Sarah Jessica Parker è Carrie Bradshow da 25 anni e non smetterà mai di esserlo. L'attrice e imprenditrice, alla guida, tra le altre cose, della fortunata linea di stiletto SJP Collection, si sta preparando al lancio della seconda stagione di And Just Like That, sequel della serie originale che racconta le evoluzioni di tre delle quattro amiche di Manhattan (Carrie, Miranda e Charlotte: Samantha - Kim Cattrall tornerà nel secondo capitolo solo con un cameo, dopo anni di liti più o meno silenti con le ex colleghe) in età matura. La serie è in arrivo su Sky e Now dal 23 giugno.

In una lunga intervista col New Yorker, che l'ha seguita al lavoro nella sua boutique del West Village, a Bleecker Street, proprio lì dove migliaia di fan ogni anno vanno in pellegrinaggio per fotografare le scale del palazzo di Carrie Bradshaw usate per le riprese, Sarah Jessica Parker ha confessato che indossare i panni di Carrie è «una vocazione, un dovere morale». Quando il tuo volto viene associato a quello di un personaggio di finzione indimenticabile com'è Carrie, è poi difficile staccarsi dal successo e dai riverberi che quel legame ti regala. Per SJP, questo rapporto viscerale col il suo alter-ego più famoso è una cosa seria.

Delle critiche mosse al sequel dello show, che in tanti hanno definito la triste prova di riportare in vita un incantesimo ormai svanito, Sarah Jessica Parker ha confessato di non sapere nulla: «Nessuno mi manda la rassegna stampa, non so cosa si dice e non voglio saperlo». A questa nuova creatura televisiva, di cui sia lei che Cynthia Nixon e Kristin Davis sono anche produttrici, SJP deve una rinascita professionale. Il suo grazie, da 25 anni a questa parte, va solo a una persona: alla sua Carrie, appunto. A Vogue, in un'intervista rilasciata alla vigilia della messa in onda della prima stagione di And Just Like That, l'attrice aveva detto che interpretare la rampante giornalista dal guardaroba favoloso per lei è sempre stato un «ritorno a casa». Continua a vestire i griffatissimi panni di Carrie, ha aggiunto col New Yorker, perché il materiale a disposizione per continuare a raccontare la sua storia e quella delle sue amiche è «inequivocabilmente ricco». Questa storia non può finire, non ancora.

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Sarah Jessica Parker sul set di And Just Like That

Ragazza prodigio dell'Ohio, davanti a una telecamera da quando aveva nove anni (era il 1974 e interpretava una parte nella serie The Little Match Girl), SJP a undici anni era a già a New York, la città che sarebbe diventata poi la sua migliore amica. A 14 si conquista il sui primo ruolo da protagonista a Broadway, nel musical Annie. Poi si trasferisce a Los Angeles, prova a fare tv. Cominciano gli amori con i colleghi - il più celebre di quegli anni è Robert Downey Jr., anche lui pronto a sfondare. A 22 anni si ritrova a combattere con i demoni di lui, vittima di alcol e droghe. «Gli facevo da madre, gli davo stabilità», racconterà lei anni dopo. «Le porto massimo rispetto», aggiungerà lui chiamato a commentare quel periodo folle.

Nel 1997, la svolta arriva. Darren Star, alle prese con la sceneggiatura del libro di Candace Bushnell sulla vita di Carrie e delle sue amiche a New York, la chiama per un provino. Il resto è storia. Sono questi gli anni del suo primo incontro con l'attuale marito, Matthew Broderick. Un'unione granitica, lontana dai riflettori e votata alla discrezione.

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Sarah jessica Parker e Matthew Broderick nel 1996

Buffo è pensare che SJP, della sua Carrie, nella vita vera non aveva (e non ha ancora) nulla. «Non ho mai fumato, non amavo bere, non mi sono mai drogata. Parlare di cerette integrali mi imbarazzava. Semplicemente erano cose contro ogni morale, almeno per come sono cresciuta», ha detto al New Yorker. Paradossale, se si pensa a quanto il corpo, i tratti, la voce delle due donne - la vera e la finta - siano fuse in un unico personaggio nella mente dello spettatore.

Nonostante questo cortocircuito, SJP sarà Carrie Bradshow per sempre. Dopo di lei ci sono stati altri ruoli, altri personaggi. Nessuna, però, potrà mai essere alla sua altezza, e questo Sarah Jessica Parker lo sa. E, pensando alle ragazze dell'età delle sue figlie oggi quattordicenni, che si apprestano, come milioni di coetanee prima di loro, ad essere spettatrici del suo show più iconico, ha detto orgogliosa: «C'è un'intera generazione pronta a godersi ancora una volta SATC». La magia può ricominciare.