Lampioni, segnali stradali, birra a fiumi, in lontananza il profilo della Monument Valley, mentre nell'aria si sparge un suono di violino folk. Non siamo nello Utah, ma al concerto di Post Malone che, il 27 agosto 2025, si è esibito nell'unica data italiana del The Big Ass World Tour, agli I-DAYS COCA COLA 2025 di Milano. Il cantante originario di New York ha trasportato il pubblico dell'Ippodromo in una dimensione parallela, con un live di circa un'ora e mezza, preceduto dall'apertura di Jelly Roll.
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Post Malone agli I-Days 2025: cos'è successo
Post Malone, con camicia a righe, jeans attillati, cintura con fibbia e stivaletti in suede, ha dato il via al live con "Texas Tea", mentre rovesciava una birra in aria, accompagnato dalla strumentale della band di supporto, i The Fools For You, il cui lavoro ha contribuito a rendere spettacolare il concerto. I musicisti e coristi, disposti per tutto il palco, hanno riarrangiato in chiave acustica con sfumature country ognuno della ventina di brani in scaletta. La profusione di strumenti comprendeva elementi più comuni come batteria e pianola, ma anche altri di stampo country/folk come fiddle e slide guitar. Ma non pensate che il concerto di Post Malone sia stato "solo" country.
Il cantante che ha dato una svolta folk alla sua musica con il disco del 2024, F-1 Trillion, ha in realtà percorso con fluidità tutte le sue ere musicali, spaziando dalla trap malinconica di Stoney (2016) e beerbongs&bentleys (2018), passando per il pop rap di Hollywood’s Bleeding (2019), fino all'alternative rock e country dei progetti più recenti. Il tutto con un'attitude coerente. Ed è per questo che, nel corso della scaletta, è riuscito a passare con naturalezza da "Texas Tea" a "Wow.", da "I Ain't Coming Back" a "Circles", da "Pour Me a Drink" a "rockstar".
Post Malone a Milano: le chiacchiere con i fan, l'arrangiamento di "rockstar"
Post Malone canta con il suo timbro graffiato i brani più strazianti, "Better Now", "I Fall Apart" e "Circles"; dando fondo alle riserve d'ossigeno; accende la festa regalando birre ai fan della prima fila; fuma sigarette, raccoglie una bandiera del Texas e una dell'Italia mentre canta "Go Flex"; si concede spesso e volentieri qualche secondo di pausa per parlare con il pubblico. Ringrazia chi lo segue dagli esordi, chi canta insieme a lui da 10 anni, poi invita sul palco Jelly Roll per eseguire dal vivo "Losers": «Se c'è qualcuno qui fuori che sente che i propri sogni siano fuori dalla sua portata, voglio dirgli di continuare a spaccare e continuare a fare ciò in cui si sta impegnando» dice Post Malone tra gli applausi, per poi continuare «Se vi siete mai sentiti come dei fottuti perdenti, Milano, beh questo significa che questa sera siamo almeno in tre».
Uno degli arrangiamenti meglio riusciti del concerto di Post Malone è sicuramente quello di "rockstar" che la band anticipa con un momento strumentale, dove la scenografia si fa buia, illuminata solo dalle fiamme che invadono il palco con getti brillanti. Il brano del 2018, featuring 21 Savage, acquista un fascino profondamente rock, con un nuovo ritmo serrato, fatto di chitarre e batteria. Un momento che trasuda rabbia e trasmette con ancora più forza il messaggio di "rockstar", quel potere quasi erotico dell'autodistruzione. Il concerto di Post Malone si chiude risalendo per la china di "Sunflower" e "Congratulations", e lascia il pubblico con una grande certezza: Post Malone è l'ultima rockstar.














