Uno degli eventi più attesi dell'anno: il Super Bowl 2025, la finale del campionato della National Football League, si è tenuta il 9 febbraio a New Orleans e ha visto lo scontro tra i Philadelphia Eagles e i Kansas City Chiefs. A fare da supporter numero uno al quarterback dei Chiefs, Travis Kelce, c'era come sempre l'irriducibile Taylor Swift. Se la loro storia d'amore ha fatto sognare milioni di fan, con ovvi riferimenti a un romance in stile High School Musical, e le foto dei loro baci di fine partita che hanno fatto il giro del mondo celebrando i successi dei Chiefs, questa volta è andata molto diversamente. Non solo la squadra di Kelce non è riuscita a portare a casa la vittoria, ma è avvenuta anche una situazione piuttosto spiacevole e - a ben vedere - di maleducazione collettiva: Taylor Swift è stata fischiata dagli spalti.
La scena è stata la seguente: tranquilla nel suo box insieme all'amica Ice Spice (e addio invece a Blake Lively che, coinvolta nel caso Baldoni, ha probabilmente considerato più saggio non mostrarsi in pubblico), Taylor Swift si stava godendo l'atmosfera del match quando la telecamera dello stadio è passata a inquadrarla, in favore dei fan. Quello che sarebbe dovuto essere un momento di saluto, in realtà, si è trasformato in una buona quota dello stadio che ha fischiato alla cantante. Perché? Circolano diverse teorie, alcune, purtroppo, più inquietanti di altre. Le più sensate dicono che a lanciare i «booo!» siano stati principalmente i tifosi della squadra avversaria, gli Eagles, altre prendono per ipotesi che le proteste dei fan fossero più rivolte alla pessima performace dei Chiefs invece che direttamente alla cantante.
In questa faccenda ci ha voluto mettere il becco anche Donald Trump che, in maniera del tutto fuori protocollo, ha partecipato al Super Bowl. Stando alla versione condivisa sul social network di sua proprietà, Truth, il presidente americano ha riportato la questione dei fischi a un'animosità dei presenti contro Taylor Swift in quanto sua "nemica": «Trump viene largamente applaudito mentre Taylor Swift riceve dei fischi. Il mondo sta guarendo!». La risposta più sensata a queste illazioni viene direttamente dalla cantante che, inquadrata nel mezzo dei fischi, lancia alla telecamera un side eye che sembra voler dire: «Ma siamo seri?». In supporto dell'artista è arrivata anche Serena Williams, che poco dopo l'accaduta ha scritto su X: «Ti adoro @taylorswift13 non ascoltare quei booo!!».
Lasciando perdere l'assurdità di un presidente che se la prende pubblicamente con un'artista, Donald Trump ne deve mangiare di cereali sottomarca (cit.) prima di provare a lanciarsi in un dissing come si deve. Probabilmente, se ha ben aperto gli occhi, ha potuto imparare qualcosa dall'halftime show di Kendrick Lamar: uno dei migliori nella storia dell'evento. Introdotto da Samuel L. Jackson nei panni dello Zio Sam, il rapper si è esibito con alcuni dei suoi più grandi successi estratti a partire dal disco DNA (2017), fino all'ultima uscita, GNX, ed è stato raggiunto sul palco dalla collega SZA per "Luther" e "All Stars". Anche se Kendrick ha finto di non voler cantare il suo dissing più famoso (che gli è valso 5 Grammy Awards) recitando la frase «Voglio fare la loro canzone preferita, ma a qualcuno piace fare causa», alla fine il rapper di Compton ha cantato "Not Like Us" con tutto lo stadio che l'ha seguito, persino nei momenti meno rispettosi. Stoccata finale? Il saluto a Drake e la presenza della tennista Serena Williams (nonché ex di Drake) che ballava spensierata sulle note del brano.











