Utilizzare una periferica di archiviazione esterna è ormai un’operazione che facciamo più o meno tutti, più o meno spesso. Accendiamo il computer, colleghiamo l’hard disk alla presa usb, e attendiamo che la sua bella iconcina compaia sul desktop.
Nel frattempo lui si illumina, inizia a fare dei sospiri incerti, e noi speriamo che vada tutto bene, e di riuscire a recuperare degli importantissimi dati di lavoro, o di archiviare i ricordi più belli delle vacanze.
Se abbiamo incrociato per bene le dita, l’hard disk si avvia e noi possiamo disporre di tutti i nostri file in tranquillità.
Hard disk poco collaborativi e file irraggiungibili
Ma è successo a tutti che, inspiegabilmente, qualcosa andasse storto. E che dopo prese usb, lucine e sospiri, semplicemente non succedesse niente. Ed eccoci lì, a osservare per interminabili secondi (i più stoici e fiduciosi addirittura minuti) un puntatore del mouse che si trasforma in una pallina coloratissima che inizia a girare su se stessa. Quando va bene senza bloccarsi. Quando va male senza proprio dare segni di vita. Questo è di solito il momento del panico. Della tragedia. Della lucida presa di coscienza del fatto che verremo sicuramente licenziati, quando scopriranno che l’unica copia del file di bilancio è prigioniero di una scatoletta di plastica e metallo che non vuole saperne di restituircelo.
Se questa è una sensazione famigliare, non c’è bisogno di disperare: potrebbe non essere tutto perduto. Esistono strumenti e procedure di recupero dati relativamente semplici, alle quali fare appello prima di disperare del tutto e contattare dei professionisti del settore. E allora vediamo come dare un’altra chance a un hard disk che fa di testa sua.
Recupero dati Hard Disk: operazioni preliminari
Per prima cosa, prima ancora di capire quali accorgimenti e software possano aiutare nel recupero dei dati persi in un hard disk che funziona male, vale la pena eseguire dei semplici passaggi preliminari con le utility di controllo del disco incluse in ogni sistema operativo, come Scan Disk di Windows o Utility Disco su Mac.
Nel caso in cui un semplice passaggio attraverso questi tool non sia d’aiuto, il primo passo sarà quello di creare un’immagine del disco, cioè un unico grande file che contiene una sorta di copia di tutti i dati dell’hard disk, in modo da dare quest’ultimo in pasto ai programmi di recupero dati, senza il rischio di continuare a riscrivere sul disco fisso danneggiato, peggiorando la situazione.
Quindi, per creare l’immagine di un hard disk, si potrà utilizzare un software come DataRescue: un tool free, scaricabile sia per Windows che per Mac, che ci permetterà di creare il nostro clone e iniziare le operazioni di recupero.
Disk Drill, EaseUS Data Recovery e PhotoRec: i software per recuperare i dati dagli hard disk danneggiati
Disk Drill è un programma semplice e intuitivo, che utilizza potenti algoritmi per individuare e (provare a) ricostruire centinaia di tipi di file, inclusi quelli cancellati accidentalmente, dal cestino svuotato o da unità danneggiate. Tra le sue funzionalità principali spiccano un recupero file multi supporto da hard disk, SSD, schede USB e altri, il recupero di partizioni perse e dati RAW, e una versione gratuita che permette di recuperare fino a 500 MB di dati su PC (ma non su Mac, dove dovremo pagare le funzioni di sblocco e le altre features avanzate, per una cifra che aggira attorno ai 90 euro). È in ogni caso possibile effettuare scansioni e visualizzare le anteprime dei file recuperati o ricostruiti con tutte le versioni free.
Per maggiori informazioni e per scaricare Disk Drill: https://www.cleverfiles.com/data-recovery-software.html
EaseUS Data Recovery è un’altra ottima soluzione che può aiutare nel recupero di file importanti da un hard disk danneggiato.
Anche lui, come Diks Drill, permette di scavare all’interno di diversi supporti, come hard disk interni ed esterni, chiavette usb, schede SD e molto altro. La sua versione gratuita (sempre disponibile per Windows e Mac) permette di recuperare molti più dati, fino a 2 GB, mentre la versione a pagamento, che sblocca recupero illimitato e funzionalità avanzate, ha un prezzo che parte da circa 70 € al mese). Facile da usare e molto intuitivo anche per gli utenti meno esperti, rimane una buona opzione per andare alla ricerca dei file più preziosi.
Per maggiori informazioni e per scaricare EaseUS Data Recovery: https://www.easeus.com/index.htm?
Infine, un’ottima soluzione, completamente gratuita, che potrebbe salvare la situazione in caso di hard disk bloccato è PhotoRec: un tool open source che permette di ripristinare qualsiasi tipo di file in modo semplice e del tutto gratuito, senza il bisogno di acquistare nessuna licenza. Come gli altri due programmi, anche PhotoRec è disponibile per Windows e Mac (e anche Linux), ma l’interfaccia grafica è presente solo su Windows: sugli altri sistemi operativi sarà necessario utilizzare la riga di comando. Come per Disk Drill e EaseUS Data Rcovery il successo non è sempre garantito al 100%, dipende dal livello di danneggiamento del disco.
Per maggiori informazioni e per scaricare PhotoRec: https://www.cgsecurity.org/testdisk_doc/photorec.html
Altre soluzioni per scavare negli hard disk illeggibili
In caso nessuno dei programmi suggeriti riuscisse a recuperare o ricostruire i file perduti in un hard disk danneggiato, non rimarrebbero purtroppo tanti metodi a disposizione per tentare di salvare la situazione in modo autonomo. Il consiglio in questi casi è sempre quello di rivolgersi a un professionista, sperando che sia lui a ritrovare quella famosa, importantissima presentazione di lavoro, quel manoscritto mai pubblicato, o le preziosissime foto delle vacanze. E se anche in quel caso il disco rigido fosse troppo danneggiato, non resterà che acquistarne uno nuovo e ricominciare.











