A Palazzo Moscova nel pieno della settimana più satura dell’anno, soprattutto nel cuore del Brera Design District, la redazione ha visitato in anteprima Y.O.U. Your Own Universe, l'installazione di glo in collaborazione di Numero Cromatico. Lo spazio non si impone subito, piuttosto si lascia attraversare, anche tramite l'utilizzo di pannelli non completamente coprenti. Grazie alla luce, che riesce a scavarsi dei passaggi studiati nello spazio, si costruisce un paesaggio che muta mentre ti muovi, le cui superfici rispondono. L'ambiente circostante è abbastanza buio proprio per poter avere una migliore resa degli schermi e, allo stesso tempo, è qualcosa che non chiede di essere guardato, ma abitato. Lo spettatore si sente inglobato nello spazio e inserito totalmente nel contesto che sta vivendo. Il collettivo Numero Cromatico, da anni impegnato in una ricerca che intreccia arte, linguaggio e sistemi intelligenti, costruisce qui una macchina aperta, un organismo che vive delle interazioni di chi lo attraversa. L’intelligenza artificiale non è spettacolo è presenza, un’alterità che dialoga, restituisce e mette in discussione, generando possibilità diverse.

interactive exhibit with a central display and vibrant backgroundpinterest
Courtesy of Ufficio Stampa



Al centro dello spazio, un cerchio. Un segno semplice, quasi primario, evocativo del logo del brand, ma che qui smette di essere simbolo e diventa dispositivo. Ci entri, lo attivi con le tue mani (o meglio con la loro ombra) e scegli le parole da prendere, che non restano tue: vengono proiettate nei muri circostanti e si mescolano a quelle degli altri, costruendo una trama comune che cambia di continuo. Un gesto che produce uno slittamento netto: dall’io al noi, dall’individuale al collettivo. Così Y.O.U. prende davvero forma, nel sistema di relazioni che crea, in cui ogni presenza lascia una traccia e ogni scelta modifica l’ambiente. Non esiste un’esperienza identica a un’altra, perché quello che accade dipende da chi c’è, da come si muove e da cosa decide di lasciare agli altri. Glo costruisce un racconto coerente con la propria traiettoria aziendale: usare la tecnologia per creare connessioni, una visione in cui l’innovazione qui non è mai fine a sé stessa, ma diventa infrastruttura invisibile di un’esperienza che parla di partecipazione e accessibilità. Fuori dal Palazzo della Moscova la città continua a scorrere, più schizofrenica che mai. Ma dentro, ti fermi e, quando esci, ti rimane la sensazione che quello che hai lasciato lì non sia solo un gesto, ma una traccia che si intreccia con quella degli altri. Y.O.U. Your Own Universe vuole ricordare che non siamo mai isolati, che ogni azione entra in un sistema più ampio e che l’esperienza individuale è sempre, inevitabilmente, parte di qualcosa di collettivo.