La masturbazione maschile ci appare così misteriosa e criptica perché ne sappiamo poco: parlarne molto spesso è un tabù, e in ogni caso fare domande dirette potrebbe essere sconveniente. Sebbene tutti gli uomini la pratichino, in ogni fase della loro vita (sì, anche quando sono coinvolti in una relazione stabile!), spesso l’autoerotismo al maschile viene considerato quasi un comportamento estremo dal gentilsesso.
In realtà si tratta di una pratica normalissima, che non deve essere etichettata come “perversa” e di cui dobbiamo imparare a conoscere di più.
Autoerotismo al maschile: i dati
Nonostante quello che possa dirvi il vostro fidanzato, tutti gli uomini si masturbano (chi più, chi meno). Secondo un recente sondaggio, condotto su più di 3.500 uomini provenienti da Germania, Australia, Stati Uniti, Spagna e Italia, in media un uomo pratica erotismo almeno 3 volte la settimana, per un totale di 156 “sessioni” l’anno. Ad alcuni piace sperimentare, altri preferiscono andare sul tradizionale, qualcuno utilizza dei sex toys, mentre qualcun altro predilige la mano, vecchia amica di pratiche simili.
In ogni caso, tutti giungono all’acme, anche se sulla durata dell’orgasmo ci sono pareri discordanti e le tempistiche variano da pochi secondi a quasi un minuto. Anche per quanto riguarda il luogo prediletto dai maschietti per l’autoerotismo non abbiamo un risultato univoco: alcuni amano dedicarsi a se stessi in camera da letto (56 %), altri preferiscono la praticità della doccia (30 %), qualcuno sceglie il bagno in generale (22 %) e una piccola percentuale (1 %) persino… il luogo di lavoro! Insomma, anche la masturbazione maschile, come quella femminile, è altamente soggettiva e intima.
Masturbazione maschile, una pratica spesso necessaria
Masturbarsi significa imparare a conoscersi, capire cosa ci piace e cosa no, fare un vero e proprio viaggio alla scoperta della nostra sessualità. Ciò che apprendiamo in queste sessioni di self love possiamo sfruttarlo per trarre il massimo beneficio da ogni rapporto sessuale, ma anche portarlo nella coppia comunicandolo al partner, per godere del miglior sesso di sempre.
Ecco perché è così fondamentale la masturbazione maschile, che comporta anche ulteriori benefici. Senza dubbio è utile nei periodi di ansia e stress, perché può alleviare i sintomi e rendere più rilassato e disteso chi la pratica. Funziona come una dolce ninna nanna, e aiuta a dormire bene e a stabilire un ciclo sonno-veglia ottimale. Ovviamente masturbarsi ci fa sentire meglio e ci dona un’immediata sensazione di benessere, data dall’orgasmo. E no, la masturbazione non fa bene soltanto ai single: anche chi ha un partner fisso deve e vuole praticarla (senza nulla togliere ai rapporti di coppia o all’intimità con il partner).
Masturbazione maschile: le pratiche
Non esiste un solo modo di masturbarsi: ogni uomo sperimenta fino a trovare il metodo a lui più congeniale. Ecco perché è difficile riportare per filo e per segno tutte le pratiche sessuali che gli uomini amano fare quando si dedicano all’autoerotismo. C’è chi si aiuta guardando un filmato porno e chi invece preferisce utilizzare la memoria o l’immaginazione. Chi utilizza creme e lubrificanti per un piacere estremo e chi lo fa alla “vecchia maniera”. E ancora, qualcuno sfrutta dei giocattoli sessuali pensati appositamente per il piacere (in solitaria) dell’uomo e chi invece non li prende nemmeno in considerazione.
Sembra però che i maschietti siano sempre attenti alla scoperta di nuove pratiche, da collaudare in solitaria. Non sono pochi gli uomini che preferiscono provare qualcosa di nuovo, almeno di tanto in tanto, per rompere la monotonia e la routine. Tra le “new entry”, possiamo trovare la stimolazione di zone erogene diverse dal solito, come la prostata, ricca di ricettori spesso sconosciuti ai più (soprattutto per gli etero, che non coinvolgono spesso l’area dell’ano nelle loro pratiche sessuali). In ogni caso mantenere un atteggiamento aperto e libero nei confronti della masturbazione maschile e delle sue mille pratiche è il primo passo per goderne veramente fino in fondo.













