L'omaggio a un fratello che non c'è più è stato il centro della cerimonia degli Oscar 2020, oltre ai begli abiti o i beauty look delle celeb. Joaquin Phoenix ha citato suo fratello River Phoenix scomparso nel 1993 per un'overdose durante il suo discorso di ringraziamento per aver vinto l'Oscar come Miglior attore col ruolo iconico nel film Joker. Quello di Joaquin Phoenix è stato secondo noi uno degli acceptance speech più emozionanti degli ultimi anni: vero, sincero e commosso. Ha parlato di seconde chance e riscatto con l'umiltà di un uomo che in passato "ha combinato un sacco di guai" eppure è stato perdonato e alla fine del suo discorso ha chiuso con una frase che il fratello attore River Phoenix ha scritto quando aveva solo 17 anni:
River Phoenix è un mito degli anni '90: quando è morto la sua carriera era in ascesa e in tanti affermano che se fosse stato vivo oggi non avrebbe avuto nulla da invidiare alla carriera del fratello o a quella dei grandi divi che sono sbocciati proprio in quegli anni come Leonardo di Caprio e Brad Pitt.
La sua eredità vive nella vita di Joaquin Phoenix, che dopo tempi duri e bui ora è tornato al cinema e dal palco, col suo premio più importante in mano, ha ringraziato suo fratello. Forse non lo sai, ma non solo l'amore per il cinema si è tramandato da River a Joaquin: nei primi anni '90 River Phoenix era convinto vegano, ambientalista e animalista, portatore sano e in tempi non sospetti di una battaglia per il quale suo fratello, nel 2019, si è pure fatto arrestare (e che ovviamente ha citato sul palco degli Oscar 2020).
Chi è River Phoenix, il mito degli anni '90 citato da Joaquin Phoenix agli Oscar 2020
La storia di River Phoenix, fratello maggiore di Joaquin, comincia lì dove è finita: nel 1993, a soli 23 anni, è morto sul marciapiede di un locale cool dell'epoca, il Viper's Room in California, in preda a un overdose potentissimo di droghe. Con lui quella sera c'erano il fratello Joaquin Phoenix, ma anche star del cinema e della musica come John Frusciante e Leonardo di Caprio, ai tempi suoi grandi amici: devi immaginare River come una vera rockstar, diventato famosissimo per il suo ruolo nel film Stand by Me del 1985 e anche per il mito creato dai racconti della sua infanzia, un mix psichedelico di viaggi nell'oscurità, sette a sfondo pedofilo (quella in cui sono entrati i suoi genitori negli anni '70, i Bambini di Dio), violenze e abusi di ogni tipo.
Con la sua faccia da biondo e maledetto, River Phoenix sfonda giovanissimo nella pubblicità e in alcuni show a Hollywood con i suoi quattro fratelli, tutti coinvolti nel mondo dello spettacolo. Dopo gli anni della vita da hippie con i genitori, per River la vera svolta è arrivata nel 1985 con il film sci-fi Explorers insieme a Ethan Hawke: in quel momento diventa il divo, il mito della Gen-X che ha vissuto in pieno gli anni '90.
Con la consacrazione agli Oscar 1989 per il suo ruolo nel film Vivere in fuga River Phoenix è già una star: a neanche 20 anni i giornali di lui titolavano a caratteri cubitali che fosse il nuovo mito del cinema, la promessa di talento che il grande schermo meritava. Belli e dannati del 1991 con Keanu Reeves (uno dei suoi più grandi amici) è il film che tutti ricordano di River Phoenix: l'ultimo, prima della morte, che lo ha davvero cristallizzato nel ruolo di eroe tormentato e un po' il riflesso della vita sopra le righe di River, anche se lui fino all'ultimo ha negato le sue dipendenze.
River Phoenix curiosità, la musica e gli amici famosi
Per farti capire la portare di un personaggio come River Phoenix in quegli anni, ti basti pensare a chi erano i suoi amici: i Red Hot Chili Peppers, ad esempio, ma anche James Franco e Keanu Reeves, all'epoca tutti agli inizi della loro carriera. Il fatto che Joaquin Phoenix agli Oscar 2020 abbia citato una frase di suo fratello River non è casuale: River era anche un musicista e per diversi anni ha suonato e cantato nel gruppo Aleka's Attic, scrivendo i testi delle loro canzoni. Aveva talmente tanto talento da aver imparato a suonare la chitarra da solo (come lui stesso ha confessato nel 1988 in un'intervista a E!) completamente da autodidatta: la carriera nella musica è sfumata perché gli impegni cinematografici di River Phoenix in quegli anni erano troppo pressanti ma in molti dicono che, se fosse ancora vivo, oggi River sarebbe l'artista completo più in gamba della sua generazione.
River Phoenix, le dipendenze, la fama e la sua vita da rockstar
River Phoenix ha vissuto una vita di dipendenze: dall'alcol - a partire da 10 anni, su esempio negativo di suo padre - ma soprattutto dalle droghe. Non ha mai confermato i suoi abusi per non rovinarsi la carriera, così come non ha mai confermato di essere bisessuale (un gossip che girava molto negli anni '90). Più che dare una brutta immagine di sé, River Phoenix odiava essere famoso: non gli piaceva farsi fotografare dai paparazzi e neanche vivere sotto i riflettori.
Sua madre, dopo la morte di suo figlio, ha detto a Esquire:
Quando River è cresciuto, lo metteva sempre più a disagio essere il divo dei poster che le ragazzine avevano in camera. Spesso diceva che sarebbe voluto essere anonimo, anche se la sua anima da artista glielo impediva.
La morte di River Phoenix ha bloccato la sua carriera, che sarebbe potuta decollare con ruoli tra i più iconici del cinema: quello in Intervista col Vampiro con Brad Pitt (poi andato a Cristian Slater) ma anche quello del poeta maledetto Arthur Rimbaud in Poeti dall'inferno che poi è finito nelle mani di Leonardo di Caprio, da molti considerato il suo erede naturale. Pensa che persino per il ruolo di Jack Dawson in Titanic il regista James Cameron avrebbe voluto River Phoenix.
Tra le curiosità sulla carriera di River Phoenix, c'è anche la storia legata alla "maledizione" del film Il Corvo, sul set del quale è morto tragicamente un altro attore in ascesa degli anni '90, Brandon Lee. Per quel ruolo era stato scelto proprio il fratello di Joaquin Phoenix: in tanti pensano che, come nei migliori film horror, River abbia solo rimandato la sua morte per finire senza vita in preda a un overdose su un marciapiede di Los Angeles.
Nell'immaginario collettivo, River Phoenix è l'attore simbolo di una generazione, che però non ce l'ha fatta a sopravvivere ai suoi stessi eccessi. Se ci pensi, oggi potrebbe essere quello che è diventato Leo di Caprio, da bello e impossibile dei poster ad attore consacrato da premi e film iconici. Suo fratello Joaquin Phoenix ha detto in diverse occasioni che è stato River a spingerlo a recitare, a provarci ancora e ancora nonostante la vita difficile, le dipendenze, la famiglia disfunzionale. Ed è per questo che a più di 20 anni dalla sua morte, la citazione sul palco degli Oscar 2020 ha riportato in vita non solo un mito la cui carriera è difficile condensare in un articolo, ma anche un rapporto bellissimo tra fratelli che non è finito su quel marciapiede del Viper's Room di Los Angeles, ma continua anche oggi e fa commuovere.
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