Lo ricordiamo ai casting del programma, quando la timidezza e l'insicurezza gli impedivano di parlare, complice l'emozione di essere dove sognava di trovarsi da tanto tempo. Non immaginava poi, nove mesi dopo, di alzare la coppa più ambita della tv, quella di Amici di Maria De Filippi, scoppiando in lacrime davanti al pubblico di tutta Italia alla pronuncia del verdetto finale.

È Daniele Doria il vincitore del talent show, il ballerino di un piccolo paesino in provincia di Napoli, che, una volta tornato a casa, è stato festeggiato tra le vie, tra l'affetto della propria famiglia e di chi, per tutto questo tempo, lo ha aspettato sperando nella sua vittoria e che per lui ha organizzato una grandissima festa. Sì, perché chi lo conosce sa che Daniele ha dovuto superare moltissime sfide per arrivare dov'e oggi, come ci ha raccontato in questa video-intervista, tra cambiamenti e nuove consapevolezze: «I mostri appartengono al passato».


Se potessi rivivere un momento del tuo percorso, quale sceglieresti, oltre alla vittoria?

«Quando ho preso la maglia per la finale. È stato un momento inaspettato ed emozionantissimo, ho pianto veramente tanto. Ho dedicato un ballo ad Alessio e ho mostrato l'importanza della mia amicizia con Alessia, che ho instaurato all’interno del programma. Loro sono stati dei pilastri durante il mio percorso. Alessia mi ha aiutato davvero tanto dopo che Alessio, purtroppo, è andato via per l’infortunio.»

Hai dedicato un ballo ad Alessio, hai sottolineato l’importanza di avere Alessia al tuo fianco, quanto sono stati importanti le amicizie e quanto lo sono fuori?

«In generale, le amicizie per me sono molto importanti, sia quelle che ho instaurato nel programma, sia quelle fuori, nella mia vita. Penso che avere degli amici – anche pochi, ma buoni – sia una delle cose più belle. La fiducia che si dà a una persona, la possibilità di confidarsi senza la paura di essere giudicati… è qualcosa di fondamentale per me.»

Citando Alessio, un vostro compagno infortunato, anche tu hai vissuto un momento difficile per un infortunio. Che momento è stato? Cosa ti ha aiutato di più in quel periodo?

«Sì, ho avuto anch’io un infortunio, come Alessio. Fortunatamente il mio è stato breve, ma molto intenso. Parto dal presupposto che la vita in casetta è davvero lunga: i giorni passano molto lentamente e le emozioni sono amplificate rispetto alla vita esterna. È stato un momento difficile perché lottavo con tanti mostri nella mia testa. Vedevo le persone tornare a casa con le maglie e io lì, a fare un po’ da spettatore. Questa cosa mi ha fatto stare male, però poi sono riuscito a trovare la giusta carica per tornare in sala più forte di prima.»

Chi ti ha aiutato a superare quel momento?

«Devo dire grazie ai miei maestri, soprattutto alla maestra Celentano, che ringrazio infinitamente. È stata proprio lei a darmi la giusta carica, a rimettermi con la testa sulle spalle e a farmi concentrare sul mio obiettivo.»

C’è stato un momento in cui qualcosa è cambiato: hai iniziato a brillare, ballando con fierezza ad ogni esibizione. Tu lo hai percepito questo cambiamento? È dovuto a qualcosa in particolare?

«All’inizio sì. Facevo fatica a far uscire la mia “anima” durante le esibizioni. Però, grazie alle varie vicende, piano piano mi sono aperto sempre di più e ho portato sul palco anche le mie fragilità.»

La danza è un linguaggio che non ha bisogno di parole, qual è il messaggio più forte, tra le varie coreografie, che hai voluto comunicare con il ballo?

«Sì, una coreografia molto importante per me è stata quella assegnata da Deborah Lettieri. Dovevo aprirmi e mostrare le mie fragilità, raccontando un po’ del mio passato e di ciò che ho vissuto durante l’infanzia. Ho parlato di un tema purtroppo molto comune: il bullismo. Ne ho parlato anche con la maestra, in un momento in cui mi sono davvero aperto con lei.»

Quale messaggio volevi trasmettere con quella esibizione?

«Il messaggio era quello di parlarne, di non vergognarsi. Io ho avuto il coraggio e l’intelligenza di farlo con la mia famiglia, che mi ha aiutato tanto. So che molte persone fanno fatica. Oggi quel capitolo della mia vita è chiuso. Alcuni ricordi sono diventati solo ricordi lontani. Penso che la cosa migliore sia non abbattersi mai, dare a noi stessi il valore che meritiamo, sapere quanto valiamo, avere la consapevolezza giusta per non mollare.»

In che modo sei cambiato rispetto a quando ti sei presentato ai casting?

«Quando mi sono presentato ero molto più insicuro, molto più introverso, facevo fatica a parlare. Anche solo questa intervista mi sembra assurda da fare, se penso a com’ero. Penso di essere maturato tanto, e ne sono molto, molto felice.»

Cosa ti rende più orgoglioso oggi?

«Sono felice che tutte le persone attorno a me, tutto il mio paese, siano fieri di me. Ma soprattutto, la cosa principale è che la mia famiglia sia orgogliosa di me. E penso lo sia, me lo hanno dimostrato. Quindi sono molto felice.»