Sul revenge dress di Diana Spencer, indossato dalla principessa del Galles nel 1994 durante un party alla Serpentine Gallery di Londra, sono stati spesi fiumi di inchiostro. Esperti di moda, di costume, persino di psicologia hanno analizzato la scelta stilistica di Diana, principessa triste e in balia di un divorzio doloroso, servito come notizia del giorno da tutti i giornali del mondo per anni, per capire le ragioni dietro una scelta così azzardata e allo stesso tempo riuscitissima. Prima di essere semplicemente uno dei look più azzeccati e audaci di lady D, infatti, il vestito, disegnato dalla stilista Christina Stambolian, è un vero oggetto culto intergenerazionale, che ha colpito e continua a colpire l'immaginario collettivo. 28 anni dopo la sua prima (e unica) apparizione, l'abito nero con spalle scoperte e sciarpa svolazzante sulla parte anteriore è ancora un oggetto del desiderio, portatore sano di un messaggio di libertà e auto-affermazione difficile da replicare a parole, ma perfettamente rimarcabile con un vestito.

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L’abito di Diana in tutta la sua bellezza

L'abito, che la stilista Stambolian aveva disegnato nel 1991 non pensando che sarebbe diventato uno dei modelli più amati della storia della moda contemporanea, è ancora talmente apprezzato che diverse content creator su TikTok lo hanno eletto a must have da ricreare con abiti simili e magari low-cost. Il trend riprende un audio preciso, in arrivo dalla quinta stagione di The Crown su Netflix, quello in cui Carlo e Diana si confrontano sul loro fallimentare matrimonio.

La storia dell'abito colpisce, a distanza di quasi tre decenni, per il contesto in cui è stato indossato e per le ragioni che hanno spinto Diana a scegliere un modello nero, scollato, corto, sinuoso e sexy anziché un angelicato vestito bianco com'era nelle intenzioni originali. La sera in cui la principessa del Galles, con ancora il suo splendido anello di fidanzamento al dito, arrivava alla Serpentine Gallery stringendo mani ed elargendo sorrisi, Carlo, il suo (quasi) ex marito Carlo ammetteva in tv di avere avuto per anni una relazione clandestina con Camilla Parker-Bowles (oggi regina Camilla). Nelle intenzioni di Diana, quella serata per lei doveva essere un grido di libertà, in cui affermava al mondo intero di non essere una vittima (grazie al taglio sexy dell'abito), di essere molto arrabbiata (infatti trionfa il nero), di sentirsi ancora parte della famiglia reale (con lo sfoggio di gioielli importanti e simbolici avuti in dono dall'ex).

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Christina Stambolian con il celebre vestito di Diana nel 1997

Il fascino che l'abito di Stambolian ha, ancora oggi, sulle giovani generazioni, è tutto da attribuire a questa narrazione, sapientemente costruita a priori dalla stessa Diana, come oggi sappiamo grazie a diverse testimonianze di persone che erano suoi confidenti in quegli anni.

I creators, su TikTok, analizzano le ragioni che l'hanno spinta a esporsi in un modo così particolare e brillante; cercano di ritrovare, negli abiti indossati dalle celeb (vedi Taylor Swift, o la stessa Meghan Markle), gli stessi messaggi e gli stessi intenti che avevano mosso lady D nel 1994; provano a ricreare l'abito in ogni suo minimo dettaglio, scovando modelli simili nelle collezioni dei marchi del fast-fashion, nei negozi dell'usato o addirittura nelle bancarelle dei mercati, vere miniere d'oro.

Il revenge dress di Diana, in quasi 30 anni di storia, non ha mai perso smalto. E da semplice look ben riuscito è diventato un modo di essere, rappresentazione di un principio di individualità e affermazione allo stesso tempo intimo e universale.