È stata la mano di Dio, l’ultimo film di Paolo Sorrentino, è entrato nella short list dei 15 migliori film internazionali in corsa per gli Oscar 2022.

La strada per la vittoria finale è ancora lunga e solo l’8 febbraio verranno svelate le nomination definitive che si giocheranno l’ambitissima statuetta, ma visto il successo e il riscontro di pubblico ottenuto dalla pellicola italiana sembra proprio che per il regista napoletano ci siano ottime possibilità di avere un posto nella cinquina definitiva che, la notte del 27 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles, si giocherà il premio come Miglior Film Internazionale agli Academy Awards 2022.

Che Sorrentino possa bissare il successo ottenuto da La grande bellezza nel 2014? Noi ce lo auguriamo, anche perché La mano di Dio (nel cui cast compaiono Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo, Enzo Decaro e Renato Carpentieri) è un film intenso e molto personale dove Paolo si è messo completamente a nudo, raccontando la triste storia della sua famiglia e come la sua vita sia stata stravolta da un momento all’altro a causa di una terribile fatalità. Mai come in questa pellicola il tema del fato e della fortuna hanno un ruolo fondamentale, poiché qui è il destino “già scritto” ad avere il ruolo del protagonista senza il quale il film non sarebbe mai esistito, o per lo meno, non in questi termini.

La pellicola È stata la mano di Dio (tra le più viste in Italia su Netflix e già candidata ai Golden Globe 2022) è ambientata a Napoli negli anni ’80 e racconta la vera storia di Paolo Sorrentino, che nel film ha il nome di Fabietto Schisa ed è interpretato da Filippo Scotti, rimasto orfano di entrambi i genitori a causa del monossido di carbonio sprigionato accidentalmente da una stufa. Il ragazzo, salvatosi per miracolo grazie alla passione per il Napoli e per Maradona, inizia così il suo difficile percorso attraverso l’adolescenza che lo porta a "intravedere la luce" e la speranza di un domani migliore grazie al fortunato incontro con il regista Antonio Capuano (aka Ciro Capuano), grazie al quale scopre che il suo futuro è nel mondo del cinema, dietro a una macchina da presa.

Una storia amara e toccante quella di È stata la mano di Dio dove la convivialità delle grandi famiglie del sud lascia improvvisamente il posto a un'enorme solitudine e un grande dolore che, Paolo Sorrentino, ha cercato di esorcizzare trasformandola in poesia, dando vita a un film commovente ed emozionante che, ci auguriamo, possa uscire vincitore alla prossima notte degli Oscar.