Dopo settimane di polemiche e insinuazioni sulla cancellazione del suo nome dalla rosa di giudici di X Factor 2023 (al via dal 14 settembre su Sky e NOW), Morgan è tornato in scena nel corso di una gelida conferenza stampa di presentazione del programma in cui, pentito, ha chiesto scusa per l'«evidente errore linguistico» andato in scena sul palco durante un concerto dedicato a Franco Battiato in quel di Selinunte. Devoluto metà del suo cachet di giudice a un'associazione che si occupa di inclusion, Morgan ha dimostrato così il suo effettivo pentimento con «un atto concreto». Riammesso alla corte di Sky per tutto il prosieguo del programma, Marco Castoldi è riuscito a chiudere la questione con il suo solito carisma e un gesto di contrizione scenografico che pare aver convinto la produzione. Ma non il pubblico a casa.

Il fatto che Morgan sia ancora nella rosa di giudici di X Factor, infatti, non ha persuaso gli spettatori del programma che, dopo i fatti di Selinunte, hanno chiesto alla produzione di esautorarlo dallo show. Il ricordo dell'altro grande benservito di X Factor, quello ad Asia Argento nel 2018, è ancora fortissimo: paladina del movimento #MeToo, la regista era rimasta invischiata in un brutto caso di molestie e ricatti, che aveva portato alla sua cancellazione dalla lista dei giudici (era stata poi sostituita da Lodo Guenzi in corsa). Giustizia fatta, coerenza premiata dal pubblico che aveva apprezzato la scelta, pur se fatta in totale assetto di emergenza. Argento non era stata ammessa neanche alla conferenza stampa del programma ed era comparsa solo nelle puntate registrate prima del fattaccio, per poi scomparire nel nulla ai Live. Dopo i fatti di Selinunte, persino Morgan era arrivato a dire di aver messo in conto la possibilità di essere allontanato dal programma. Insomma, l'addio era nell'aria. Invece, con la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione, la produzione ha lasciato intendere che l'impatto di Morgan sulla trasmissione, la sua presenza scenica, il suo carisma e la sua sterminata cultura musicale siano elementi indispensabile per vincere nel cuore degli spettatori. A lui sembra impossibile rinunciare.

La decisione ha scatenato le prevedibili polemiche: perché continuiamo a perdonarlo, si chiedono in tanti sui social, cos'ha Marco Castoldi di così speciale per essere considerato così necessario, perché nella faida Morgan-Bugo a Sanremo siamo finiti a tifare per il primo e a ricordarci le parole riscritte di quell'infausta canzone, «le brutte intenzioni, la maleducazione» anziché quelle originali? Cosa ci fa essere così indulgenti nei confronti di un personaggio così divisivo e dalle opinioni così nette? Mentre si attende di capire come i giudici gestiranno i rapporti niente affatto lineari tra loro (in particolare Fedez e Morgan: il secondo ha citato anche il collega, da quel famoso palco siculo) nelle complesse dirette del programma in onda prossimamente, la risposta a queste domande appare nebulosa. Nonostante Morgan, Morgan vince sempre. E questo è tutto quello che sappiamo (e che ci fa arrabbiare).