Paparazzata al parco con i due figli Leone e Vittoria e sua madre Marina, Chiara Ferragni è comparsa di nuovo in pubblico il giorno di Natale, nelle stesse ore in cui il marito Fedez tornava sui social per postare alcune storie con protagonisti i bambini. Sul profilo Instagram dell'imprenditrice, estensione imprescindibile del suo lavoro, intanto tutto tace. L'esplosione del caso Balocco, con tutte le conseguenze del caso, sia legali che pecuniarie, ha portato Ferragni e pure la sua famiglia a trincerarsi in un cupo silenzio, in attesa che le acque si calmino e che i followers dimentichino. Anche se pare parecchio difficile che ciò accada in tempi brevi. Per risolvere al più presto la crisi reputazionale in cui è caduta, Ferragni avrebbe assunto una task force di esperti che possano traghettarla fuori dal periodo nero.
Secondo La Stampa sarebbero stati contattati gli studi di Gianni Origoni per gli aspetti civilisti e quello di Marcello Bana per quelli penali. All'agenzia Community invece sarebbe stato affidato il piano strategico per salvare il brand Ferragni dallo stallo in cui è caduto: il silenzio social, per Chiara, corrisponde a una perdita ingente in termini economici e di visibilità, con conseguente perdita di contratti (vedi quello con Safilo, che ha interrotto la collaborazione) e interazioni. Che sia un aspetto eticamente irrilevante nel quadro generale della vicenda poco importa: Chiara Ferragni è pur sempre un brand e come tale si sta comportando per salvare la faccia e i suoi introiti.
Intanto le voci sull'entourage di Chiara, in particolare sul manager Fabio Maria D'Amato, continuano a circolare insistenti: secondo alcune fonti, l'amico e braccio destro di Ferragni sarebbe stato individuato come capro espiatorio della vicenda, così da salvare la reputazione di Chiara. Ma mentre scriviamo la sua posizione è ancora salda e non si hanno notizie di un suo licenziamento eclatante. Mentre il silenzio di Chiara prosegue incessante, i followers scendono di numero e le sue quotazioni sembrano crollare (ma sarà davvero una crisi a lungo termine?) non resta che capire come si evolverà la questione, anche da un punto di vista legale.









