Britney Spears è di nuovo al centro della scena. E non per una canzone o un look da urlo, ma per un documentario che si chiama Framing Britney Spears e che racconta tormenti e successi della sua incredibile vita di popstar. Andato in onda sulla rete americana FX e ideato dal New York Times, è anche in streaming su Hulu in US (ma puoi starne certa, sarà presto visibile anche in Italia): è un doc molto intenso, in cui si parla non solo della carriera di questa star che ha iniziato giovanissima a cantare e sfornare hit, ma anche delle questioni personali che hanno portato alla nascita del movimento #FreeBritney.
In pieno stile documentaristico (sul modello di quello dedicato a Taylor Swift su Netflix o a Chiara Ferragni Unposted su Prime Video), Framing Britney Spears racconta la vita della popstar con video inediti e la ripresa di alcuni di momenti più caldi della sua carriera. Ci sono pezzi di interviste a Britney appena adolescente, già famosa in tutto il mondo, che si ritrova a rispondere imbarazzata sulla sua verginità a un giornalista troppo invadente; e c'è ancora la cantante di Baby one more time con la sua famiglia e in particolare suo padre James Spears, che fino al 2019 è stato il suo tutore legale.
Il trailer del documentario sulla vita di Britney Spears
Il New York Times ha fatto un lavoro di ricostruzione certosino sulla vita privata della cantante, che oggi ha trentotto anni. Un po' un recap di quanto accaduto dagli anni del suo lancio - i favolosi 2000's - fino al tracollo del 2008 che, purtroppo, l'ha trasformata in un bad example, nella rappresentazione perfetta della teenager popstar che diventa stra-famosa troppo presto e infatti, a un certo punto, non ce la fa più a sostenere il peso della sua celebrità. Le immagini finite su tutti i giornali della sua testa rasata, gli occhi spiritati e l'evidente stato di alterazione, nel 2008 hanno trasformato Britney in una persona da salvare. In America questa cosa ha un nome: si chiama conservatorship e dà potere a un tutore legale di gestire in ogni suo aspetto la vita di una persona dichiarata incapace di farlo da sola. Come, appunto, Britney Spears.
Framing Britney Spears, il doc sui tormenti e i successi della popstar
Il movimento #FreeBritney, che negli anni ha scatenato petizioni online, manifestazioni d'affetto virtuali (ti basta leggere i commenti sotto i post di Britney Spears su Instagram, sono un tripudio di "I love you" e "Preghiamo per te") e fisiche, nasce proprio da questa situazione alla quale la cantante è costretta ormai da un decennio. E infatti nel documentario del NYT si parla molto della conservatorship, di cosa implica per una persona che, se giudicata incapace di gestire la propria vita e le proprie finanze, deve avere approvazione su tutto quello che fa: Britney, prima sotto la tutela di suo padre e dal 2019 sotto quella di una tutrice temporanea, non può guidare da sola, cambiare casa, usare i suoi soldi in autonomia. Questo ha ripercussioni sulla sua vita privata, sul suo lavoro ed evidentemente anche sul suo benessere mentale.
Secondo il The Guardian, il documentario su Britney Spears non rivela nulla di nuovo rispetto a quanto già si sa sulla sua attuale situazione. Però ti apre una finestra non solo sul mondo di Britney, ma su quello di tutte le celeb che sono diventate famose a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila e che, giovanissime, si sono ritrovate in un mondo di squali, pronti a usarli per soldi e interesse. Macauley Culkin, Drew Barrymore e tanti altri come loro sono finiti nel tritacarne mediatico come e più di Britney, spesso accompagnati dai loro parenti più prossimi che di certo non avevano interesse a proteggerli.
L'affetto delle persone per Britney Spears e il movimento che punta a liberarla dalla conservatorship ti raccontano come un'icona mondiale come lei sia entrata ormai nell'immaginario collettivo con le sue molte vite: quella impressa sulle magliette con sopra l'ormai tristemente famoso meme "Se ce l'ha fatta Britney nel 2008 puoi farcela anche tu", quella dei video che l'hanno lanciata nell'etere, delle sue canzoni eterne, delle sue relazioni strillate sui giornali. Non sarà un documentario a dirci chi è la vera Britney Spears e cosa sia veramente successo nell'anno della sua crisi più grande - crisi che l'ha decisamente portata dove è ora - ma rivederla bambina, adolescente e poi donna e mamma ancora impegnata nella musica ti accende un ricordo, ti catapulta nella nostalgia.
E sì, ti fa provare affetto per lei. Una ragazza con un equilibrio psichico e mentale altalenante che, probabilmente, non ha avuto l'aiuto che poteva davvero darle una mano a ritrovare la pace. Ed è in questo senso che per noi #FreeBritney è un vero mantra.












