Questa è una storia che parte da lontano, incontra ostacoli apparentemente insormontabili e, infine, si aggrappa al lieto fine come se fosse l'unica cosa che conta davvero. E in effetti, a ripensare a com'è cominciata la vicenda umana e pubblica delle due persone che il 6 maggio, all'abbazia di Westminster, saranno incoronate nel corso di una cerimonia solenne e antichissima, non c'è altro modo per descrivere il suo epilogo, se non così: è finita come Carlo III e Camilla - nata Shand, poi Parker-Bowles, oggi regina al suo fianco - hanno sempre voluto che andasse.
Certo, raccontare questa storia vuol dire richiamare alla mente i tradimenti, i gossip, le meschinità, le ritorsioni, le strategie e persino la morte (di Diana Spencer, la moglie ufficiale, colei che doveva, almeno nei progetti iniziali poi disattesi, finire sul trono): è praticamente impossibile scindere la storia di Carlo e Camilla da quella delle persone che da questa relazione sono state toccate, in modo diretto o indiretto, negli ultimi cinquant'anni. Il dibattito è talmente divisivo che, ancora oggi, genera astio e fomenta tensioni: la lotta tra Diana, l'angelica principessa del popolo e Camilla, l'altra donna che le ha rubato il marito, è ancora al centro della scena. Rendendo impossibile raccontare questa storia d'amore che dura da 50 anni senza rimuginare su ciò che è stato.
Ritratto di Camilla, che mai avrebbe creduto di diventare regina
È stato Spare, biografia del principe Harry uscita a gennaio scorso, a svelare, tra le altre cose, le manovre del padre Carlo, subito dopo la morte della prima moglie nel 1997, per avvalorare la posizione di Camilla agli occhi dell'opinione pubblica con una mirabolante strategia di comunicazione e PR (a opera di Mark Bolland, squalo-consulente che li ha aiutati). Niente di nuovo sotto il sole, lo dicevano già le biografie precedenti, racconti che dipingono la Camilla di quegli anni come "la donna più odiata d'Inghilterra, forse del mondo intero" ma amatissima da Carlo, deciso a riabilitarla in famiglia e fuori. Un'amica dell'attuale regina, chiamata dal Telegraph a farne un ritratto, ha detto che la coppia, in quegli anni, «ha vissuto l'inferno: lei era la donna più insultata del Paese, costretta a nascondersi per evitare di essere riconosciuta». Tanto odiata da essere stata presa a colpi di pagnotte nel parcheggio di un supermercato, nel periodo successivo alle interviste incrociate di Carlo nel 1994 (nella stessa sera in cui la sua ex moglie indossava l'iconico revenge dress nero di Christina Stambolian per mostrare al mondo di cosa era capace) e di di Diana (nel 1995 con la BBC). E questa è l'altra faccia di una storia che nessuno ha mai voluto ascoltare: Diana e Camilla hanno amato e sofferto per lo stesso uomo ed entrambe dai loro uomini sono state tradite (da Carlo la prima, da Andrew Parker-Bowles, a più riprese, la seconda).
Iniziata nel 1971, la storia d'amore di Camilla e Carlo era nata perché non poteva essere altrimenti: chi li conosce descrive il loro legame come «ombelicale», intimo e quasi simbiotico. Interessi comuni (i cavalli, il polo, la vita di campagna) e un modo di fare diverso da quello delle altre donne con le quali aveva avuto a che fare fino a quel momento avevano fatto capitolare immediatamente il principe del Galles, allora ventiduenne inesperto, talmente innamorato da non voler vedere l'impossibilità di portare avanti la relazione in veste ufficiale. Camilla era una donna di mondo, che aveva già avuto esperienze con altri uomini e conosceva bene l'ambiente reale, essendoci cresciuta a stretto contatto: era talmente consapevole di non essere la persona giusta per il principe del Galles da finire con lo sposare un altro uomo nel 1976. Per amore, riportano le biografie, in un periodo in cui Carlo era stato mandato lontano per non pensare all'amante e Camilla costruiva un futuro che immaginava lontano anni luce dal trono. Anche se il matrimonio con Andrew Parker-Bowles è stato costellato di reciproci e neanche troppo velati tradimenti, il loro sodalizio ha funzionato talmente bene che Camilla e il suo ex marito, nonché padre dei suoi due figli Tom e Laura, sono amici ancora adesso. Parker-Bowles sarà uno dei 2.200 ospiti, il 6 maggio, ad applaudirla dopo che sarà incoronata.
Come per Diana, la cui vita è finita tragicamente in un tunnel parigino, anche per Camilla il destino ci ha messo lo zampino, se non in maniera così violenta, almeno in modo brusco. Da donna odiatissima, considerata simbolicamente l'artefice dell'incidente della rivale (e di certo la fonte dei dolori che l'avevano condotta in quel tunnel), Camilla ha cominciato a crederci davvero (di poter diventare la moglie di Carlo prima e dunque regina poi) nei primi anni Duemila, quando la regina Elisabetta, fan della donna fintanto che non diventasse sua nuora, ha cominciato a capitolare, comprendendo prima di tutti che contro quell'amore ormai trentennale del figlio per Camilla ben poco si poteva fare. Più che di giochi del fato, si può certamente affermare che il grosso, nell'evoluzione dell'immagine di Camilla, l'abbia fatto l'approvazione reale : quella che, piano piano, ha permesso a Camilla di integrarsi a corte come una pari, di vedersi presentata non solo come una "cara amica" del principe ma come sua compagna e di poter sperare quello che un giorno di 50 anni prima le era parso impossibile. «Starai scherzando», pare abbia detto negli anni Ottanta a un'amica che le suggeriva che un giorno sarebbe potuta diventare davvero regina.
Dalle nozze del 2005 a oggi, Carlo e Camilla hanno costruito una nuova vita e una nuova immagine anche grazie ai sapienti e spesso ingiusti intrecci del destino. Mantengono ancora i loro spazi - lui si ritira spesso ad Highgrove, nel Gloucestershire, lei ha mantenuto la residenza a Ray Mill, la casa di famiglia acquistata dopo il divorzio nel 1996 - e agli occhi di molti, prima di essere sovrani in carica, sono la perfetta rappresentazione della coppia aristocratica che si interessa di arte, cultura, ha fatto della filantropia una missione e ama vivere in campagna tra glicini e cani. Tina Brown, nel libro Dietro la Corona, ha definito Camilla «colei che ha sempre supportato Carlo e i suoi bisogni emotivi, sempre capace di dispensargli amore con grande fascino». Questa cosa, suggerisce chi li conosce bene, non è mai cambiata in 50 anni.
Certo, non sono mancati gli inciampi, come quelli di Camilla nei confronti dei figli di Carlo, con Harry in particolare, con il quale pare non sia mai andata d'accordo. Ma il duca di Sussex, che in preda ai suoi tormenti soffrirebbe in ogni caso, non è certo la persona giusta per dare alla relazione di suo padre con Camilla la giusta definizione: è una storia d'amore, una di quelle a cui non daresti alcun credito mentre le vedi fiorire e che trionfano solo se si impara a guardarle da lontano.














