Un'anticipazione della conversazione tra la ballerina vincitrice di Amici 20, Giulia Stabile, e la content creator Sofia Viscardi. Dal primo numero del nuovo Cosmopolitan, in edicola dal 25 febbraio.

Giulia Stabile, c'era una prima volta

Grandi si diventa crescendo, e crescere è forse solo sentirsi cambiare nel tempo dall’interno, e sapersi ascoltare senza spaventarsi. «Da piccina avevo tantissimi giochi
in salone, erano più da bambino che da bambina, e c’era questo stereo mai spento
in casa che trasmetteva le canzoni a volte allegre altre tristi di mia mamma, che le ascoltava da che le ero in pancia. Ero riccia, riccissima, con i capelli corti. E già ballavo». Guardo Giulia, liscia, liscissima oggi nei suoi 19 anni, e penso dai miei 23 biondi e mossi a me invece così scura in una vecchia fotografia: si nasce diversi, da come poi va.

«La nostra generazione è forse più di ogni altra il tentativo di essere quel che si ama. Fuori da qualsiasi definizione, che è un limite sotto tutti i punti di vista. Io voglio solo essere aderente a me stessa. Perché sta lì la felicità». Per quello è importante intercettarsi, saper distinguere il proprio desiderio da quello che altri vorrebbero per te, per corrispondersi, unica via per essere felici. E una società di persone che sono felici ha più chance di essere la migliore.

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La cover del nuovo numero di Cosmopolitan, in edicola dal 25 febbraio

LA SCINTILLA

Ricordi il momento in cui è cominciata questa cosa della danza?

«Una sera. Eravamo in un ristorante in cui vado spesso con i miei. C’era un ragazzo. Su una pista faceva balli di gruppo: mi rapisce, è magico e io non posso smettere di guardarlo. Sono andata verso di lui. Loro non mi hanno fermato, anzi. La mia storia più vera forse ha inizio lì».

IL CORPO

Che rapporto hai con il tuo, da giovane donna che lo utilizza anche come strumento artistico?

«Ero pelle e ossa e mi nascondevo in una felpa larga per non farlo vedere. Mia madre era preoccupata: “Se non mangi, punture”. Forse era vero. Poi ho imparato ad accudirlo, accarezzarlo, ne ho scoperto movimento, forza, cadute, riprese, ma soprattutto unicità».

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courtesy of Cosmopolitan Italia
Foto di Claudia Ferri

LA PERFEZIONE

Ti senti mai sotto pressione per gli standard estetici che dominano i social?

«So che con la perfezione ci si resta solo fregate. Non esiste, perché mai inseguirla? A pensarci bene poi i difetti non sono proprio difetti. Le lentiggini sono cool, cool è il puntino che hai in fronte, anche la voglia così visibile sul naso, non correggere lo spazietto che ti apre i denti, è solo tuo, forse dovresti trattarlo come una rarità e pensare che in realtà sei un’opera d’arte».

MICA È NORMALE

Cosa fai quando ti senti giudicata?

«Le medie non sono state un bel periodo. Avevo gli allenamenti e le mie amiche non si risparmiavano: “Che fai, non esci con noi? Mica è normale”. I ragazzi mi prendevano in giro su piccole cose che però mi sembra-vano immense. “Ma tutti quei peli? Hai il mono-ciglio.E che gengive, ma tu ridi sempre... sei pazza?”. “Non hai il fisico per fare la ballerina. Stai perdendo il tuo tempo”. “Ma ti sei vista quanto sbagliata sei? Quanti difetti hai?". Piangevo in bagno, poi allacciavo le scarpe da ginnastica, e mi calmavo».

LA RABBIA

Come la gestisci, se ti capita?

«In me c’è spesso ma nessuno dirà mai di avermi visto arrabbiata. Io la rabbia la tengo dentro, non la butto fuori. Sale quando vedo qualcuno sminuire qualcun altro per valorizzarsi, chi sottolinea delle differenze che non ci sono criticando una persona magari non bianca di pelle, amici omosessuali. Hanno allontanando anche me perché li avevo. Ma ho capito che l'ignoranza è come un sasso, puoi tirargli contro qualsiasi cosa, ma non si rompe».

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courtesy of Cosmopolitan Italia
Foto di Claudia Ferri


Leggi l'intervista completa sul nuovo numero di Cosmopolitan in edicola dal 25 febbraio.

Intervista di Sofia Viscardi, servizio a cura di Lavinia Farnese, foto di Claudia Ferri, moda di Lisa Mancini.