Il libro del principe Harry, a pochi giorni dalla sua uscita, continua a macinare in egual misura consensi e critiche, supportato da un buzz mediatico e da numeri impressionanti in termini di vendite. C'è chi accusa il duca di Sussex di vittimismo, chi lo esalta per aver detto finalmente la verità sulla sua famiglia; c'è chi plaude Carlo III per aver imposto un veto alla partecipazione di Harry e Meghan alla sua incoronazione del 6 maggio e chi si chiede come facciano William e Kate del Galles, principali protagonisti del volume, a rimanere calmi (e pure in outfit combinati) in un momento come questo.

Infine, una buona fetta di giornalisti britannici, storici della famiglia reale e detrattori dei Sussex accusa il principe Harry di aver raccontato un sacco di bugie e inesattezze: i dettagli inaccurati della narrazione sono stati contestati su più fronti, a ribadire che «recollection may vary», 'i ricordi possono essere diversi a seconda di chi parla', come scrisse la regina Elisabetta in un celebre comunicato stampa usato per smentire l'ennesima accusa di Harry e Meghan.

Le bugie raccontate da Harry in Spare sono sia di natura temporale - ha confuso spesso gli anni, spesso trasferendo informazioni errate al lettore - che di natura concettuale. Non gli si perdona di aver dimenticato alcuni eventi pregnanti della vita della sua famiglia e di aver gettato fango sul fratello William e sul padre Carlo senza alcun appiglio, così dicono gli haters dei Sussex, a come sono andate realmente le cose. Ma davvero i ricordi di Harry, che pure è stato supportato, nella stesura delle sue memorie, da molti amici e conoscenti che gli sono rimasti vicini nel corso della sua vita (meno le sue ex fidanzate Chelsy Davy e Cressida Bonas: loro non hanno voluto essere coinvolte nella stesura) sono così inconsistenti?

Le bugie di Harry

Una delle maggiori contestazioni alle parole del principe è relativa alla morte della sua bisnonna, la regina madre, mancata nel marzo 2002. Ricorda, il duca di Sussex, di essere stato raggiunto della notizia mentre si trovava nella sua stanza a Eton, nei pressi del castello di Windsor. In realtà si trovava sulle montagne svizzere col padre e col fratello in settimana bianca: ci sono anche le foto dei tre che ritornano in patria alla notizia della morte di Gan-Gan, come veniva chiamata la madre della regina Elisabetta dai suoi nipoti e pronipoti.

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Anwar Hussein//Getty Images
Una delle foto della vacanza a Klosters

In un passaggio del libro, Harry ricorda l'ultimo dono di sua madre, una X-Box, avuta per il suo tredicesimo compleanno. Diana Spencer l'aveva acquistata per il figlio prima di morire nel tragico incidente a Parigi del 1997, secondo la ricostruzione di Harry. Ma i più attenti gli hanno contestato che la consolle sarebbe in effetti stata lanciata nel 2001, quattro anni più tardi. E che la confusione del principe Harry, che probabilmente intendeva citare una Playstation, sia più legata all'uso di alcol e droghe che già lo opprimeva in quegli anni che non a scarsa memoria.

Un altro passaggio molto criticato dai lettori (e riportato in un articolo ricco di dettagli e critiche del Daily Mail) riguarda il volo in prima classe della Air New Zealand che Meghan Markle avrebbe acquistato per suo padre Thomas Markle, investito dalla popolarità della figlia e perseguitato dai paparazzi, per farlo arrivare dal Messico, dove vive, al Regno Unito in tutta sicurezza. Volo di cui gli stessi referenti della compagnia aerea avrebbero negato l'esistenza: «Non c'è mai stato un volo tra Messico e Regno Unito né abbiamo la prima classe», hanno detto. Un dettaglio che ha aperto nuovi scenari rispetto alla reale capacità del principe Harry di ricordare così vivamente dettagli della sua vita dopo tanti anni e nonostante fosse, a quel tempo, vittima dei suoi stessi eccessi.

Il duca di Sussex è anche stato pesantemente accusato di non conoscere la millenaria storia della sua stirpe. In un passaggio del libro, infatti, afferma che re Enrico VI, fondatore di Eton, sia un suo trisavolo. Ma, essendo morto senza figli, la parentela è fuori questione: re Giorgio III, affermano gli storici, è il trisavolo di cui parla Harry. Peccato che il principe non si sia affatto informato in merito al suo albero genealogico prima di darne conto ai lettori nella sua autobiografia.