Ian Fleming, il padre di James Bond, ha scritto il suo primo 007 quando aveva 44 anni. Vera Wang ha disegnato il suo primo abito solo a 40 anni, prima faceva la giornalista. Julia Child, la chef famosa in tutto il mondo, ha iniziato a cucinare alla stessa età. Ieri Michelle Yeoh e Jamie Lee Curtis hanno vinto il loro primo Oscar rispettivamente a 60 e 64 anni. È la rivincita dei late bloomer contro l'ansia del successo.

cosa vuol dire ricevere un oscar a 60 anni come michelle yeoh e jamie lee curtispinterest
Michael Tran//Getty Images
Michelle Yeoh ha vinto l’Oscar come Migliore attrice protagonista

Ci ripetiamo che ognuno cresce con i suoi tempi, che non si possono paragonare vite, percorsi, sogni. Eppure la nostra società va di fretta: chi si laurea in meno tempo degli altri viene osannato sui giornali, chi fonda una startup mentre è ancora al liceo viene dipinto come un genio. A chi trova subito la sua sua strada vanno i nostri complimenti: nella vita sarà avvantaggiato. Non ammiriamo certo chi indugia, chi si prende del tempo per capirsi, trovare le proprie passione e capire il proprio ruolo nel mondo. Meno che meno chi è troppo ansioso e insicuro per buttarsi e ci mette degli anni, magari, a trovare la fiducia necessaria e "buttarsi". Vale il «Chi ha tempo non aspetti tempo» e i social, diventati ormai contenitori h24 di successi di vita e professionali ne sono un continuo e ossessivo reminder.

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Rodin Eckenroth//Getty Images
Michelle Yeoh e Jamie Lee Curtis

«Siamo sorpresi quando qualcuno che non è giovane dà un contributo importante», spiega alla Bbc Todd Rose, autore di Dark Horse: Achieving Success Through the Pursuit of Fulfillment, «non sappiamo come dargli un senso e lo consideriamo un curioso fenomeno una tantum piuttosto che una tendenza di fondo». Forse è così che vediamo anche Michelle Yeoh e Jamie Lee Curtis. La prima, che la scorsa notte ha vinto l'Oscar come Migliore attrice protagonista per Everything everywhere all at once da ragazza voleva fare la ballerina ma il suo sogno si è infranto dopo un grave incidente alla spina dorsale. Ha vinto il concorso di Miss Malaysia nel 1983 e iniziato a lavorare come modella a Hong Kong. Solo anni dopo ha deciso di iniziare a recitare. «I sogni si avverano, non lasciate che nessuno vi dica che avete passato una certa età, mai», ha detto nel suo discorso e si è rivolta soprattutto alle donne che vengono particolarmente penalizzate nell'invecchiamento.

Secondo uno studio, infatti, a Hollywood il salario delle attrici aumenta fino ai trentaquattro anni per poi diminuire rapidamente, mentre il cachet dei loro colleghi uomini tocca il massimo a cinquantuno anni per poi rimanere invariato. Jamie Lee Curtis di anni ne ha 64 e ha recitato in una cinquantina di film prima di vincere come Migliore attrice non protagonista sempre per Everything Everywhere All at Once. Entrambe le attrici hanno molta vita, vittorie e fallimenti alle spalle, Lee Curtis è mamma, sono tutte e due professioniste di esperienza, perché non dovremmo vedere come naturale che vengano premiate proprio ora? Perché chi cambia strada, ha interessi diversi o percorsi intricati non dovrebbe contare proprio sul suo bagaglio di esperienza per avere successo? «I late bloomer potrebbero aver affrontato grosse sfide nel loro percorso verso il successo», spiega Chia-Jung Tsay, professoressa associata presso l'University College di Londra, che studia la psicologia e la percezione delle prestazioni e del progresso, «questo potrebbe avergli fatto sviluppare una maggiore resilienza. Queste persone potrebbero essere più preparate ad adattarsi a circostanze difficili, a incertezza e cambiamento». Alcuni fiori sbocciano prima di altri, in stagioni diverse, con tempi diversi e in circostanze diverse, dovremmo limitarci a osservare quanto sono incredibili quando arriva il loro momento. E attendere pazienti e fiduciosi il nostro, senza imporci limiti.