Su Netflix, giusto in tempo per Halloween, è arrivato un thriller di cui si sta discutendo parecchio: è il primo lavoro da regista di Anna Kendrick, attrice nota per i suoi ruoli in Pitch Perfect e Un piccolo favore e si chiama Woman of the hour. La pellicola racconta la storia vera del serial killer Rodney Alcala che nel 1978, con alle spalle già svariati omicidi e stupri, ha partecipato a un dating show sulla tv americana conquistando un appuntamento con Cheryl Bradshaw, che poi contribuirà al suo arresto una volta compresa la vera natura del suo pretendente. Il film sta raccogliendo ottime recensioni e così anche la performance di Kendrick nei doppi panni di regista e protagonista: l'attrice ha inoltre detto che devolverà il suo cachet ad associazioni che seguono le sopravvissute di violenza sessuale e domestica.
«Non voglio fare soldi con questo film. Tutto il ricavato andrà a RAINN e al Centro Nazionale per le vittime di crimini violenti», ha raccontato in un'intervista. Poi, sul suo profilo Instagram, Kendrick ha pubblicato un video per parlare di come il film abbia contribuito a sensibilizzare sulle tecniche di autodifesa (un po' come ha fatto Saoirse Ronan con una battuta pronunciata durante il The Graham Norton Show) citando la difficoltà delle donne a proteggersi da uomini violenti e riportando le parole di una serie di creator di Tik Tok che si stanno battendo per accendere un faro sulla questione.
Questa presa di posizione, che Kendrick ha portato avanti anche durante la promozione del film con interviste, video e talk sulla violenza di genere, ovviamente ha destato l'attenzione di chi, fino a qualche settimana fa, ha seguito le evoluzioni di un altro press tour, questa volta considerato molto meno riuscito di quello messo in piedi per Woman of the hour. Quello di Blake Lively e del suo ultimo film It ends With Us, ovviamente. Anche Blake avrebbe avuto la possibilità di fare la stessa cosa mentre girava il mondo parlando di It Ends With Us, ma sappiamo già com'è finita: è stata molto criticata per la sua scelta di rendere frivole e leggere le sue interviste, come se stesse promuovendo una romcom e non un drama che racconta la storia di una donna abusata e picchiata dal partner, e da allora è sparita dalla circolazione, vittima del suo stesso gioco.
Dato che le due attrici sono colleghe - hanno lavorato insieme in Un piccolo favore e nel 2025 torneranno con il sequel, anche se pare che tra loro non scorra buon sangue - il modo in cui Kendrick sta promuovendo Woman of the hour è sembrato a molti una frecciatina a Lively, una sorta di lezione su come si sfrutta la popolarità di una pellicola che parla di violenza contro le donne per fare awareness, quindi per sensibilizzare, su un tema sociale importante. Oltre ogni tornaconto personale.











