L’Ambrogino d’0ro di Chiara Ferragni e Fedez è salvo, almeno per ora. In un solo mese la vita di Chiara Ferragni è stata stravolta completamente, portando l’imprenditrice digitale nel caos mediatico. Dopo lo scandalo Balocco e l’inchiesta sulle uova di Pasqua, negli ultimi giorni sono emersi alcuni sospetti anche sulla bambola che Ferragni aveva realizzato in collaborazione con Trudi e le cui vendite sarebbero dovute andare in beneficenza a un’associazione americana contro il bullismo che, a oggi, dichiara di non avere ricevuto alcun centesimo né da Chiara né da una delle sue società.
In questo marasma di scoop e notizie in molti stanno iniziando ad abbandonare la “nave Ferragnez” a iniziare da Safilo e Coca Cola, che per primi hanno deciso di chiudere la loro collaborazione con la 34enne a causa delle vicende giudiziarie che la stanno vedendo coinvolta. Sebbene negli ultimi giorni in molti avessero messo in discussione anche l’Ambrogino D’oro che era stato consegnato a Fedez e Ferragni nel 2020 per l’impegno profuso durante la pandemia da Covid 19, il Consiglio comunale di Milano ha bocciato la richiesta (presentata da Fratelli d'Italia) di revocare l’onorificenza di cui era stata insignita la coppia, oggi travolta dagli scandali e dalle inchieste in merito ad alcune iniziative commerciali spesso abbinate alla beneficenza.
Nonostante lo scandalo del pandoro «Chiara Ferragni, per quello che la conosciamo, ha una solidità tale da poter reagire anche a qualcosa che le si scaraventa addosso, ma non lo sappiamo. Quindi credo che attendere che la magistratura faccia il suo corso in modo compiuto sia utile», ha dichiarato il sindaco di Milano, Beppe Sala, prima di parlare dell’Ambrogino che era stato dato alla coppia.
«Sono contrario alla revoca a Ferragni e Fedez. Spero che anche questo caso dia l'impulso a una riflessione sugli Ambrogini che sono una cosa importante per la città», ha proseguito Sala aggiungendo: «Le onorificenze dovrebbero essere assegnate a persone che si distinguono veramente e che non hanno diritto ad altri riconoscimenti. Mentre spesso lo diamo a persone che dalla città hanno già molto».











