick ha evitato l'estetica dorata e lucida tipica del cinema hollywoodiano tradizionale: “Il vero bronzo è scuro, pesante, ossidato, ammaccato, vivo con una sua propria storia. Volevamo un'armatura che sembrasse fabbricata da qualcuno, colpita da qualcuno, indossata da qualcuno. Un’armatura che avesse assorbito le intemperie, la violenza e il corpo sottostante.”

Progettare per l’IMAX: la scelta di fibre e patine naturali

Girare un'intera pellicola con cineprese IMAX ha imposto standard di onestà e precisione estremi al reparto costumi. L'IMAX è un formato spietato, capace di catturare la texture di ogni singola fibra e di rivelare immediatamente qualsiasi finzione.

Mirojnick ha bandito categoricamente l'utilizzo di materiali sintetici, prediligendo lana, lino e filati fatti a mano con tinture naturali Qualsiasi misto poliestere avrebbe compromesso la resa visiva in macchina.

Per mostrare il logorio del viaggio decennale di Ulisse, i tessuti sono stati invecchiati artificialmente ricreando gli effetti reali di mesi di esposizione al sole, al sale marino, al sudore e alle abrasioni. Ogni pezzo di armatura è stato trattato singolarmente con patine chimiche e abrasioni reali per restituire la profondità del metallo consumato dal tempo.

    matt damon e zendaya nel film odisseapinterest
    Melinda Sue Gordon/Universal Pictures//Universal
    Odissea

    La caduta di Troia

    Una delle sfide logistiche più complesse per la produzione di Odissea ha riguardato la messa in scena dell'attacco a Troia, con migliaia di comparse e stuntman da vestire simultaneamente. Nei giorni di ripresa della battaglia, il lavoro del reparto costumi ha assunto un'organizzazione di stampo militare per gestire la continuità visiva di fango, sangue e danni da scontro su centinaia di pezzi diversi.

    Eppure, è proprio in questa vastità che l'estetica di Nolan e Mirojnick trova la sua dimensione più intima: “La cosa eccitante è stata vedere questa scala colossale farsi umana. Nel bel mezzo di centinaia di interpreti e di configurazioni massicce, all'improvviso notavi dettagli piccolissimi: il modo in cui un pezzo di armatura danneggiato poggiava su qualcuno dopo ore di azione o il modo in cui la polvere trasformava il colore e la consistenza di un tessuto direttamente in macchina. Spesso sono i piccoli dettagli all'interno di quella scala, dove il mito improvvisamente diventa umano.”

    Il make-up e l'hair design

    A completare la coerenza visiva di Odissea ha contribuito il lavoro della make-up designer Luisa Abel (già candidata all’Oscar® per Oppenheimer) e della hair designer Gloria Casny. Abel ha coordinato un team internazionale di circa 90 truccatori e due laboratori di protesi dedicati, concentrandosi sulla creazione di un look estremamente naturale e storicamente fondato, bandendo i moderni standard di cura della persona in favore di un aspetto più grezzo ed evocativo.

    Sul fronte dell'hair design, Nolan ha imposto una direttiva molto chiara a Gloria Casny: niente parrucche per il cast principale. La ricerca storica sull'età del bronzo ha rivelato l'esistenza di antichi barbieri in Grecia, giustificando tagli corti e scalati per gli uomini del cast, mentre per le comparse femminili sono state utilizzate lunghe extension per rispettare i canoni dell'epoca.

    Come spiegato da Casny, la scelta di non usare parrucche si è rivelata provvidenziale per resistere alle condizioni atmosferiche estreme riscontrate sui set all'aperto: «Per i capelli, il problema più grande sono stati il vento e la pioggia. Tantissimo vento e tantissima pioggia. Alla fine sono stata grata per la direttiva del 'niente parrucche'».

    La stretta collaborazione tra i reparti di trucco e parrucco e il direttore della fotografia Hoyte van Hoytema ha permesso di calibrare texture e toni della pelle per i primi piani in IMAX, garantendo che ogni cicatrice, barba o traccia di fango risultasse autentica senza il supporto di ritocchi digitali post-produzione.

    Come replicare lo stile dell'antica Grecia nella vita di tutti i giorni

    Il fascino ancestrale e la straordinaria modernità delle silhouette disegnate da Ellen Mirojnick per Odissea hanno già valicato i confini dello schermo, offrendo un'incredibile fonte d'ispirazione per il guardaroba quotidiano. Replicare questa estetica eterea, solenne e materica è più semplice di quanto sembri: basta puntare su capi sciolti, tessuti rigorosamente naturali e accessori dal carattere deciso.

    Di seguito abbiamo selezionato per voi alcuni pezzi chiave da integrare nel proprio armadio per ricreare un perfetto look "mithology-core" contemporaneo, con una selezione di articoli pronti per il vostro shopping:

    Caftani e abiti stile impero: la rivincita della fluidità

    Dimenticate le strutture rigide. Lo stile greco si fonda sul movimento del tessuto e sulla sua capacità di accarezzare la pelle. I caftani in lino grezzo o in canapa – nei toni del sabbia, dell'avorio e del terracotta – catturano perfettamente l'essenza selvaggia e vissuta del film. Per le occasioni più eleganti, gli abiti con taglio stile impero e scollo asimmetrico richiamano i panneggi delle divinità omeriche, valorizzando la figura con una naturalezza senza tempo.

    Lanvin Tunica di lino estiva

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    Tory Burch Caftano con inserti

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    Ulla Johnson Abito lungo Veda

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    Matteau Vestito lungo verde

    Vestito lungo verde

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    Sandali gladiator: l'eleganza cammina a terra

    I costumi del film celebrano la praticità del viaggio. Nella vita di tutti i giorni, questo si traduce nell'abbandono dei tacchi in favore di sandali bassi in cuoio naturale. I modelli alla schiava con lacci che risalgono la caviglia o i sandali infradito con listini incrociati offrono il perfetto compromesso tra comfort urbano e richiamo mitologico, invecchiando magnificamente giorno dopo giorno proprio come le calzature di Ulisse.

    Ancient Greek Sandals Sandali impreziositi da perline Esther

    Sandali impreziositi da perline Esther

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    Topshop Sandali bassi con fascette

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    Ancient Greek Sandals Sandali satira

    Sandali satira

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    Gioielli scultorei: il dettaglio in bronzo e metallo ossidato

    L'accessorio è il vero punto di svolta del look. Per riflettere l'estetica di Odissea, evitate l'oro giallo troppo lucido e preferite gioielli materici in ottone spazzolato, bronzo ossidato o argento brunito. Bracciali rigidi a polsino (i celebri cuff), anelli scultorei che sembrano forgiati a mano e collane a catena asimmetrica donano un tocco di forza primordiale anche all'outfit più minimalista.

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