Le ultime novità sul caso Sean Diddy Combs, produttore e rapper meglio noto come Puff Daddy arrestato agli inizi di settembre per capi d'imputazione gravissimi tra cui abusi, molestie e violenze sessuali (anche su minori), traffico sessuale e associazione a delinquere, ci rimandano direttamente al 5 maggio prossimo: solo la prossima primavera, infatti, inizierà il processo che lo vedrà sul banco degli imputati a rispondere delle accuse che hanno portato al suo eclatante arresto. Tra teorie del complotto e fantomatiche liste di personaggi pubblici, attori e cantanti famosi coinvolti nei suoi loschi affari, il nome più ricorrente quando si parla del caso è quello di Justin Bieber: la popstar, infatti, ha debuttato artisticamente a 15 anni proprio sotto l'ala di Sean Combs e potrebbe aver visto o vissuto sulla propria pelle ciò di cui lo accusano. In tribunale Bieber potrebbe giungere quindi nei panni di testimone, si vocifera dell'accusa: una svolta epocale per l'artista, considerato che, fino al 2023, lui e Diddy hanno collaborato a diversi progetti discografici.

A Page Six un amico di Bieber ha detto che il cantante, appena diventato padre del piccolo Jack Blue insieme alla moglie Hailey, è «tormentato dai fantasmi del suo passato»: l'arresto di Combs avrebbe infatti rimesso in discussione tutto il mondo di Justin, oggi diventato iper-diffidente nei confronti di tutti coloro con i quali ha collaborato negli ultimi 15 anni. Su Justin si addensano nubi oscure per via delle centinaia di video sequestrati nelle ville del produttore, materiale che potrebbe contenere le prove schiaccianti del coinvolgimento di colossi della musica e del cinema americano nei festini a luci rosse e in eventuali crimini a sfondo sessuale. «Se credo che Justin sia stato coinvolto in qualcosa di stupido?», ha detto un ex collaboratore di Bieber sempre a Page Six. «Sì, ne sono certo. Era un ragazzino, la più grande popstar del mondo. Tutti erano preoccupati per lui, non sapevamo neanche se sarebbe sopravvissuto alla fama. Molti si sono approfittati di lui in quel periodo».

Intorno a Justin Bieber circolano le voci più disparate, nessuna delle quali ancora confermata ufficialmente: si dice che sia stato vittima di Sean Combs ma anche carnefice durante i suoi freaks off party e che, come lui, anche Usher abbia vissuto un'esperienza simile sotto l'ala del produttore. «La sua famiglia è molto preoccupata per lui. Non è chiaro se anche Diddy si sia approfittato di lui e se il suo manager, Scooter Braun, abbia semplicemente scelto di non aiutarlo. Ma, questo va detto, Justin ha vissuto davvero un brutto periodo, era nella sua fase ribelle», ha concluso l'insider. Un'altra fonte ha detto a UsWeekly che all'artista è sempre stato consigliato «di stare alla larga da Diddy» e che «Justin sta vivendo un momento davvero duro a livello psicologico: ha una lunga storia con Combs e le cose di cui è accusato lo hanno sconvolto». Quanto accaduto, in aggiunta al fatto che Justin è diventato padre da poco, lo avrebbe dunque «stressato oltre misura»: non è ancora chiaro se si tratti di paura per ciò che potrebbe venire a galla durante il processo o di genuina delusione nei confronti di una persona che gli ha fatto da mentore negli anni più concitati e difficili della sua carriera.