Doveva essere la consacrazione della sua carriera, un momento d'oro da ogni punto di vista: familiare, professionale e personale. Merito anche del suo ultimo film e del suo tema portante di stretta attualità. Di It Ends With Us, recente fatica cinematografica di Blake Lively arrivato in sala il 21 agosto, invece ricorderemo solo la fitta trama di polemiche che hanno accompagnato la sua promozione. Tra tutte, il presunto litigio tra Lively, suo marito Ryan Reynolds, il cast di It Ends With Us e il regista e attore principale della pellicola Justin Baldoni, che, per motivi ancora ignoti, ha portato avanti la campagna a favore del film da solo, apparentemente osteggiato dai suoi colleghi.

Non solo: a Blake, che recentemente ha lanciato la sua prima linea di prodotti per la cura dei capelli, è stata contestata la troppa leggerezza con la quale ha parlato del film nelle interviste e sui social, presentandolo al mondo come fosse una rom-com e non come una pellicola che parla di violenza domestica. A qualche settimana dall'uscita di It ends With Us e con un ottimo risultato al botteghino sulle spalle (anche se il pubblico ha accolto il film, ispirato all'omonimo romanzo di Colleen Hoover, con sentimenti contrastanti), Blake Lively sembra sparita dalla circolazione: alcuni amici hanno raccontato al Daily Mail che l'attrice «pensava che questo film fosse la sua occasione per brillare, invece ora lo reputa la fine della sua carriera».

Secondo questa fonte «Blake è rattristata dall'odio che le si è riversato contro ma sta cercando di non farsi condizionare. Anche se ora pensa che nessuno voglia più lavorare con lei». L'intenzione dell'attrice, che per It Ends With us ha indossato anche i panni di produttrice, sarebbe quella di «continuare a dirigere e a produrre altri progetti, ma ora ha deciso di prendersi una pausa per pensare al futuro».

Ma davvero la carriera di Blake Lively è finita?

Prima dell'affair It Ends With Us, l'attrice era sulla cresta dell'onda; dopo il fattaccio e i ripetuti "errori di comunicazione" (oggi si chiamano così) che ha messo in atto durante la promozione del film - tra tutti: nelle interviste non ha perso occasione per promuovere il suo brand per capelli, un marchio di alcolici, il film del marito Deadpool & Wolverine e infine ha riso e scherzato davanti a domande serie a tema violenza domestica - è diventata agli occhi di tutti una mean girl sotto le mentite spoglie della girl next door. Mentre Baldoni, il suo presunto nemico, si è guardato bene dal rilasciare interviste in merito ai presunti litigi sul set, Lively avrebbe cavalcato l'onda dell'attenzione mediatica in modo troppo frivolo, dimenticando la missione stessa del film: sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne. Da qui la campagna d'odio online contro di lei, che in diverse occasioni ha toccato anche toni molto spiacevoli, che si è tramutata in un'ondata di recriminazioni da parte di un pubblico che fino a ieri la idolatrava. Ma questa è davvero la fine della carriera di Blake Lively? Improbabile: la gente dimentica in fretta gli errori delle celeb, specie se trovano un modo intelligente per farsi perdonare. E questa, anche se com'è andata veramente sul set di It Ends With Us non lo scopriremo mai, è l'unica cosa di cui siamo assolutamente certi.