Un'incoronazione formale e di grande impatto mediatico come quella che vedrà protagonista re Carlo III il prossimo 6 maggio non capita tutti i giorni. Anzi, essendo trascorsi 70 anni dall'ultima volta (la regina Elisabetta è stata incoronata nel 1953), anche a scatola chiusa è possibile definire questo evento come un momento storico senza precedenti. Sebbene oliatissima e già in moto da diversi mesi, la macchina organizzativa di Buckingham Palace sta avendo il suo bel da fare per tenere le fila di una tre giorni ricca di momenti importanti, altamente simbolici, in cui nulla può e deve andare storto.
E mentre i primi dettagli sui gioielli e accessori preziosi che indosseranno re Carlo e la regina Camilla nelle varie fasi dell'incoronazione all'abbazia di Westminster sono ormai stati sdoganati, i nodi più controversi rimangono ancora tali, ovvero un buco nero senza risposte.
A poche settimane dal giorno clou, a palazzo ancora non sanno se Harry e Meghan parteciperanno o no all'evento. I termini per il RSVP sono scaduti il 6 aprile: a quanto pare la coppia non ha ancora deciso (o comunicato) se sarà o no a Westminster. Primo problema di Carlo e del suo team, dunque, è «pensare seriamente a dove piazzare i Sussex, perché non parlano praticamente più con nessuno». Ma, senza la loro conferma è impossibile gestire le intricate assegnazioni dei posti nell'abbazia, un lavoro di fine arte diplomatica visto che saranno presenti reali in arrivo da ogni parte del mondo, politici e svariate personalità di spicco.
Altra questione ancora in sospeso: il dress code dei parenti del sovrano. Il toto-tiara impazza, soprattutto per Kate del Galles, che ancora non avrebbe deciso se indossare o no uno dei gioielli presi in prestito dai portagioie reali oppure se optare per un look sì formale ma magari riciclato, così da non oscurare i veri protagonisti della giornata. Anche la reazione e la furia del principe Andrea di York, escluso praticamente dai giochi di corte ormai da un paio d'anni e decisamente cancellato dalla lista dei fidatissimi di Carlo dalla morte della regina Elisabetta, desta preoccupazione.
E questo perché al duca di York è stato negato di poter indossare l'uniforme militare - tutti i titoli gli sono stati strappati a ridosso del processo intentato da Virginia Giuffrè, processo poi saltato perché il principe ha deciso di patteggiare - di salutare la folla dal balcone e pure di avere un posto d'onore in chiesa durante la solenne funzione. Non avendo più nulla da perdere, sostengono i bene informati, il principe Andrea di York potrebbe dare il peggio di sé rovinando il grande giorno del fratello.
Altro nodo è la questione costi, in particolare quelli legati alla sicurezza. La processione che condurrà il corteo reale da Buckingham Palace a Westminster (e ritorno) comporta un'ingente messa in campo di agenti e personale dedicato alla gestione del traffico e delle migliaia di persone assiepate lungo la via: spese pagate da cittadini, ovviamente, che fanno storcere parecchi nasi. Anche se re Carlo ha decisamente ridimensionato alcune voci per far sì che l'evento fosse più "economico", è davvero improbabile che riesca a contenere in modo decisivo il budget finale. Una fonte di palazzo ha detto che sono tutti «molto in ansia: il re ha anche paura di cadere una volta che avrà indossato i regalia e gli abiti alla fine della cerimonia». In più, «la pianificazione dell'evento è organizzata al millimetro e se qualcosa dovesse andare sorto nelle varie fasi della giornata sarebbe un vero disastro».
Infine, le proteste. In questi mesi, dal giorno dell'ascensione di Carlo l'8 settembre scorso, il nuovo sovrano ha dovuto fare i contri con parecchie manifestazioni di dissenso pubbliche di repubblicani e anti-monarchici. Lanci di uova, fischi e cortei contro la famiglia reale e ciò che oggi rappresenta, con tutte le sue contraddizioni, hanno accompagnato il cammino di Carlo e Camilla verso il trono. Per il 6 maggio, giorno dell'incoronazione, ci si aspetta di tutto: per questo la macchina della sicurezza deve funzionare a tutti i costi, senza intoppi, senza drammi familiari e, possibilmente, senza lanci di uova sulla mastodontica Gold State Coach.












