Una discoteca di quelle mai viste prima: stracolma, colorata, sudata oltre ogni ragionevole dubbio. Ma felice di esserci per ballare e urlare sotto il cielo di Milano. Gabry Ponte a San Siro è il sogno di una vita (il suo e quello dei fan, arrivati da ogni regione d'Italia). Un gigantesco dj set iniziato alle luci dell'afoso tramonto estivo, alle 8 di sabato 28 giugno davanti a 56mila persone (prezzo medio del biglietto 60,48 euro). Tre ore di musica tra passato, presente e tanto futuro, «un'onda che cresce piano piano». Agli ingressi persone di tutte le età, molte famiglie e una valanga di Gen Z. «È un evento eccezionale al quale ho cercato di lavorare come a una delle mie serate nei club» ha raccontato l'artista poco prima dell'inizio. L'emozione? «Tantissima, ma l'esperienza mi aiuta a mascherare bene, ogni volta che devo salire su un palco».

La scaletta di San Siro Dance di Gabry Ponte

In scaletta per San Siro, il repertorio dance di Gabry Ponte, ma non solo: «Sono sempre stato lontano dalle serate remember, non per ripudiare ciò che è stato, ma la natura del mio lavoro mi porta nei club e mi fa suonare per un pubblico giovane. Questo mi porta a evolvermi verso il presente e mi proietta sul futuro: uso le serate per testare cose che ancora non sono uscite, per vedere la reazione della gente». Immancabili le grandi hit: "Blue (Da Ba Dee)", il successo globale con gli Eiffel 65, 8 milioni di copie e gli European Music Awards come “Miglior Artista Italiano nel mondo” (nel 2000). "Tutta l'Italia", la canzone di Sanremo, di San Marino, di Eurovision: «il pezzo era nato come un inno per questo evento, una canzone da regalare ai fan. Poi la musica è particolare e a volte succedono cose inaspettate». E poi il remix di "Giulia", "Tu sei", "Quelli che non hanno età", "Take on me". A un certo punto arrivano anche l'Inno di Mameli, "Con te partirò" e "Felicità" di Al Bano.

San Siro Dance, uno spettacolo (anche) per gli occhi

Unica data evento, lo stadio per Gabry Ponte è nato come idea dopo il tour nei palazzetti, per celebrare i 25 anni di carriera. «Era andato oltre le aspettative, alle prime tre date iniziali ne avevamo aggiunte altre». E su San Siro: «Crea ansia, ma dopo i palazzetti eravamo abbastanza sicuri di avere i numeri per poterlo fare». La produzione, armonizzata tra suono e visual, è quella tipica dei grandi festival. Uno spettacolo con effetti speciali, giochi pirotecnici e luci, tutto sincronizzato con la musica e quella scaletta ribaltata fino all'ultimo secondo «perché nei club si fa così».

Concert performance featuring a DJ with a large illuminated backdroppinterest
prandoni francesco

L'intenzione? Unire le persone. «È il lavoro della musica, far star bene la gente. Per dimenticare anche solo qualche ora quello che succede fuori». Una festa, per Milano e per Tutta l'Italia.