Intorno a Carlo III, che il 6 maggio, insieme alla moglie Camilla, sarà incoronato ufficialmente a Westminster, ruota un vero e proprio paradosso: è sotto i riflettori praticamente da quando è nato, eppure non lo conosce nessuno. Non per com'è davvero, almeno, per i progetti che ha realizzato nei lunghi anni da principe del Galles, per le sue passioni e i gli interessi che fanno di Carlo un uomo colto e appassionato di arte, musica ed ecologia. L'incorretta narrazione che è stata fatta di lui negli anni del tormentato divorzio dalla prima moglie Diana ci ha restituito il ritratto di un uomo debole e a tratti meschino: le biografie ufficiali, invece, dipingono un uomo gentile e all'antica, amante della vita all'aria aperta e fedelissimo alla causa animalista e ambientalista, per cui si batte da più di 50 anni.

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Carlo nel 1976

Chi c'è dunque, dietro la Corona del nuovo millennio? Ecco 15 curiosità su re Carlo III da conoscere per scoprire il suo vero volto, oltre ogni pregiudizio.

1. Carlo è stato il primo membro della famiglia reale a nascere senza "spettatori"

Nato il 14 novembre 1948, in un'epoca in cui era consuetudine che un folto gruppo di osservatori assistesse al parto delle donne della famiglia reale per accertare la discendenza di sangue, Carlo è nato invece nell'intimità di una stanza d'ospedale ricreata all'interno di Buckingham Palace. I parti in clinica, com'è stato per Diana e per Kate Middleton, sarebbero venuti molti anni dopo. Il padre Filippo non era presente al parto: come racconta Antonio Caprarica nel suo libro Carlo III. Il destino della corona (Sperling&Kupfer) il principe ha preferito impegnare l'attesa con una partita di squash e un bagno nella piscina coperta nei sotterranei del palazzo.

2. Ha trascorso i primi anni della sua vita lontano dai genitori

Ancora una volta, una consuetudine del tempo imponeva che le famiglie nobili trascorressero molto tempo lontani dai figli, che venivano affidati a tate esperte sin dai primi attimi di vita. Per Carlo non è andata diversamente, complici i crescenti impegni della madre Elisabetta, non ancora regina (lo sarebbe diventata solo nel 1952, alla morte del padre Giorgio VI) ma erede al trono designata. Tutte le maggiori biografie di Carlo come quella di Vittorio Sabadin (si chiama Carlo III, è di Utet), riportano di come il bambino abbia trascorso il suo primo Natale senza i genitori, impegnati altrove. La sua prima parola, raccontano ancora i biografi reali, è stata "Nana" (rivolto alla sua nanny), e non "mama". Un imprinting, questo, che si sarebbe riproposto poi durante tutto il periodo della crescita, in particolare dal momento in cui Elisabetta è diventata formalmente regina.

3. Carlo è stato il primo erede al trono a non studiare a casa

Mentre per i suoi figli William e Harry è stato assolutamente normale andare a scuola sin dall'asilo e poi frequentare il collegio e l'università, per Carlo questa possibilità non era affatto scontata: ai tempi si preferiva formare i principi e gli aristocratici in casa con tutori dedicati, piuttosto che mandarli a scuola con gli altri bambini. Carlo è stato il primo a seguire questo iter a partire dagli 8 anni, quando è stato iscritto alla Cheam School, istituto severissimo in cui, così ha spesso raccontato, per la prima volta si è ritrovato a combattere contro la solitudine e la cattiveria dei compagni. Un vero e proprio calvario che sarebbe poi proseguito a Gordonstoun, in Scozia, il luogo prescelto da Filippo per l'educazione del figlio. Il suo obiettivo era quello di rafforzare un ragazzo descritto da tutti come timido, debole, poco adatto agli sport, un intellettuale insomma: Gordonstoun, istituto che lo stesso duca di Edimburgo aveva frequentato, doveva servire a forgiarne il carattere puntando su prove di forza e resistenza, vita all'aria aperta e ritmi che oggi definiremmo atroci per dei ragazzini. In una lettera, Carlo della sua esperienza nella scuola aveva scritto: «Qui è un inferno, soprattutto la notte. I ragazzi del dormitorio sono pazzi, provocano a soffocarmi col cuscino e mi picchiano mentre tento di dormire».

Dopo gli anni terribili di Gordonstoun e un periodo sabbatico nell'outback australiano, Carlo ha poi trovato la sua vocazione nell'antropologia e nella storia, materie in cui si è laureato all'Università di Cambridge, primo in assoluto tra gli eredi al trono britannico a conquistare un simile traguardo.

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Carlo ad Highgrove, la sua residenza preferita

4. Dopo parecchi amori, ha incontrato Camilla Shand nel 1971

Negli anni dell'università l'immagine pubblica di Carlo è cambiata, lasciando il posto al ritratto di un giovane prestante e simpatico molto sensibile al fascino delle donne. Il primo incontro con quella che sarebbe stato poi il grande amore della sua vita è datato 1971: Camilla, però, non era adatta a diventare regina, sarebbe diventata perfetta (o quasi) per il ruolo solo molti decenni dopo. Inviato in missione con la Royal Navy dallo zio e mentore lord Louis Mountbatten per allontanarlo da quell'amore impossibile, Carlo si è ritrovato a scoprire del matrimonio di lei con Andrew Parker-Bowles mentre si trovava in mezzo al mare. Sempre Mountbatten, che già aveva sapientemente orchestrato l'incontro tra il nipote Filippo e la principessa Elisabetta, avrebbe poi spinto Carlo a trovare una vera "rosa d'Inghilterra", possibilmente vergine, per eleggerla a futura regina. Nel 1981 ha sposato Diana Spencer, almeno sulla carta perfetta per il ruolo: il resto è storia.

5. Carlo ha scritto 31 libri

Quello che non tutti sanno è che re Carlo è un fine intellettuale che ha contribuito alla stesura di oltre 30 libri sui temi più disparati: nel 1980 ha pubblicato anche un volume per bambini, The Old Man of Lochnagar.

6. Sa suonare tre strumenti ed è appassionato di pittura

Amante della musica, soprattutto quella classica, Carlo negli anni della giovinezza ha imparato a suonare il piano, il violoncello e la chitarra, dilettandosi anche nella scrittura di testi e canzoni, oltre che nel disegno e nella pittura. Tra le sue altre passioni di gioventù ci sono anche le immersioni subacquee (è stato il primo erede al trono a prendere il patentino negli anni Settanta) e il polo, cui ha giocato fino al 2005.

7. È un sostenitore della medicina alternativa

Il principe Harry, in Spare, ha svelato che uno dei punti di incontro tra l'allora fidanzata Meghan Markle e suo padre è stato il comune interesse per la medicina alternativa e per l'omeopatia. Da principe di Galles, Carlo si è molto battuto per dare una dignità a un tema ai tempi (erano gli anni Ottanta) decisamente bistrattato.

8. È un fervente ambientalista e animalista

In tempi non sospetti, quando il tema della sostenibilità ambientale non era un'urgenza, Carlo ne ha fatto invece baluardo del suo lavoro come principe di Galles, ricavandosi una nicchia nel fitto sottobosco di progetti reali. Nel 1986 aveva raccontato, in un'intervista, di «parlare con le piante», di trarre da loro diversi insegnamenti; da un viaggio nel deserto del Kalahari, nello stesso anno, è tornato consapevole di voler fare la differenza, anche sporcandosi le mani, per imparare a vivere un'esistenza il più sostenibile possibile. Highgrove, la sua residenza nel Gloucestershire, è massima rappresentazione di questo desiderio, un luogo in cui pratiche a basso impatto tra le più innovative vengono collaudate in modo quasi religioso dal sovrano e dal suo staff.

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Carlo passeggia per le vie di Poundbury

9. Ha costruito un villaggio

Sempre nell'ottica di creare il luogo migliore possibile per vivere, nel 1993 Carlo si è lanciato nella progettazione di Poundbury, un villaggio che doveva essere anche un progetto sperimentale a basso impatto ecologico. Il principe del Galles, a suo tempo, aveva promosso il villaggio come paradiso della sostenibilità, in cui gli abitanti erano invitati a muoversi in bici o con i mezzi per non contribuire all'inquinamento: a distanza di anni (il villaggio esiste ancora) è stato però dimostrato che parecchie cose, nell'architettura delle abitazioni di Poundbury e nel lifestyle dei suoi abitanti, stonavano col progetto iniziale. I biografi di Carlo lo definiscono uno dei suoi più grandi rimpianti.

10. Ha vissuto in un monastero

Ma solo per tre giorni: nel 2002, dopo la morte dell'amata nonna Elizabeth, che nei primi anni di vita gli ha fatto da madre putativa. Con 43 bagagli e un maggiordomo, il principe di Galles è volato in Grecia per trascorrere del tempo da solo, in meditazione, in un monastero.

11. È appassionato di magia

Dal 1975 è membro del Magic Circle, un'associazione che promuove l'arte magica e che ha conquistato l'allora principe del Galles con i suoi trucchi. Nel 2018, per le celebrazioni dei suoi 70 anni, Carlo ha chiamato i migliori maghi del Paese per una performance speciale durante un party al London Palladium.

    12. Non ama viaggiare leggero

    L'autore Tom Bower, in uno dei suoi libri, ha rivelato che Carlo preferisce viaggiare dotato di tutti i comfort, tra cui un letto ortopedico, svariati bagagli e persino una toilette portatile.

    13. Ha fondato oltre 20 associazioni e charities

    Oltre ad aver istituito, nel 1976, la Prince's trust, fondo che ha aiutato centinaia di ragazzi ad accedere all'istruzione se impossibilitati sul piano sociale ed economico, Carlo, da principe del Galles, ha fondato oltre 20 charities ed è patron di oltre 400 associazioni.

    14. Il patrimonio di Carlo

    Il Guardian ha fatto i conti in tasca al nuovo sovrano e ha decretato che la sua fortuna, oggi, vale 1,8 miliardi di sterline.

    15. La sua incoronazione sarà molto diversa da quella di Elisabetta II

    Proprio per la sua vocazione alla sostenibilità, Carlo ha scelto di eliminare, dal dress code degli ospiti, i mantelli in ermellino. Ha inoltre scelto di tagliare drasticamente gli inviti alla cerimonia del 6 maggio all'abbazia di Westminster per andare incontro alle regole sulla sicurezza: gli ospiti al suo evento saranno 2.200 contro gli 8000 presenti a quello della madre nel 1953 e del nonno Giorgio VI nel 1937. In virtù del suo amore per la musica, il re ha chiesto tra le altre cose ad Andrew Lloyd Weber e a Patrick Doyle di scrivere una marcia e un inno originale per l'occasione. Alla sua incoronazione canterà per la prima volta in assoluto anche un coro gospel.