Che è successo tra Michelle Hunziker e i centri antiviolenza? Sui social c'è stato un botta e risposta che non è passato inosservato tra la conduttrice e D.i.Re (Donne in rete contro la violenza), la più importante associazione italiana che si occupa di violenza contro le donne. Tutto è nato da una dichiarazione di Hunziker fatta a Verissimo parlando della sua associazione Doppia difesa, un progetto che la conduttrice ha lanciato nel 2007 insieme all’avvocatessa Giulia Bongiorno contro la violenza di genere e altre forme di abuso. «Non ci siamo fermate neanche durante il Covid, quando tutti i centri antiviolenza giustamente erano fermi», ha detto Hunziker a Silvia Toffanin, ma D.i.Re ha subito smentito: i centri antiviolenza non hanno mai smesso di funzionare, nemmeno nel pieno della pandemia.
«Non siamo una fondazione fantasma, anzi. Noi operiamo e se c’è qualcuno che ha lottato per avere due leggi, una sullo stalking e ‘il codice rosso’, quella è Doppia Difesa», ha detto Hunziker difendendosi dalle accuse mosse da Selvaggia Lucarelli sull'operato dell'associazione. Il suo errore sui centri antiviolenza, però, non è passato inosservato. «La rete D.i.Re non si è mai fermata, neanche durante il Covid», si legge in un post su Instagram di risposta, «I Centri antiviolenza sono rimasti aperti e attivi 24 ore su 24, garantendo supporto e accoglienza alle donne in difficoltà». E ancora: «Le affermazioni di Hunziker sono frutto di una disinformazione imperdonabile. I numeri parlano chiaro: durante l'emergenza sanitaria, i Centri D.i.Re hanno contattato 2.867 donne, con un aumento del 74,5% rispetto al 2018».
A Hunziker non è rimasto che scusarsi per la svista: «Volevo semplicemente fare riferimento all'estrema difficoltà di continuare a prestare aiuto alle donne vittime di violenza«, ha risposto in una nota, «e di continuare a essere per loro un punto di riferimento durante la pandemia. Mi scuso pertanto per aver erroneamente usato l'aggettivo "tutti" riguardo ai centri antiviolenza e ho il massimo rispetto e apprezzamento nei confronti di tutti i centri che aiutano le donne».













