Una nuova Alessandra che negli ultimi mesi ha mostrato di avere coraggio da vendere, di bacchettare i colleghi apertamente facendo nomi e cognomi (hai detto Salmo?), di schierarsi senza indugi, di sostenere battaglie che sulla carta portano solo grane. Tutto Accade è il suo nuovo album in uscita il 22 ottobre (che il 13 luglio la poterà a San Siro) e la sensazione è che dentro ci sia tutta la sua metamorfosi, la consapevolezza dei 35 anni, la rinascita dopo un momento difficile. Alessandra Amoroso non ha più paura di fare/dire/rischiare.
«Negli ultimi tempi sono successe cose, la morte di mia nonna, una storia finita, il lockdown e altre situazioni che mi hanno portata a guardarmi dentro», ha raccontato la cantante salentina a Il Corriere della Sera, «ora riesco a dire che mi basto da sola, non cerco in altre persone la completezza». Il riferimento è alla fine della sua relazione durata cinque anni con Stefano Settepani ufficializzata nel gennaio 2020: un addio che non ha mai voluto definire «un fallimento» ma «un passo in avanti verso la crescita personale che mi fa sentire più pronta magari a un nuovo amore». Una stabilità raggiunta con il tempo, l'affetto della famiglia, gli amici e i fan e con la terapia.
Oggi a 35 anni, tanti rospi ingoiati e lezioni imparate, e la consapevolezza di non aver bisogno di un partner per sentirsi necessariamente completi. Una lectio magistralis che ricalca la famosa citazione di Cher, «sono io l’uomo ricco» in risposta all'insistenza della madre nel mettere la testa a posto e accasarsi con un rich man. «Sono stata cresciuta con delle nozioni culturali non vere. Mi sento completa senza essere madre e moglie», ha poi specificato Alessandra Amoroso lanciando un messaggio importantissimo, denunciando il retaggio atavico che vede una donna realizzata solo in funzione dell'altro e non di se stessa.
«Sono stata criticata per la mia emotività, ma è da un po’ che non piango. Ero vittima di me stessa, mi mettevo limiti, mi giudicavo, e così in tante situazioni finivano per tremarmi le gambe e non riuscivo a godermi le emozioni», ha poi spiegato, dimostrando come il suo percorso di crescita sia a 360 gradi, «Capitasse, so che ora mi godrei anche le lacrime. Ho imparato a tutelarmi, se ti esponi nuda e cruda ti arrivano addosso cose che ti fanno male. Però non mi toglierò mai quella parte bambina che ho dentro».
Un periodo di transizione in cui ha fatto «la parte del grillo parlante» e ha imparato ad accettarsi, pregi e difetti, luci e ombre arrivando alla scoperta «di essere tante cose diverse» tutte bellissime. L'importante è avere il coraggio di seguire anche la strada meno battuta perché tutto può accadere...












