Da sempre in prima fila contro le discriminazioni di genere, Harry Styles ha dimostrato ancora una volta il suo appoggio alla comunità LGBTQ+ dopo aver aiutato un fan italiano a fare coming out nel corso del live che il cantante di “As it was” ha tenuto lo scorso weekend al Wembley Stadium di Londra. Durante il suo concerto Harry Styles ha intercettato tra i 90 mila presenti un cartello nel quale gli si chiedeva aiuto per fare coming out.

«Ciao Mattia, di dove sei? Italy! Fammi vedere il tuo cartello», ha esordito il cantante. «Vuoi fare coming out? Ok. Allora pubblico di Wembley, adesso prendo la bandiera arcobaleno e quando passerà sulla mia testa Mattia avrà fatto ufficialmente il suo coming out», ha proseguito Harry che, nel corso degli ultimi anni, è diventato un portavoce della comunità LGBTQ+ così come della libertà di espressione senza etichette o catalogazioni.

«Ragazzo mio ora sei ufficialmente gay, sei un uomo libero adesso», ha poi concluso il cantante di “Love of my life” al termine della “cerimonia” che lo ha visto protagonista, le cui immagini sono state diffuse sui social dove hanno fatto incetta di like, condivisioni e commenti entusiasti.

Sebbene sia felicemente fidanzato con l’attrice e regista Olivia Wilde (conosciuta sul set del film Don’t worry darling), l’orientamento sessuale di Harry Styles continua a generare interesse, soprattutto dopo che l’ex One Direction ha iniziato a indossare smalto e abiti femminili sul palco, così come in alcuni servizi fotografici.

Una curiosità quella legata alla sessualità di Harry Styles davanti alla quale la pop star non si è mai pronunciata in modo definitivo. «Il mio orientamento? Non ve lo dico, non per proteggermi, né perché è una cosa solo mia. Ma perché semplicemente non è importante», aveva spiegato il cantante di “Matilda” nel corso di un’intervista con Better Homes & Gardens. «Non sto cercando di essere ambiguo per rendermi più interessante. Non scelgo look che mi facciano sembrare gay, etero o bisessuale, cerco quelli che mi piacciono di più e basta. Non ho mai sentito il bisogno di dare etichette al mio orientamento», aveva poi aggiunto, prima di concludere con un sentito: «Tutti dovrebbero essere loro stessi».