«Aiutatemi, sono passati giorni e sono ancora dentro quella carrozza», scrive una fan su Instagram. La "carriage scene", la scena conclusiva della prima parte dalla terza stagione di Bridgerton è diventata un'ossessione collettiva. Qualcuno sui social scherza su come i 45 milioni di visualizzazioni contati da Netflix al debutto dei nuovi episodi siano tutti dovuti ai fan che riguardano a ripetizione sempre la stessa scena: i meme sul tema si sprecano. Su Twitter c'è persino un trend che analizza ogni fotogramma: la dichiarazione di Colin (spoiler), il primo bacio, il bacio appassionato, lo sguardo di Penelope, la mano di lui sulla coscia di lei e così via. «Penso», ha commentato Nicola Coughlan che interpreta la protagonista, «che questa scena racchiuda tutto ciò che c'è di meraviglioso in Bridgerton. C'è la suspense, c'è la cattiva comunicazione, il desiderio sincero l'uno per l'altro, la dichiarazione d'amore, e poi c'è la sensualità. Ha un ritmo brillante».
Il merito di questa creazione apparentemente perfetta va all'autrice dei romanzi Julia Quinn che per prima l'ha pensata, agli attori e anche alla colonna sonora con “Give Me Everything” di Pitbull in versione strumentale che accompagna il crescendo tra i due personaggi e ci fa tornare tutti adolescenti. Persino il rapper ha dedicato un post alla scena scrivendo che è l'ennesima dimostrazione di «come la musica sia un linguaggio internazionale che trascende i confini». Nicola Coughlan e Luke Newton, però, non avevano alcuna musica di sottofondo mentre recitavano chiusi dentro la carrozza con le telecamere. Eppure hanno raccontato di non aver sentito la voce del regista che gli diceva di fermarsi. «Ci dicevano 'Taglia!' ma non riuscivamo a sentirli», ha raccontato ridendo l'attore a The Today Show, «Ci guardavano tutti dai monitor dicendo: "Ma cosa stanno facendo?" Poi il regista si è dovuto avvicinare per dirci di smetterla».
I due attori hanno parlato positivamente dell'esperienza definendola «molto empowering». «Sapevamo quali punti dovevamo toccare, ma non era artificioso o coreografato», ha raccontato Coughlan, «Ci siamo detti io mi fido di te, tu ti fidi di me, facciamo del nostro meglio». L'attrice ha spiegato a Vanity Fair che ci teneva che Penelope fosse coinvolta attivamente ed esprimesse chiaramente il suo consenso, cosa che anche i fan sui social hanno notato e apprezzato. «Lei lo desidera da tanto tempo», racconta, «non conosce bene il sesso, ma è consapevole del suo corpo e di dove vuole che lui la tocchi».
Bridgerton è ormai famoso per le sue scene erotiche che si distanziano dagli stereotipi del male gaze e forse la carriage scene piace così tanto proprio perché risulta più vera e lontana dai cliché di Hollywood. «È molto facile che le ragazze vergini in TV sembrino terrorizzate e prive di possibilità di agire, ma non è così», ha aggiunto Coughlan, «Il consenso qui è gestito in modo davvero bello, e questo è merito della scrittura e della brillante Lizzy Talbot, l'intimacy coordinator. Non volevamo la dinamica insegnante-studente. Loro ci sono dentro insieme. È la prima volta che si vedono completamente e sono allo stesso livello, è come se dicessero: "Andiamo"».











