Lo sguardo si riconosce, è inevitabile. Quello di chi, in cuffia, a ripetizione ascolta i brani di Ed Sheeran. Testa appoggiata al finestrino dell’autobus. Gambe che prendono il tempo. Sguardo rivolto all’infinito. Così nel giorno dell’uscita del suo nuovo singolo "Azizam" notiamo che qualcosa è cambiato. Ed Sheeran è diverso, profondo allo stesso modo, ma capace di abbracciare sonorità che accolgono colori nuovi, quasi inediti per lui. Lo avevamo lasciato con quelle frasi sospese tra fiato e lacrime. Tra dolori e verità. Ma anche intrise di sentimenti che, in musica, diffondevano il solo desiderio di essere vissuti. «Loving can heal, loving can mend your soul», è il 2015. «You were an angel in the shape of my mum», il 2017. «I wish that Heaven had visiting hours», il 2021. Se da dieci anni il cantante britannico ha saputo accompagnare l’essere umano nei dolori e nelle gioie quotidiane - con tante, tantissime lacrime - oggi si avvicina all’inizio di un’era totalmente nuova, percepibile già al primo ascolto.
Con l’uscita di "Azizam", più volte spoilerato in diverse occasioni dallo stesso artista, è ufficialmente iniziata la stagione di Play. Il suo quinto disco, il primo dopo i segni matematici. «Quando avevo 18 anni ho avuto l’idea per un ciclo di dieci album: +, ×, ÷, = e –, e poi Play, Pause, Rewind, Fast Forward, Stop», ha raccontato a Jimmy Fallon durante il Tonight Show. Concludendo: «Ho sempre sognato di pubblicare un album il giorno in cui morirò, intitolato Eject (ride). Non sto scherzando. Pensa se alla morte di Paul McCartney uscisse un disco con canzoni scritte a 16, 20, 30 anni… Nel mio caso, la gente si domanderà: “Quello persino dalla tomba non ci dà pace”».
Un progetto colossale dove ogni cosa sembra essere inserita in un album preciso, il viaggio di un uomo in musica che sa evolversi. Così Play diventa il primo progetto discografico di una seconda fase, la cui uscita è prevista per l’autunno. Play diventa così un disco uptempo, un desiderio dello stesso artista, quello di cambiare sonorità, per abbracciare un mondo gioioso con riferimenti culturali anche all’Asia grazie alla collaborazione con Ilya Salmanzadeh, produttore di origini persiane (è lui che ha suggerito il titolo "Azizam", in persiano vuol dire “mio caro”).
E se prima di ascoltare interamente Play - il disco sarà color fucsia - si dovranno attendere ancora alcuni mesi, Ed Sheeran ci accompagnerà lungo questo periodo di attesa con diverse anticipazioni. Del resto è quel che sta facendo dal 15 marzo, lasciando tracce qua e là, in giro per il mondo, ricche di riferimenti e piccoli spoiler. Così dopo "Azizam" seguiranno "Old Phone" e "Sapphire", la prima già presentata in versione acustica da Jimmy Fallon la scorsa settimana. Un brano che dalle sue prime parole, «I found my old phone today», porterà i fan a riaprire il cassetto dei ricordi semplicemente accedendo un vecchio cellulare, custode di vecchi amori e amici che non ci sono più. Ed ecco che su sonorità che stupiranno, facendoci muovere il corpo, Ed Sheeran si mostra nella scrittura lo stesso di sempre, originale, profondo, attuale, ma diverso in quel sound che può far anche ballare, con cui ha deciso di accompagnare il nuovo album. Dove celebra la vita, festeggia. E noi, con lui.
Ed Sheeran, l’artista internazionale che ha collezionato più certificazioni in Italia è pronto a tornare, anche dal vivo a Roma, il 14 giugno allo Stadio Olimpico.












