Con un video postato sui social pochissime ore fa, Michele Bravi ha rivelato in anteprima al suo fedele fandom di avere un nuovo pezzo in uscita: "Genitore 3", questo il titolo della sua canzone, è stata pubblicata oggi (venerdì 10 aprile) e tratta di un tema molto delicato, quello della genitorialità.



Michele Bravi vuole davvero diventare padre? La riflessione dell'artista

Nella clip condivisa su TikTok e Instagram, Michele Bravi ha raccontato: «Se dieci anni fa mi avessero chiesto se avrei voluto un figlio avrei risposto di no, invece oggi mi rendo conto che quella della genitorialità è una domanda che sta qui, che gira». Il cantante ha poi aggiunto: «Nella mia testa, i genitorI 3 sono i genitori con il punto interrogativo, quelli che se lo stanno chiedendo».

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Michele Bravi è perfettamente consapevole che il suo pezzo non sia un semplice racconto di un pensiero personale, ma che abbia anche un potenziale impatto molto più ampio, soprattutto se consideriamo un contesto socio-politico dove si parla sempre più spesso dell'argomento (in termini LGBTQIA+, ma non solo).

Una domanda importante

Il pensiero di Bravi, e di conseguenza anche il testo della canzone, si è dunque sviluppato anche intorno a una domanda essenziale: è infatti ormai necessario chiedersi non solo se si voglia un figlio, ma anche se ci sia effettivamente concesso averne uno.

Ed è qui che Michele Bravi apre inoltre un ulteriore spunto di riflessione molto profondo e interessante: «Siamo abituati a schematizzare tutto in modo netto e definitivo. Ma siamo sicuri che l'amore, la famiglia e la genitorialità possano essere davvero contenute all'interno di un'unica definizione precisa?».

Michele stesso ha ammesso di essersi reso conto di quanto la questione sia molto complessa, e soprattutto controversa e destinata a generare dibattiti molto accesi. Ma è al contempo anche molto importante continuare ad interrogarsi, a non fermarsi alla superficie: è infatti fondamentale raccontare le storie e le vite delle persone che si pongono certi questioni, particolarmente quando scelte molto personali come quella di procreare un essere umano vengono prese da altri, al posto nostro.

La musica, d'altra parte, dovrebbe fare anche questo: aprire prospettive nuove, smuovere coscienze. E Michele Bravi, con questa canzone, si è comportato benissimo.