Una delle domande più gettonate da parte di chi non segue le vicende reali né è interessato alle beghe dinastiche, familiari e pubbliche dei Windsor, in queste settimane che precedono la grande incoronazione di re Carlo e della regina Camilla, è «perché dovrei seguire un evento anacronistico e incomprensibile come questo?». Quesito sacrosanto, a dire il vero, soprattutto per chi cittadino britannico non è e dunque non è abituato ad avere un sovrano regnante che campeggia sulle banconote. Sebbene comprendere la monarchia sia complesso anche per chi l'ha sempre data per scontata, è però evidente che l'evento del 6 maggio, che sarà celebrato all'abbazia di Westminster di Londra in diretta a partire dalle 12 (ora italiana), ha una portata storica e simbolica talmente importante che è difficile non farci i conti nei discorsi con gli amici, i colleghi di lavoro e i parenti. Insomma, è improbabile che il tema dell'incoronazione di Carlo non venga fuori, in termini e toni disparati, in una conversazione qualsiasi dei giorni che precedono e seguiranno l'evento.
Perché dunque interessarsi, anche se non si è interessati? I nostri motivi sono questi.
Godersi il momento in cui il piccolo Louis darà di matto
Il principino Louis è il terzogenito di Kate e William, principi del Galles, il più piccolo tra i membri della famiglia reale a presenziare alla cerimonia (ha cinque anni). Come già in altre occasioni pubbliche alle quali ha partecipato con genitori e fratelli, Louis potrebbe dare il meglio di sé, come è giusto che sia dato che si tratta pur sempre di un bambino che vorrebbe rimanere a casa a giocare anziché rinchiudersi in una chiesa millenaria per ore, nelle lunghe e noiose fasi del rito oppure sul balcone di Buckingham Palace.
Scoprire chi si affaccerà dal balcone
Kate e William sì, il principe Harry no, Andrea di York neanche per scherzo. Il saluto dal balcone di Buckingham Palace, momento che chiuderà le celebrazioni del 6 maggio, è il più atteso di tutti. Perché il balcone è la metafora della vita (dei Windsor, ma pure un po' di quella dei comuni mortali): chi si è comportato bene si è meritato l'affaccio, chi ha sgarrato guarderà il saluto dei sovrani e dei suoi parenti prossimi da dietro le tende di una delle sale di palazzo, ben lontano dal boato del pubblico e dalle luci della ribalta. Una punizione esemplare.
Ammirare una distesa bizzarra di fascinator
Un'incoronazione è sia affare di Stato che reale: quella di Carlo, sebbene la liturgia originale della celebrazione religiosa verrà mantenuta (è praticamente intoccabile da secoli) sarà però molto diversa da quella della regina Elisabetta, che è stata incoronata nel 1953. Prendiamo il dress code degli ospiti: per la regina era un tripudio di ermellini per gli aristocratici e membri del Parlamento, tiare e look formali dei parenti prossimi. Carlo ha chiesto invece informalità: completi da giorno per gli uomini (al massimo divisa militare) così come per le ospiti, che sono invitate, se lo desiderano, a indossare il tradizionale cappellino da lady delle cerimonie diurne. Ci si aspetta dunque un trionfo di originalità, un po' come sul red carpet del Met Gala: un report ha anticipato che Kate Middleton, ben lungi dall'indossare una tiara, potrebbe preferire un cappellino (o una corona) di fiori freschi. Mood aperitivo sulla spiaggia in versione old money: Sofia Richie insegna.
Prendere parte a un evento unico nel suo genere
Anche se non si è fan della monarchia, è impossibile definire l'incoronazione, così com'è strutturata da quasi un millennio per i sovrani britannici, un evento ordinario. In realtà si tratta di una giornata storica, non fosse altro che per la sua occorrenza: l'ultimo evento simile si è tenuto nel 1953, quello precedente (che ha incoronato Giorgio VI, papà di Elisabetta) nel 1937. L'ascesa al trono formale di Carlo III giunge dopo ben 71 anni dall'ultima, quella di sua madre. Le generazioni più giovani non hanno mai visto una cosa simile e non possono prevedere in alcun modo quando verrà organizzata l'incoronazione del suo successore (il principe William). Insomma, di eventi così se ne vedono uno, massimo due nell'arco di una vita intera. Il rito in sé, orchestrato (in inglese usano proprio il termine "performed", come se si trattasse di una vera messa in scena teatrale) secondo parole e gesti antichissimi, è in realtà molto affascinante. Un angolazione, questa, che rende l'incoronazione di Carlo e Camilla parecchio trasversale e piacerà a chi ha un debole per i gioielli (quelli della Corona che vedremo nel corso della cerimonia trasudano diamanti e pietre preziose), a chi ha un debole per gli aspetti ancestrali e storici del rito e per la simbologia che vi sta alla base, a chi ama la moda e vuole solo vedere come si vestirà Kate Middleton (con un dress coat di Alexander McQueen riciclato, ci scommettiamo).
Assistere al trionfo di Camilla, "l'altra donna" diventata regina
Il punto più controverso per ultimo: Camilla, ex signora Parker Bowles, ex amante del principe, "l'altra donna" odiatissima, diventerà regina. E lo diventerà dopo quasi 20 anni di onorata carriera nella famiglia reale, dopo aver lavorato di pubbliche relazioni, pazienza e lungimiranza per conquistarsi da zero l'opinione pubblica, abituata a odiarla e a contrapporla alla principessa del popolo Diana Spencer per decenni in un confronto il più delle volte impari. Il Telegraph, in un pezzo che ne ripercorre i tormenti sin dagli anni Settanta, ha definito quella di Carlo e consorte «la più grande storia d'amore di tutti i tempi». Facciamocene una ragione: questo è. Che la si ami o la si odi, Camilla, con la corona della regina Mary in testa - una corona che mai sarebbe potuta finire sul capo di Diana, che aveva capito presto di non essere fatta per il trono, e che il trono non era fatto per lei - è il simbolo di una rivalsa e di una rinascita che difficilmente si vedono altrove. Già solo questo plot twist degno di una serie tv della HBO vale l'ora e mezza di visione della cerimonia.












