Il 9 agosto, l'attesissimo film con Blake Lively It Ends With Us è arrivato nei cinema americani con grande gioia dei fan dell'omonimo romanzo di Coleen Hoover, tra i romance più amati degli ultimi 10 anni e titolo amatissimo sul BookTok. Il film, che in Italia uscirà il 21 agosto, ha come protagonista Lively e Justin Baldoni - che della pellicola è anche regista - ed è stato anticipato da un fiume di polemiche e gossip legate a un presunto litigio tra l'attrice e la sua co-star. I due, infatti, hanno praticamente portato avanti la promozione di It Ends With Us in giro per il mondo in modalità separata, non si sono rivolti la parola sull'unico red carpet che hanno calcato insieme a New York e sembrano essere completamente agli antipodi rispetto alla comunicazione del loro lavoro.
La narrazione principale su questa faida portata avanti dai più accaniti fan del libro di Hoover sembrano avercela principalmente con Lively, che pure sembra essere nel pieno della sua era più brillante (ne abbiamo scritto anche noi di Cosmopolitan, di questo periodo di grandi successi dell'attrice) per il modo in cui sta raccontando il suo ruolo e la pellicola: It ends with us parla, infatti, di una donna che subisce abusi da parte di un uomo violento fisicamente e psicologicamente (interpretato da Baldoni), quindi secondo i fan avrebbe meritato maggiore attenzione e un glossario più delicato nelle fasi della promozione della pellicola. A Blake, che ha appena lanciato la sua prima linea di prodotti per l'haircare (e sembra non perdere occasione per citare il suo brand nei contenuti promozionali del film), sui social si è rimproverato soprattutto la leggerezza con cui ha parlato del titolo in queste ultime settimane: come fosse una rom-com alla Tutti tranne te e non un film con un significato profondo e dei risvolti importanti che meritavano maggiore approfondimento.
Perché le critiche a Blake Lively e Ryan Reynold?
Sui forum e su Tik Tok sempre a Lively si contesta la massiccia presenza del marito Ryan Reynolds e del collega Hugh Jackman, protagonisti del recente successo al botteghino Deadpool & Wolverine, nei video e negli eventi promozionali di It Ends With Us: Reynolds e sua moglie sono effettivamente produttori del film e in quanto tali hanno avuto molta voce in capitolo nelle varie fasi della sua realizzazione. E, a quanto pare, Reynolds avrebbe persino riscritto alcune scene con protagonista la moglie perché non soddisfatto della versione originale. Stando agli screen e ai video rubati dal set che si trovano sui social, l'astio tra Lively e Justin Baldoni sarebbe iniziato proprio per via delle loro vedute agli antipodi durante le riprese: la versione più gettonata afferma che Lively e suo marito abbiano imposto la loro visione al regista in modo troppo aggressivo provocando una grossa fattura tra Baldoni e il cast. Ce n'è anche un'altra che sta circolando insistentemente in queste ore, che riporta quanto Lively si sia «sentita a disagio» sul set con il suo collega, un imbarazzo che avrebbe portato Reynolds a volerla proteggere imponendo la sua presenza sul set in modo massiccio.
Anche se non sappiamo come sia andata veramente, in effetti tutti gli attori principali del cast di It Ends With us, compresa l'autrice del romanzo, sembrano aver preso le distanze da Justin Baldoni. La presenza massiccia di Reynolds agli eventi promozionali del film della moglie però, a prescindere dalle sue motivazioni, sta piacendo poco anche ai fan della coppia: credono che si tratti di un espediente di co-marketing per far parlare di entrambi i film, It ends with us e Deadpool & Wolverine, snaturando completamente il significato del secondo e trasformando i red carpet in una sorta di clone degli eventi dedicati al lancio di Barbie nel 2023.
Ma questa storia sta aiutando il film o no?
La risposta è no: nonostante le recensioni dei critici americani non siano poi così disastrose (anche se non brillano per entusiasmo), i social sembrano non poter perdonare a Lively la leggerezza di queste settimane. «Sono davvero confusa. Hai perso completamente il focus del film», ha scritto un utente sotto un video promozionale dell'attrice pubblicato su Instagram. E ancora: «Il modo in cui stai bullizzando Baldoni davanti al mondo intero è disgustoso: il film è sulla violenza domestica, non sui tuoi prodotti per capelli, sui tuoi vestiti o sui drink che bevi».
Dal canto suo Justin Baldoni, lasciato completamente solo nella promozione del suo film, sta invece portando avanti una campagna di sensibilizzazione sul tema portante della pellicola, con tanto di link a un'associazione che aiuta le donne in difficoltà nella bio del suo profilo Instagram. E, stando agli ultimi aggiornamenti, avrebbe assunto un team di PR per salvare la sua reputazione e autorevolezza dopo il lancio del film. Questo atteggiamento - unito al fatto che Baldoni non sta rispondendo in alcun modo alle domande dei giornalisti sul rapporto con Blake Lively - ha fatto sì che sui social prendesse piede una sorta di campagna a suo favore: in tanti sono convinti che il potere della coppia Lively-Reynolds abbia affossato quello ben più modesto del regista del film, anche se la versione parallela, ovvero che Baldoni si sia comportato molto male durante le riprese, sta prendendo lentamente piede tra i creators che si stanno occupando del caso.
Le recensioni del film comunque non sono particolarmente entusiastiche: il The Guardian ha parlato di uno «stravagantemente leggero film sugli abusi domestici», Vulture ha scritto che il film non approfondisce bene il tema né il personaggio di Lily, il Time ha detto che Blake Lively ha trasformato «un trauma in un drama». Insomma, It ends With Us, fino a qui, è sembrata a molti un'occasione persa: in attesa di vederlo nei cinema italiani, non resta che capire quali frutti raccoglierà Blake Lively, volto indiscusso del film, del suo lungo e controverso cammino promozionale.












