Angelina Mango è tornata e lo ha fatto in punta di piedi, senza annunci e senza ripensamenti, affidando al pubblico un album denso di vita e di dolori il cui titolo suona come l'incipit di una lettera, caramé. Quindici tracce più un bonus, che è proprio l'introduzione del viaggio e porta il nome del disco, sono servite ad Angelina per raccontare quello che è stato dal giorno in cui ha deciso di mettere in stand-by la sua carriera per prendersi cura di sé. Per questa caramé non è un punto e a capo bensì un itinerario, un viaggio a ritroso nel tempo che però fotografa uno stato d'animo collettivo, generazionale: nella track list Angelina parla di indulgenza nei confronti di sé (Ora come glielo dico ad Angelina / Doveva perdonarsi, è diventata un’assassina, lo dice in "Velo sugli occhi"), di successo (Non sono una star / Nemmeno per sbaglio/ Sono matricola a vita, in "7Up"), di malessere (E mi sembra di essere un fantasma al mio concerto, dice in "Aiaiai").



Angelina Mango, imparare a volersi bene è un atto di coraggio

Caramé è una riflessione personale, che ripercorre il passato recente dell'artista senza dimenticare neanche una virgola di quello che è stato. Perché Angelina, in questo excursus in musica ma non per questo meno doloroso, non si fa sconti e non ammette omissioni. L'album è uscito senza fronzoli e senza la consueta promozione che solitamente si associa a un lavoro di questo tipo: il messaggio che passa a chi la ascolta, ed è questa la vera forza del lavoro di Angelina Mango, è che essere onesti con noi stessi è il regalo più bello che possiamo farci. Senza dimenticare il prezzo che abbiamo pagato per uscire da un periodo buio. Senza edulcorare quanto cambiare, a volte, faccia male. Senza scordare chi eravamo e cosa abbiamo provato quando abbiamo toccato il fondo. Crescere, per Angelina, è un processo costante, un moto perpetuo: le persone che hanno ascoltato il suo album non hanno visto nelle sue canzoni solo uno sfogo personale e dunque egoriferito, ma uno specchio delle proprie fragilità.

Il dolore e la felicità sono facce della stessa medaglia

Già nel brevissimo intro che apre il disco, però, si leggono le intenzioni dell'artista. Angelina non vuole piacere a tutti i costi, e la sua scelta di sparire all'apice della popolarità post-sanremese ne è la prova. Soprattutto, non vuole mentire sui suoi stati d'animo, né edulcorarli. Non rinnega quello che è stato e non intende lasciarsi andare a facili trionfalismi ora che è (o sembra) finita. Durante il suo periodo di pausa, Angelina è tornata sporadicamente sui social per dire a tutti che non esserci online e sparire dai palchi e dalla tv non equivale a dimenticare la musica. La musica è rimasta, tant'è vero che nel giro di un anno è riuscita a scrivere 15 canzoni, a produrle e poi a lanciare un album non solo compiuto ma soprattutto completo. E in questa chiave che Caramé può e deve essere visto come un vestito: un abito che veste Angelina in questa nuova fase della sua vita. E che milioni di ragazzi, che si sono sentiti o si sentono come lei, vorrebbero prendere in prestito. Il disco che ha scritto e prodotto quasi interamente da sola (con Giovanni Pallotti; solo l'ultimo brano, "cosìcosìcosìcosì" è di Henna), parla di Angelina ma anche di chi, come lei, non vuole scendere a compromessi. Di chi ha sofferto e soffre ancora. Di chi si scriverebbe una lettera per dirsi: non sto bene insieme a te, ricominciamo da capo.

Caramé, l'intro del disco di Angelina Mango

Proprio nell'intro che si chiama come il disco Angelina ha scelto di inserire tutte le sue intenzioni artistiche. Sono poche frasi, concise, in cui l'artista si parla e parla a chi la ascolta. Si dice: mi metti a disagio, non ci capiamo. In chiusa, la speranza di chi sa che una cosa rotta si può aggiustare, anche se a fatica. Lo ricorderà poi nella traccia "Pacco fragile" (nel van, io sono il pacco fragile/intatta, ti sembro intatta?). In "Caramé" Angelina comincia a perdonarsi e parla ai suoi coetanei, atterriti come lei all'idea di essersi perduti per sempre.

Ecco il testo:

Cara me
portami le caramelle
con un po’ di zucchero
fa ridere
ah sapessi che disagio quando sto con te
non siamo a posto se ti pacco e poi tu pacchi me

Sapessi che disastro ho combinato eh eh eh eh eh
Eh
Eh eh eh eh
cara me devi aggiustare tutto
fai presto