Timothée Chalamet è inarrestabile, un fiume in piena che travolge e conquista tutto ciò che incontra sul suo cammino. Con la sua interpretazione del giovane Bob Dylan nel film di James Mangold A complete unknown (in sala dal 23 gennaio) si è portato a casa i consensi di milioni di persone compreso quello di Dylan, che si è detto soddisfatto della performance dell'attore; anche i membri dell'Academy si sono lasciati ammaliare dall'incantesimo di Chalamet, che infatti concorre per l'Oscar 2025 nella rosa dei migliori attori. Nell'ultima puntata dello show comico Saturday Night Live, Timothée ha conquistato ancora una volta il pubblico tuffandosi a capofitto in una serie di sketch brillantissimi ma anche emozionanti (come quando ha cantato "Three Angels" di Bob Dylan accompagnato al piano da James Black), assicurandosi così l'affetto smisurato non solo dei suoi fan ma anche di quelli che lo conoscevano solo nelle vesti di eroe drammatico.

In uno dei suoi interventi più riusciti, ovvero il famoso monologo con il quale sempre si apre l'intervento delle celebrità al SNL (vedi quello di Ariana Grande, passata in studio come host prima di Natale per promuovere Wicked), Chalamet ha giocato sulle sue sconfitte ricorrenti agli Oscar, preparandosi eventualmente a sfoderare la sua "loser face" anche in questa occasione, nel caso in cui non dovesse portarsi a casa la statuetta per A complete unknown. Dopo il Golden Globe 2025 in cui è stato ferocemente preso in giro dalla conduttrice e comica Nikki Glaser per la sua timida barbetta ha ripeso il leit motiv affermando di avere ben «35 peli sul mento». Non è la prima volta che Timothée viene ospitato dallo show: al suo terzo passaggio come celebrity host, gag dopo gag l'attore è sembrato navigato, completamente a suo agio nella parte brillantissima che gli autori del programma hanno cucito addosso a lui.

Tra una performance musicale e l'altra - ha cantato tre canzoni di Bob Dylan - Chalamet si è cimentato nell'interpretazione di un istruttore di bungee cord fitness, attirandosi le ire dei conservatori perché nello sketch ha citato il recentemente scomparso ex presidente degli States Jimmy Carter; poi di uno stagista in un coffee bar particolarmente entusiasta; infine in un podcaster creato dall'Intelligenza artificiale che spiega la storia americana a studenti iper-annoiati.

A livello musicale, Chalamet ha scelto di interpretare alcune canzoni di Bob Dylan, tra cui la bellissima "Tomorrow Is a Long Time", senza effettivamente ricalcare la voce e la prossemica dell'artista come nel film: una decisione che ha esaltato le doti canore acquisite nei quattro anni di preparazione del film che (forse, Timmy di questo non è affatto sicuro) gli assicurerà la statuetta come Migliore attore protagonista.