Annunciato nel 2021 dopo la fatidica firma del contratto milionario con Netflix, Heart of invictus è arrivato abbastanza in sordina sulla piattaforma lo scorso 30 agosto. A volerlo fortemente e a produrlo è stato lo stesso principe Harry, che ha portato sullo schermo le storie dei veterani di guerra, oggi atleti paralimpici che sono lo scheletro dei suoi Invictus Games. La manifestazione sportiva, che tornerà con l'edizione 2023 a Düsseldorf a partire dal 9 settembre, è uno dei progetti più sentiti dal duca di Sussex, che l'ha creata proprio per ricordare il suo passato da soldato e per celebrare il sacrificio dei militari che hanno subito una mutilazione o un trauma importante in guerra.
La serie, però, non è andata come Harry sperava. Come riporta il Daily Mail, Heart of Invictus non ha raggiunto le prime dieci posizioni dei più visti su Netflix né in America, né in Gran Bretagna. Le recensioni della docu-serie in cinque episodi, in realtà, non sono poi così catastrofiche: il Guardian ha definito il progetto «commovente e centrato», il The Times ha definito Harry, che ovviamente compare nella serie, «un principe al suo meglio». Dato l'argomento molto specifico, però, gli atleti di Heart of Invictus stanno faticando a entrare nel cuore degli spettatori.
Sebbene il principe Harry rimanga sullo sfondo per lasciare spazio alle storie degli atleti, non sono mancati i riferimenti alla sua storia personale, in particolare alla sua esperienza in Afghanistan, ampiamente dibattuta in Spare, la sua biografia. Ovviamente mancano i riferimenti alla famiglia e alla faida in corso con i Windsor, Meghan Markle compare solo in qualche frame e non c'è spazio per alcuna recriminazione. Un dettaglio, questo, che deve aver scoraggiato anche i fan più accaniti della coppia.
E se fosse tempo di cambiare rotta?
La docuserie, che ha seguito Harry e gli atleti nell'edizione 2022 a l'Aia, era molto attesa anche per via delle recenti critiche mosse ai duchi di Sussex sulla loro mancata produttività: per questo motivo Spotify, altro grande colosso che con Harry e Meghan aveva firmato un altro contratto a sei zeri, aveva deciso di rescindere direttamente il contratto prima del tempo; Netflix sembrava essere una collaborazione altrettanto in crisi, rinvigorita solo dalla docuserie Harry&Meghan uscita a dicembre, unici progetto mai prodotto - fino ad Heart of Invictus - dalla coppia.
Il pensiero comune è che Harry e Meghan, che non hanno mai lavorato come produttori in vita loro, dovrebbero cambiare rotta, dedicarsi a ciò che sanno fare meglio, ovvero la beneficenza e l'attivismo. I progetti nati sotto il cappello di Archewell, la loro fondazione, sono un buon modo per aiutare le persone in difficoltà e hanno avuto, già in passato, una grande utilità sociale: Harry ha 30 anni di esperienza come filantropo e Meghan, anche se si è formata come attrice, ha sempre portato avanti progetti per aiutare le donne o per denunciare le situazioni più critiche nei paesi poveri del mondo. E se fosse quella la loro vocazione? Certo, con la beneficenza non si fanno i milioni e i Sussex hanno bisogno di molti, molti soldi per mantenere il loro tenore di vita. Per questo, oltre ad Archewell, hanno stretto accordi commerciali con grandi aziende come Netflix, trovandosi poi a boccheggiare alla ricerca di una grande idea. Heart of Invictus avrebbe potuto esserlo, ma non è riuscito a convincere neanche lo zoccolo duro dei fan di Harry e Meghan. Che il loro prossimo progetto, il film tratto dal romanzo di successo Meet me at the lake, sia la volta buona?













