I fiori di Sanremo sono per tradizione parte del Festival in quanto la loro coltivazione è diffusa sul territorio della città che ospita la manifestazione canora. Siamo abituati a vedere petali colorati accompagnare l’uscita di cantanti in gara e ospiti che, terminata la loro esibizione, vengono omaggiati proprio con un mazzo di fiori.
Essendo la storia del Festival piuttosto lunga, anche quella dei coprotagonisti dell’evento lo è. Ciò significa che è possibile compiere un breve viaggio nel tempo accompagnati dalla bellezza dei fiori, che non solo partecipano al Festival di Sanremo, ma che sono anche protagonisti dell’evento Corso Fiorito.
Perché Sanremo è chiamata la Città dei fiori?
Sanremo Città dei fiori, un soprannome che è stato conferito a questa porzione di territorio ligure in ragione delle coltivazioni che vengono realizzate in tale luogo parte della cosiddetta Riviera dei Fiori. Per la precisione, la Riviera dei Fiori fa parte della Riviera Ligure di Ponente ed è costituita, tra le altre, da Ventimiglia, Bordighera e San Lorenzo al Mare. La città celebra i fiori ogni anno con la manifestazione Sanremo in Fiore, conosciuta pure con i nomi Corso Fiorito e Carnevale dei Fiori.
Si tratta di una sfilata di carri allegorici realizzati da diversi comuni dell’imperiese che ha luogo la domenica precedente al sabato in cui si disputa una famosa gara ciclistica, ovvero la Milano-Sanremo. Festa dei fiori di Sanremo è anche, almeno in parte, il Festival della canzone italiana che, nel corso degli anni, ha diffuso la popolarità delle coltivazioni del posto raggiungendo non soltanto gli appassionati, ma pure chi diversamente non sarebbe stato al corrente di questa peculiarità della zona.
L’omaggio floreale: destinato a tutti
I fiori di Sanremo sono storicamente protagonisti del Festival in quanto adoperati come parte della scenografia delle serate della manifestazione e perché donati ai cantanti in gara e agli ospiti al termine delle loro esibizioni. Il Festival della canzone è infatti non soltanto occasione per ascoltare brani, cercare di indovinare chi sarà il vincitore e iniziare ad affezionarsi a qualche canzone, ma pure per ammirare lo spettacolo nell’insieme, composto da numerosi tasselli di cui i fiori sono cornice e coprotagonisti al tempo stesso.
Per quanto riguarda il rito della consegna dei fiori di Sanremo a cantanti e ospiti, il 2021 è stato un anno decisivo per “aggiornare” la tradizione che vedeva questi consegnati esclusivamente alle partecipanti al Festival. Fiori a tutti i concorrenti in gara, senza alcuna distinzione di genere: è questo il messaggio che arriva forte e chiaro dal palco dell’Ariston, con Francesca Michielin, Victoria De Angelis dei Måneskin e Arisa che regalano i mazzi di fiori da loro ricevuti rispettivamente a Fedez, Manuel Agnelli e Michele Bravi.
Agli inizi dell’edizione 2022 del Festival, però, la tradizione che vedeva i fiori consegnati esclusivamente alle donne sembra avere il sopravvento, con poche eccezioni. A rendere nuovamente il tema di attualità è il gesto di Francesca Michelin che, presente in qualità di direttrice d’orchestra per l’esibizione di Emma, ricevuti i fiori li dona a un musicista, uomo dell'orchestra. Dalla quarta sera, i fiori tornano a essere distribuiti a tutti, senza distinzione di genere.
Le rose, Blanco, Morandi
Di fiori di Sanremo si è molto parlato anche nel corso del Festival di Sanremo 2023 per via dell’esibizione di Blanco, ospite della manifestazione l’anno successivo a quello della vittoria conquistata insieme a Mahmood con il brano "Brividi". Giunto al Festival dopo un anno ricco di soddisfazioni, compresa la partecipazione all’Eurovision Song Contest, Blanco è atteso sul palco dell’Ariston sia per riproporre la canzone vincitrice della 73esima edizione del Festival insieme alla voce di Soldi, sia per intonare, da solo, il suo nuovo singolo, "L’isola delle rose", secondo estratto dall’album "Innamorato".
Nel corso di questa seconda esibizione Blanco prende a calci le rose presenti sul palco distruggendo così la scenografia della sua performance. Dell’intera questione di sicuro resta nella memoria di molti l’immagine di Gianni Morandi che fa il suo ingresso sul palco durante la seconda serata del Festival impugnando una scopa in riferimento alle pulizie effettuate la sera prima per proseguire con lo spettacolo. Lo stesso Morandi aveva contribuito a sistemare il palcoscenico, scrivendo un’altra pagina della lunga storia del Festival.
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