A inizio mese era stata Valentina Ferragni a parlare della fine della relazione durata 9 anni con Luca Vezil avvenuta «con tantissimo rispetto e tantissima stima» augurandogli il meglio. Oggi è l’influncer e modello e alle prime armi come conduttore a premere il tasto rewind e a parlare della loro storia naufragata lo scorso ottobre. Il conduttore di Are you the one Italia disponibile su Paramount+, in un’intervista con il Corriere della Sera ha spiegato come si è sentito ad essere stato bollato per anni come «il fidanzato della sorella di» e dei pro e contro di aver fatto parte della «famiglia più mediatica d’Italia».
Per quasi 10 anni è stato «il fidanzato della sorella di»: oggi Luca Vezil è pronto a scrollarsi il bollino di nepo baby e a farsi conoscere al di là delle etichette. Questo non vuol dire che il conduttore di Are you the one Italia rinneghi il suo passato, anzi. Da compagno di Valentina e cognato di Chiara Ferragni e Fedez ha visto la sua vita cambiare e su questo non si discute.
«C’è sempre stato chi mi diceva che ero solo il fidanzato di o il fidanzato della sorella di o anche il fidanzato della sorella della moglie di e via così, fino alla quinta generazione», ha ricordato Luca a Il Corriere della Sera. «In realtà io e Valentina ci siamo fidanzati quando Chiara stava iniziando a usare i social e io, confesso, non sapevo proprio chi fosse», ha continuato il 31enne, «sono stato io a convincere Vale a usare i social: lei era un po’restia perché lo faceva già sua sorella. Aveva 20 anni, io 21 e con molta leggerezza abbiamo iniziato a pubblicare».
Vezil ricorda poi come è iniziato il business sui social. «Un giorno trovammo una mail in cui dicevano a Valentina: ti regaliamo una maglietta se fai una foto in cui la indossi. Le dissi: ti piace la maglietta? Se sì allora fallo, ti faccio io la foto. Da lì è nato tutto». Pionieri e apripista di quello che oggi è considerato da molti giovani il lavoro dei sogni. «Io mi metto sempre in fondo alla coda, però sì, ho fatto parte di un mondo che scoprivamo man mano. Sono sincero, anche quando hanno iniziato a regalarmi i primi abiti, io pensavo solo: bello, vestiti gratis», ha ammesso, «il mio primo contenuto a pagamento fu la pubblicità di un caffè fatto nella cucina dei miei genitori, anche un po’ bruttina. Per una foto mi diedero 50 euro. Me lo ricordano ancora i miei amici. Insomma, mi ci sono un po’ ritrovato senza capire bene come è iniziato tutto».
Una dimestichezza coi social per cui oggi si sente di dover dire grazie al clan Ferragnez. «Il talento è raccontarsi in modo onesto, poi certamente il fatto di essere stato a lungo nella famiglia più mediatica d'Italia ha avuto un peso, non ha senso negare. Solo durante il matrimonio di Chiara e Fedez hanno iniziato a seguirmi 300mila persone in più», ha ricordato attribuendo parte del suo successo al blasone del cognome della ex compagna. «Vengo da una scuola molto rodata, quella della famiglia Ferragni (...) Forse più che una scuola un'accademia, per certi versi anche piuttosto militaresca: sanno bene dove spingersi e dove invece non è il caso. Sui social c'è la tendenza ad appropriarsi degli argomenti di cui tutti parlano, ecco io ho capito che non si fa. Parlo solo di quello in cui credo», ha detto condividendo la lezione più importante imparata dalla golden couple di Instagram.











