Sigmund Freud e il mondo onirico

Secondo Freud, sono proprio i sogni a condurci a comprendere il nostro inconscio. Ogni sogno che facciamo è una sorta di compromesso tra l'istinto interiore che pulsa dentro e la volontà di censurare e respingere tale istinto nell'inconscio.

Per Sigmund Freud, infatti, la psicanalisi non può prescindere dall'interpretazione dei sogni. Il sogno è dotato di un significato profondo, e sotto questo punto di vista, può essere paragonato a un ricordo o a un'esperienza vissuta.

Durante il sonno, la mente si abbandona in una sorta di trance: l'istinto così riesce a dominare e a imporsi nella coscienza. I sogni sono proprio un' espressione di tutto quel bagaglio inconscio che ciascun individuo possiede: in quanto tali, per Freud, i sogni, offrono al terapeuta una via preziosa di interpretazione dell’inconscio.

Il sogno, quindi, altro non è che un guardiano del sonno: permette all'inconscio di esprimere, tuttavia si smaterializza prima del risveglio, senza rivelarsi del tutto, in modo che l'individuo non si svegli scosso e allarmato.

10 Frasi sui sogni di Freud

Rispetto alla temporalità, il sogno sembra godere di un altro privilegio, di essere anche in un altro senso indipendente dal fluire del tempo.

Il sogno, se pure non proviene da un altro mondo, ci rapisce tuttavia, mentre dormiamo.

Si rimane colpiti, osservando come il sogno a volte riporti alla luce, in forma del tutto illesa e nella loro freschezza originaria, immagini di località, cose e persone rimaste profondamente sepolte sotto gli strati successivi che il tempo depone sulle nostre prime esperienze infantili.

Il sogno non si occupa mai di inezie; non permettiamo alle quisquilie di disturbarci nel sonno. I sogni apparentemente innocenti si rivelano maliziosi, quando ci si sforza di interpretarli.


C’è almeno un punto in ogni sogno, dove non si può toccare il fondo: un ombelico, in un certo senso, che è il suo punto di contatto con l’ignoto.

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Un sogno che il giorno immediatamente successivo sembra refrattario all’analisi, rivela il suo contenuto misterioso una settimana o un mese dopo, quando un cambiamento reale, avvenuto nel frattempo, ha attenuato la forza dei fatti psichici in lotta fra loro.

Chiameremo contenuto onirico manifesto ciò che il sogno racconta, e pensieri onirici latenti ciò che è nascosto, cui dobbiamo giungere seguendo le idee che vengono in mente al sognatore.


Il sogno infantile è la reazione a un’esperienza diurna che ha lasciato dietro di sé un rammarico, una nostalgia, un desiderio irrisolto. Il sogno reca l’appagamento diretto, scoperto, di questo desiderio.

Ogni elemento del sogno può rappresentare, per l’interpretazione, sia se stesso sia il proprio contrario. Non si sa mai a priori se si debba supporre l’uno o l’altro; è soltanto il contesto a decidere.

I sogni molto frequentemente esprimono ricordi e conoscenze che il soggetto da sveglio è ignaro di possedere.


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    L'interpretazione dei sogni secondo Freud

    Il successo della psicoanalisi freudiana è basato interamente sulla possibilità di portare a galla i ricordi direttamente collegati ai desideri sessuali infantili, che corrispondono ai sogni degli adulti. Il sogno apre la porta della mente ai ricordi dell'infanzia senza che l'adulto ne abbia coscienza o consapevolezza.

    Per il famoso psicoanalista, i sogni erano davvero la principale via dell'interpretazione e della comprensione dell'animo umano. Non a caso, agli inizi del '900, Freud pubblicò una delle sue opere principali, “L’interpretazione dei sogni”.

    Da quel momento il sonno diventa un fenomeno attivo, non più passivo come era sempre stato visto dai suoi predecessori.

    I MINIMAMMUT L'interpretazione dei sogni. Ediz. integrale

    L'interpretazione dei sogni. Ediz. integrale
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