Nicola Coughlan non ne può più. Non ne può più dei commenti d'odio, non ne può più delle domande sul suo corpo, non ne può più di dover continuamente parlare di body shaming e body positivity, non ne può più di sentirsi chiedere com'è stato a recitare in Bridgerton 3 con un corpo come il suo. Nei momenti di massima esasperazione (l'ultimo mentre era a un fan event a Dublino) fortunatamente a soccorrerla c'è il suo humor irlandese. «Sai», ha ribattuto ironicamente a chi l'ha definita «molto coraggiosa» per le scene di sesso nel ruolo di Penelope, «penso che sia difficile perché le donne con il mio tipo di corpo - ovvero donne con un seno perfetto - non riescono a vedersi abbastanza rappresentate sullo schermo». Coughlan ha concluso dicendosi «molto orgogliosa di fare parte della comunità del seno perfetto», «Spero che vi piaccia vederlo!». Touché.

È vero: nella società in cui viviamo non è comune vedere la protagonista di una serie romantica con un corpo diverso dallo standard, ma, come scrive Rebecca Shaw sul Guardian, «Nicola non è una persona da considerare coraggiosa perché mostra il proprio corpo ed è sexy». «Non dovrebbe essere una notizia», aggiunge l'autrice, «Ha un corpo normale, di taglia media: potrebbe comprare vestiti in qualsiasi negozio. Ma è qui che ci troviamo, in quanto società che sta diventando ogni giorno più ostile. Anche avere qualcuno come lei che difende la desiderabilità del proprio corpo, recitando in ruoli in cui riesce a mostrare la sua sensualità, fa la differenza».

Nicola Coughlan è consapevole dell'importanza di mostrarsi per contrastare l'odio di chi critica costantemente il suo aspetto, ne ha parlato di recente raccontando come ha vissuto una particolare scena di nudo nella serie. Eppure non dovremmo soffermarci solo su questo. «Si parla così tanto online del mio aspetto, e non credo che potrei mai esprimere quanto sia difficile», ha dichiarato l'attrice in un'intervista, «È offensivo perché ho lavorato duro per questo show; un anno di prove, lezioni di ballo e riprese, ho visto a malapena la mia famiglia, ho dato il massimo. Poi inizia la promozione e l'unica cosa di cui la gente vuole parlare è il mio corpo? È davvero dannatamente deludente e riduttivo».