Giulia De Lellis non vuole parlare di gravidanza. Nonostante le voci e le foto pubblicate da Chi, presentate come prova evidente del fatto che l'influencer sia incinta di Tony Effe, lei vuole tutelare la propria privacy e non sta confermando la notizia. Anzi, ha pubblicato su Instagram un commento chiaramente infastidito.
- Giulia De Lellis rilancia la tendenza animalier
- Giulia De Lellis aspetta un figlio da Tony Effe
- Ma che succede tra Giulia De Lellis e Tony Effe?
«Invece di rompere le palle con certe cose completamente inappropriate, nel momento in cui non arrivano dai diretti interessati, vogliamo parlare della bellezza del mio vestito?», ha detto in un video mettendo a tacere, almeno per ora, le voci di un figlio in arrivo. Giulia De Lellis non vuole parlare di gravidanza, ma la cosa non sembra interessare a nessuno.
Aurora Ramazzotti difende Giulia De Lellis: «Una linea calpestata»
Per paparazzi e tabloid. l'avvistamento di pancini e pancioni sembra uno sport divertente da praticare ogni volta che si parla di un ipotetico figlio di una coppia famosa: in nome dello scoop poco importa che gli interessati stiano vivendo un momento delicato. Eppure ci sono molti motivi per cui una donna ha tutti i diritti di non far sapere che è incinta o di farlo sapere alle proprie condizioni.
«Vi siete mai chiesti come mai una donna non comunica la gravidanza in genere prima del terzo mese?», ha scritto Aurora Ramazzotti su Instagram difendendo la privacy di De Lellis e, con lei, quella di tutte le donne incinte costrette a rispondere a commenti inappropriati. Ramazzotti, che ha vissuto la stessa pressione mediatica durante la gravidanza, ha ricordato che nei primi mesi di gestazione i rischi di perdere il bambino sono più elevati, si potrebbe scegliere di interrompere la gravidanza o si potrebbero scoprire delle complicazioni mediche. «Ci si vuole tutelare emotivamente in quanto può essere un momento di grande confusione e non sempre ci si sente come gli altri vorrebbero ci si sentisse», ha aggiunto la ventottenne mamma di Cesare, che oggi ha due anni.
L'attenzione spasmodica sui corpi delle donne, la curiosità nel volerli monitorare (se ingrassano, se dimagriscono, se si vede un «pancino sospetto») sono l'ennesimo strumento per depotenziare la libertà di scelta che, a maggior ragione, dovrebbe essere tutelata quando si tratta di gravidanza. «Come mai continuiamo imperterriti a invadere questo spazio così intimo e anche presumibilmente delicato che le donne si riservano? Forse perché siamo ancora convinti che i loro corpi siano in effetti affar nostro?», ha scritto ancora Aurora Ramazzotti sottolineando come nemmeno la fama non possa giustificare il «prezzo da pagare» e diventare una ragione buona per negare la privacy anche in un momento così intimo.
Se dobbiamo batterci per tutelare la libertà delle donne di scegliere se e quando rimanere incinte (e dobbiamo farlo, oggi più che mai), dobbiamo anche accettare che possano scegliere se e come farlo sapere al mondo, per quanto possa coinvolgerci o incuriosirci. «Dietro questi schermi esistono persone reali con storie che non sempre devono essere condivise», ha concluso Ramazzotti, «Perseguitare qualcuno che palesemente non indirizza la cosa per settimane senza tregua, per me, non solo oltrepassa la linea, la calpesta e la cancella come se non esistesse un limite oltre cui spingendoci invadiamo la vita delle persone».









