A Pechino Express 2023 Giorgia Soleri è in gara insieme a Federippi, con la quale forma la coppia delle “Attiviste” e guardando la pagina Instagram della 27enne non è difficile capire perché. Da quando il nome di Soleri è finito sotto le luci della ribalta grazie alla popolarità del fidanzato Damiano David (il cantante dei Maneskin), Giorgia ha cercato di sfruttare l’interesse crescente nei suoi confronti per far conoscere alcune malattie altrimenti invisibili delle quali si parla ancora molto poco ma che colpiscono molte donne: ovvero l’endometriosi e la vulvodinia.
Due patologie queste che la 27enne conosce bene e delle quali Giorgia Soleri parla molto spesso su Instagram, dove tiene costantemente aggiornati i propri follower in merito all’andamento della sua malattia.
«Oggi non sono guarita e non sto bene (nel modo in cui lo intendono le persone sane).
Alle prime, si sono aggiunte altre diagnosi, che hanno finalmente dato un quadro chiaro e sensato, ed è tornata la depressione, con cui a periodi alterni faccio a cazzotti», ha scritto Soleri su Instagram a distanza di poche ore dagli attacchi di Selvaggia Lucarelli, la quale aveva puntato il dito sulla partecipazione di Giorgia al travel show condotto da Costantino Della Gherardesca ed Enzo Miccio poiché, a suo dire, la malattia e i sintomi che questa provocherebbe sarebbero incompatibili con un viaggio in the road come lo é quello che affrontano i concorrenti di Pechino Express (che quest'anno tra le varie star annovera anche Joe Bastianich, Federica Pellegrini e il marito Matteo Giunta, Martina Colombari e Carolina Stramare).
Una malattia quella di Giorgia che la ragazza sa di avere la fortuna di poter affrontare nel migliore dei modi, affidandosi al personale medico sanitario più esperto e preparato ma anche più costoso che, molti, non si possono permettere.
«Il mio Stato non riconosce queste patologie e visite, terapie e farmaci sono tutte a carico delle persone malate», ha sottolineato Giorgia (fidanzata con Damiano dei Maneskin da circa 8 anni) aggiungendo: «Ad oggi posso dire che il dolore invalidante non è più continuo e costante. Arrivano attacchi acuti, più o meno forti, che sono in grado di gestire, più o meno bene, grazie alla terapia del dolore di emergenza, e a volte la depressione mi porta in posti bui, solitari e spaventosi».
Nonostante il dolore e alcune giornate particolarmente difficili, la concorrente di Pechino Express riesce anche a vivere degli istanti di serenità e normalità in grado di rimetterla in pace con il mondo facendole sentire che quella che ha intrapreso è la strada giusta verso la guarigione: «Ci sono anche momenti fatti di insperata luminosità, gioia e leggerezza, fatti di persone che amo che hanno imparato a incastrarsi perfettamente con questo corpo strano, e di giornate in cui ignoro consapevolmente la mia condizione perché la voglia di vivere è più forte di qualsiasi dolore».
«Da alcune malattie non guarirò mai (per le altre ci stiamo attrezzando) e la mia soglia del dolore è viziata da anni di ritardo diagnostico che ad oggi mi permettono (tristemente) di portare avanti una quotidianità serena con livelli di male che le persone sane considerano medio-alto. Ma l'obiettivo era allungare il tempo tra un attacco e l'altro, imparare a gestirli - emotivamente e concretamente - quando arrivano e nel mezzo provare ad avere la vita che voglio e desidero. Non so se ci siamo riusciti fino in fondo, ma se ripenso a come stavo prima di ricevere le diagnosi e le conseguenti terapie, la mia vita attuale è una benedizione», ha aggiunto l'attivista che, nonostante tutto, sta cercando di vivere una vita il più normale possibile.
«Faccio errori, inciampo, maledico le malattie e tutto ciò a cui mi sottopongono. TW: malattia, dolore, depressione. Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni post diagnosi è che non sono e non sarò mai una malata perfetta. Ma soprattutto, che non voglio esserlo», ha proseguito su Instagram Giorgia Soleri all'interno del suo lungo post che si è poi concluso con una presa di coscienza fondamentale: «Urlo e rivendico il diritto di essere sbagliata, imperfetta, incongruente. Umana».












