L'annuncio di Netflix e del cast di Bridgerton sui protagonisti della terza stagione attualmente in produzione è arrivato a sorpresa, scavalcando le teorie secondo le quali Benedict, come nei libri di Julia Quinn, sarebbe stato al centro della scena. Nicola Coughlan e Luke Newton saranno dunque il cuore del nuovo capitolo della serie di Shondaland, una mossa narrativa non sconvolgente, visto che (SPOILER), sul finale della seconda stagione, l'identità di Lady Whistledown viene scoperta da una delle sorelle Bridgerton, gettando nuovo scompiglio sugli equilibri tra personaggi.
Chi ha letto i romanzi della Quinn, che ha dedicato un libro a ciascun fratello del clan, sa che Penelope e Colin sono i protagonisti del quarto volume della saga. E che è proprio lui a scoprire per primo l'identità segreta dell'amica di famiglia e vicina di casa, prima di innamorarsene dopo anni di platonica friendzone.
Ma questo intreccio è stato già ampiamente rivisto nella serie, che potrebbe anche sciogliere uno dei nodi più controversi della controparte letteraria: quella della grassofobia sul personaggio di Penelope Featherington.
Fat shaming da commedia romantica
Quanti sono i film in cui la protagonista subisce un restyling massivo da un punto di vista estetico, capovolgendo il punto di vista e l'opinione di chi le sta intorno? Inutile fare i conti, basti dire che i titoli sono centinaia. Figlia di una cultura ormai ampiamente superata, quella in cui i giudizi sul corpo altrui non solo erano ammessi ma pure accettati come fatto inconfutabile - soprattutto se quel corpo non rispecchiava i canoni imposti dalla società - questa narrativa è presente anche nel volume di Julia Quinn che si intitola Un uomo da conquistare.
Il personaggio di Penelope è una costante dei libri, un pilastro che accompagna in particolare Eloise, la sua migliore amica, nel percorso di crescita ed evoluzione sentimentale e personale. Esattamente come nella serie, la Penelope del libro viene vessata dalla madre per il suo aspetto fisico, mortificata con abiti che non le donano, bullizzata dalle debuttanti più ricche e filiformi di lei. Nel volume che la riguarda e racconta la sua storia d'amore con Colin Bridgerton, di cui è segretamente innamorata da decenni senza però essere mai stata ricambiata, l'autrice ribadisce più volte che Penelope ha perso 12 chili ("di grasso infantile", aggiunge a mò di giustificazione) e, guarda caso, in un plot twist degno di una commedia romantica in cui la protagonista si scioglie la treccia, toglie gli occhiali da vista e acquisisce automaticamente un nuovo status estetico - insinuando che il suo aspetto, stile, peso naturale non fossero sufficienti - finalmente attira l'attenzione del suo Colin.
La Penelope del libro dunque conquista il suo gentiluomo solo dopo aver perso peso. Colin si rende conto che in quella vicina di casa sempre presente, che lo sostiene e vuole bene a tutta la sua famiglia si nasconde ben più di un'amica. E, guarda caso, comincia a provare attrazione per lei solo dopo il suo restyling. La nota positiva è che la doppia identità di Penelope - che è lady Whistledown - le garantisce indipendenza finanziaria e anche emotiva, nonostante le mancate proposte di matrimonio e gli anni trascorsi a fare da tappezzeria ai balli. Il personaggio interpretato da Nicola Coughlan, che è una splendida Penelope, a dirla tutta, rimane uno dei più riusciti della saga proprio in virtù di questa doppia vita, che però rimane nascosta per un decennio.
Ce la faranno gli sceneggiatori a non mortificare Penelope con un repentino cambio di look come ha fatto Julia Quinn? Visto e considerato che il corpo della Coughlan non si tocca, è probabile (e ci auguriamo) che il team di autori di Shondaland troverà un modo per rendere la storia tra lei e Colin romantica e sexy - Bridgerton Style, insomma - senza implicare in alcun modo che per piacere agli altri serva cambiare, dimagrire, rivoluzionarsi.












