C'era una volta un principe simpatico e brillante, amato da schiere di ragazzine e simbolo moderno e leggero di un'istituzione considerata antiquata e superata. Il suo essere arrivato per secondo, libero da ogni impegno reale e pure dal peso della corona che invece è toccata in sorte al fratello maggiore, a lungo è sembrato a tutti una risorsa, un modo per vivere una vita piena di privilegi senza costrizioni. Solo in anni recenti abbiamo scoperto che la vita del principe Harry, 39 anni il 15 settembre, non è stata affatto una favola.
Attualmente in Germania per le battute finali dei suoi amati Invictus Games, Harry ha festeggiato il compleanno insieme alla moglie Meghan Markle, che lo ha raggiunto nei giorni scorsi, in un ristorante tipico di Düsseldorf. Negli scatti sembrano in sintonia e felici, anche se le voci di un loro imminente divorzio circolano insistenti da mesi. Nonostante gli sprazzi di serenità che il principe ormai dimostra solo in determinate occasioni - gli Invictus sono tra queste, oppure quando è circondato da bambini - il figlio di Carlo e Diana sembra però da diverso tempo circondato da un'aura di negatività che pare non volerlo abbandonare.
Non aiuta che il ritratto di Harry venuto fuori dalla docuserie Harry&Meghan e poi da Spare, il suo memoir, lo dipinga come un uomo rancoroso, irrisolto, irrequieto, incapace di elaborare un lutto, quello della madre Diana, che lo ha segnato profondamente. E non aiuta neanche che il suo astio nei confronti della sua famiglia d'origine, da cui si è allontanato formalmente e geograficamente nel 2020, per quanto per certi versi giustificato, lo abbia fatto passare troppe volte dalla parte del carnefice. Harry appare come un uomo fragile, incompiuto e immaturo, addirittura come il burattino di una moglie scaltra: così viene dipinto nelle cronache reali. E il contrasto con il principe che era, ovviamente, stride con la persona che sembra essere diventata oggi.
Il tempo delle feste selvagge (periodo della sua dipendenza da alcol e droghe per coprire il dolore, come ha raccontato lui stesso nella sua biografia) e della leggerezza, d'altronde, sembra finito da tempo. E per certi versi, considerati i motivi che lo hanno portato a compiere atti al limite dell'accettabile - vedi costume con la svastica nazista del 2005 - forse è anche un bene. L'Harry simpatico e brillante, che era l'anima degli eventi reali, coinvolgeva la nonna Elisabetta in scherzi improbabili e prendeva pubblicamente in giro il fratello maggiore William, eroe di milioni di ragazzine e sovrano indiscusso delle cover dei tabloid dei primi anni Duemila, però è ancora lì da qualche parte. Ed è la versione di Harry che rivedremmo volentieri.
















